Tunisia: il gruppo italiano Pieralisi punta a un centro di innovazione per l’Africa

08 Ottobre 2026 - 10:50
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Rafforzare la presenza industriale in Tunisia e trasformare il Paese in una piattaforma regionale per innovazione, formazione e trasferimento tecnologico. È questa la prospettiva delineata dal gruppo italiano Pieralisi nel corso degli incontri a Tunisi dell’amministratore delegato Aldino Zeppeli con l’ambasciatore d’Italia Alessandro Prunas e con il direttore dell’Agenzia italiana per il commercio estero (Ice) in Tunisia, Bernard Prevete. Al centro dei colloqui la nuova fase di sviluppo del gruppo, sostenuta anche da una recente iniezione di capitale, e le possibilità di ampliare progressivamente il perimetro delle attività in Tunisia e nei mercati africani. Con 138 anni di storia industriale, Pieralisi è storicamente specializzata nelle tecnologie per la separazione e la lavorazione dell’olio di oliva, settore nel quale ha costruito una presenza consolidata in Tunisia e una conoscenza approfondita dell’ecosistema produttivo locale. La strategia illustrata da Zeppeli punta a un’evoluzione del ruolo della struttura tunisina, attraverso il consolidamento delle attività, la valorizzazione delle competenze locali, lo sviluppo del capitale umano e un trasferimento progressivo di tecnologie e saper fare.

La Tunisia, a detta del gruppo, potrebbe quindi assumere una funzione che va oltre quella di mercato di riferimento per il gruppo, diventando una base per accompagnare lo sviluppo delle attività in altri Paesi africani. L’obiettivo è creare maggiore capacità locale e, allo stesso tempo, utilizzare il Paese come punto di connessione tra competenze industriali italiane, imprese tunisine e domanda tecnologica dei mercati regionali. Oltre al settore oleario, nel corso degli incontri è stata approfondita anche la possibilità di valorizzare in Tunisia le competenze della Separation Systems Division (Ssd) di Pieralisi, le cui tecnologie possono trovare applicazione in diversi comparti agroalimentari e industriali. Tra gli ambiti considerati figurano in particolare il trattamento delle acque reflue e dei fanghi generati dalle attività industriali e agroalimentari.

La diversificazione delle applicazioni tecnologiche rappresenta uno degli elementi della nuova fase di sviluppo: l’esperienza maturata nel comparto oleicolo può diventare una base per proporre soluzioni a una platea più ampia di operatori industriali e agroalimentari. In questo quadro si inserisce l’ipotesi di creare progressivamente in Tunisia un Pieralisi Africa Excellence & Innovation Center, concepito come struttura a vocazione regionale. Il progetto è ancora in fase di elaborazione e non costituisce quindi un’iniziativa già operativa, ma rappresenta una delle prospettive di sviluppo discusse negli incontri istituzionali. L’idea è costruire attorno alla struttura attività di innovazione, formazione, servizi industriali, trasferimento di competenze e adattamento delle tecnologie alle esigenze dei diversi mercati africani. La Tunisia potrebbe fornire in questo modo anche una piattaforma per sviluppare e testare soluzioni destinate a contesti produttivi differenti.

La dimensione della formazione assume particolare rilievo nella strategia. Il rafforzamento delle competenze tunisine consentirebbe infatti di accompagnare l’espansione industriale del gruppo creando capacità tecniche locali e favorendo una maggiore autonomia nella gestione dei servizi e delle tecnologie. L’ipotesi del centro di eccellenza, spiega la società in un comunicato stampa, si colloca inoltre nel quadro della cooperazione economica tra Italia e Africa promosso dal Piano Mattei, in particolare per quanto riguarda investimenti, formazione professionale, sviluppo delle competenze e trasferimento tecnologico. Nel confronto con l’Ice è stata affrontata la possibilità di rafforzare i collegamenti tra Pieralisi, imprese tunisine e sistema industriale italiano, con l’obiettivo di individuare interlocutori economici e istituzionali in grado di accompagnare le diverse fasi di sviluppo dei progetti e favorire nuove opportunità di collaborazione e investimento.

Secondo quanto riferito dal gruppo italiano, Prevete ha confermato la disponibilità dell’Ice a facilitare i contatti con gli operatori locali e a mettere in relazione l’azienda con i soggetti dell’ecosistema economico tunisino rilevanti per i suoi programmi di sviluppo. Per Pieralisi, il rafforzamento della rete locale potrebbe rappresentare un elemento determinante per trasformare la presenza commerciale e industriale già consolidata in una piattaforma più articolata di servizi, competenze e innovazione. Anche il confronto con l’ambasciatore Prunas ha evidenziato la necessità di costruire connessioni più strette tra imprese, istituzioni, investitori, centri di competenza e attori dell’innovazione. L’ambasciatore ha indicato la possibilità di valutare, in funzione della natura e della maturità dei singoli progetti, il coinvolgimento dell’ecosistema italiano attivo nei settori del commercio estero, dell’industria, della ricerca, della formazione e dei finanziamenti. Tra gli strumenti potenzialmente utilizzabili sono stati richiamati anche i partenariati pubblico-privati (Ppp).

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