Possedere uno yacht non basta più: nasce un nuovo modello di gestione per i grandi armatori
Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Possedere uno yacht significa sempre meno possedere semplicemente una barca. Con l’aumento delle dimensioni crescono il valore dell’asset, la complessità gestionale, le responsabilità fiscali e amministrative e le normative da conoscere.
È in questo spazio che opera Floating Life, società indipendente fondata in Svizzera nel 2002 da Andrea Pezzini e Barbara Tambani, oggi attiva nello yacht management, nel charter, nella compravendita, nei servizi tecnici e nei progetti di nuova costruzione. Un modello che si è evoluto fino ad assumere i tratti di un vero family office dedicato allo yacht.
Un club da 22 imbarcazioni
Floating Life gestisce oggi 22 imbarcazioni, con una struttura di 32 persone. Un numero volutamente limitato. “Abbiamo deciso di avere un numero chiuso di barche e un numero ridotto di clienti, quasi fosse un club”, dice Tambani.
“Sono armatori che vogliono che il loro yacht sia mantenuto in perfetto valore e che, soprattutto, non faccia perdere loro quel poco tempo che hanno a disposizione. Arriviamo a occuparci anche di aspetti che vanno oltre lo yacht: vogliamo offrire un servizio chiavi in mano”.
La gestione degli yacht sopra i 30 metri
Il core business riguarda imbarcazioni dai 30 metri in su. “Dobbiamo conoscere i regolamenti ovunque gli yacht navighino, sapere dove possono attraccare e quali procedure devono essere rispettate”. Il controllo è costante: “Anche quando l’armatore e gli ospiti non sono a bordo, controlliamo lo yacht ogni settimana. E se è in refit, non lasciamo semplicemente la barca in cantiere aspettando che qualcuno ci dica cosa è stato fatto”.
Lo yacht diventa un luogo in cui vivere e lavorare
La tecnologia sta cambiando il modo di vivere lo yacht. Sistemi satellitari avanzati permettono di lavorare a bordo anche lontano dalle destinazioni tradizionali. “I clienti possono lavorare a bordo e rimanere più tempo sullo yacht. Stanno imparando a vivere la barca in maniera diversa, come un vero viaggio nel mondo”. Cambiano anche le esperienze. “La sorpresa diventa parte del valore. Ci attiviamo per ogni richiesta come se fosse la cosa più importante, perché per il proprietario lo yacht è un’estensione della propria casa”.
La stessa filosofia entra nei progetti di nuova costruzione, dove Floating Life opera attraverso la divisione New Build e spesso assume il ruolo di surveyor, project manager e owner’s representative. Tra le nuove iniziative c’è un’imbarcazione full custom di 48 metri destinata al giro del mondo, costruita da Baglietto e prevista in consegna nel 2028.
L’articolo Possedere uno yacht non basta più: nasce un nuovo modello di gestione per i grandi armatori è tratto da Forbes Italia.
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