Trova 135 milioni di lire nascosti nel muro durante i lavori: Bankitalia respinge il cambio in euro, il caso potrebbe finire in tribunale

In provincia di Messina un uomo ha scoperto 1.354 banconote da 100 mila lire durante la ristrutturazione di una casa acquistata pochi mesi fa. La Banca d’Italia ha negato la conversione in euro, ma il proprietario contesta la decisione e valuta un ricorso.
Una scoperta che ha dell’incredibile. Durante i lavori di ristrutturazione di un immobile acquistato lo scorso 23 marzo in provincia di Messina, il signor Lanzafame ha rinvenuto un piccolo tesoro nascosto all’interno di un’intercapedine.
Le banconote erano custodite in confezioni di Citrosodina: in tutto 1.354 banconote da 100 mila lire, per un valore complessivo di 135.400.000 lire, pari a circa 69.920 euro secondo il tasso di conversione ufficiale.
Il ritrovamento è stato documentato in un video pubblicato su YouTube, che mostra le fasi della scoperta delle banconote nascoste all’interno dell’abitazione.
Il no della Banca d’Italia
Dopo il ritrovamento, Lanzafame si è rivolto alla filiale della Banca d’Italia di Messina per chiedere la conversione delle banconote in euro.
La richiesta è stata respinta. Secondo l’istituto centrale, il termine previsto dalla legge per la conversione delle lire è definitivamente scaduto, essendo trascorsi oltre dieci anni dalla cessazione del periodo utile per il cambio.
Il ricorso all’Associazione Italia
Non condividendo questa interpretazione, Lanzafame si è rivolto all’Associazione Italia (www.associazione-italia.it), organizzazione che da anni assiste cittadini e risparmiatori nelle controversie relative alla conversione delle lire, al rimborso dei buoni postali e di altri titoli di credito denominati nella vecchia valuta. Secondo l’associazione, il caso presenta profili giuridici che potrebbero giustificare un ricorso davanti all’autorità giudiziaria.
Cosa prevede la normativa
Le banconote e le monete in lire hanno cessato di avere corso legale il 28 febbraio 2002. La normativa prevedeva inizialmente la possibilità di convertirle in euro entro il 28 febbraio 2012. Con il decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (“Salva Italia”), il Governo anticipò però la scadenza proprio al 6 dicembre 2011.
Quella disposizione è stata successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015. In attuazione della decisione della Consulta, nel gennaio 2016 il Ministero dell’Economia consentì la conversione esclusivamente ai soggetti che fossero in grado di dimostrare di aver presentato domanda tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012. Secondo i dati della Banca d’Italia, tra il 22 gennaio 2016 e il 31 maggio 2021 sono state effettuate 263 operazioni di conversione, per un importo complessivo di 2.661.596,96 euro.
La tesi sostenuta dall’associazione
L’Associazione Italia richiama l’articolo 2935 del Codice civile, secondo cui la prescrizione decorre dal momento in cui un diritto può essere esercitato. Secondo questa interpretazione, poiché le banconote sarebbero state rinvenute soltanto poche settimane fa, il proprietario non avrebbe potuto far valere prima il diritto alla conversione. Di conseguenza, sempre secondo l’associazione, il termine di prescrizione dovrebbe decorrere dalla data del ritrovamento e non dalla scadenza fissata dalla normativa sul cambio delle lire.
Si tratta tuttavia di una tesi interpretativa che, allo stato, non risulta condivisa dalla Banca d’Italia né confermata da una decisione giudiziaria riferita a un caso analogo.
Una questione ancora aperta
L’orientamento applicato dalla Banca d’Italia continua infatti a ritenere definitivamente scaduti i termini per la conversione delle lire, fatti salvi i casi disciplinati dopo la sentenza della Corte Costituzionale.
Se Lanzafame deciderà di promuovere un’azione giudiziaria, spetterà eventualmente al tribunale stabilire se il ritrovamento fortuito di banconote rimaste nascoste per anni possa incidere sulla decorrenza della prescrizione ai sensi dell’articolo 2935 del Codice civile. Al momento non risultano precedenti giudiziari consolidati che abbiano riconosciuto il diritto alla conversione di banconote in lire rinvenute dopo la scadenza dei termini. Proprio per questo l’eventuale contenzioso potrebbe contribuire a chiarire una questione giuridica ancora priva di un orientamento definitivo.
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