Truffe da 24 milioni alle banche con l’IA, a Milano altre due indagini

25 Settembre 2026 - 18:40
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Truffe da 24 milioni alle banche con l’IA, a Milano altre due indagini

La Procura di Milano sta indagando su altri due presunti raggiri ai danni di istituti bancari che presenterebbero modalità simili alla truffa dello scorso febbraio ai danni di Paolo Molesini, all’epoca presidente di Fideuram. Anche nei nuovi casi gli autori avrebbero sfruttato una combinazione di messaggi, e-mail, intelligenza artificiale e voice cloning, la tecnologia che consente di riprodurre una voce in modo estremamente simile a quella della persona reale. Uno dei due episodi riguarda una somma particolarmente ingente: circa 24 milioni di euro. Il secondo fascicolo riguarda invece un istituto di dimensioni più contenute e un ammontare di circa 2 milioni.

Il raggiro da 24 milioni: denaro trasferito in quattro Paesi

La vicenda più consistente risale allo scorso maggio. Nel mirino sarebbe finita una manager di una banca, che avrebbe ricevuto comunicazioni provenienti da una casella di posta elettronica apparentemente riconducibile a un dipendente dello stesso istituto. Il meccanismo avrebbe fatto ritenere alla manager di essere effettivamente in contatto con quella persona, inducendola ad autorizzare operazioni per oltre 23,8 milioni di euro. Il denaro sarebbe stato successivamente trasferito attraverso una serie di conti internazionali, passando tra Spagna, Singapore, Hong Kong e Bahrein. Le indagini, coordinate dal pm Enrico Pavone, hanno consentito di individuare parte delle somme: un sequestro preventivo, disposto dalla gip Sara Cipolla, ha infatti permesso di bloccare denaro depositato presso una banca di Barcellona.

Il secondo caso dei 2 milioni trasferiti in Croazia

Un’altra indagine riguarda invece un diverso istituto di credito. In questo caso il valore della presunta truffa sarebbe di circa 2 milioni di euro. Anche in questa vicenda una parte delle somme sarebbe stata recuperata, questa volta grazie all’individuazione del denaro trasferito in Croazia. Il fascicolo è seguito dalla pm Barbara Benzi. Al momento, le due nuove inchieste risultano distinte e non collegate tra loro.

Almeno tre indagini sullo stesso schema

I due nuovi procedimenti si aggiungono all’inchiesta già avviata sul caso Molesini, relativa a una truffa complessiva da circa 95 milioni di euro, dei quali 36 milioni sarebbero stati sottratti. Anche in quel caso gli investigatori hanno seguito la pista di un raggiro realizzato attraverso strumenti digitali e voice cloning. Sarebbe stato inoltre individuato un informatico straniero, anche se l’identità a disposizione degli inquirenti potrebbe essere fittizia. Le indagini sul caso Molesini sono affidate ai pm Barbara Benzi e Alfonso Serritiello, coordinate dal pool guidato dal pm Eugenio Fusco e condotte dai carabinieri.

Il fenomeno al centro delle tre indagini presenta un elemento comune: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rendere credibili comunicazioni apparentemente provenienti da persone conosciute o interne agli istituti. Secondo quanto emerge da chi sta seguendo le indagini, anche dirigenti e dipendenti delle banche possono diventare bersaglio quando si verificano situazioni di particolare vulnerabilità e quando comunicazioni delicate vengono gestite attraverso strumenti di messaggistica come WhatsApp. Gli istituti di credito, tuttavia, dispongono di sistemi di controllo che possono consentire di intervenire rapidamente e bloccare i trasferimenti sospetti, aumentando così le possibilità di recuperare almeno una parte delle somme sottratte.

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