Tunisia-Italia: progetto Mobi-Tre rafforza ruolo della diaspora nello sviluppo economico sociale

05 Giugno 2026 - 13:21
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Gli investimenti dei tunisini residenti all’estero (Tre) si confermano una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale della Tunisia. È quanto emerge dalla visita di monitoraggio sul campo organizzata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Tunisia nei giorni scorsi nell’ambito della seconda fase del progetto Mobi-Tre, finanziato dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale italiano (Maeci) attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). La missione, che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni tunisine, dell’Aics e dell’Oim, si è svolta in cinque governatorati appartenenti alle aree di sviluppo regionale e ha consentito di verificare direttamente i risultati raggiunti da nove imprese sostenute dal programma. Le aziende visitate rappresentano esempi concreti di come il capitale finanziario, professionale e umano della diaspora tunisina possa contribuire alla crescita dei territori, favorendo la creazione di posti di lavoro, l’innovazione e la transizione verso modelli economici più sostenibili.

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a valorizzare il contributo dei tunisini all’estero, che costituiscono una delle principali fonti di rimesse per il Paese ma che sempre più vengono considerati anche investitori, imprenditori e portatori di competenze. Attraverso il progetto Mobi-Tre, i beneficiari ricevono un accompagnamento che combina sostegno finanziario, assistenza tecnica e orientamento amministrativo, con l’obiettivo di trasformare idee imprenditoriali in attività economicamente sostenibili e radicate nei territori. Uno degli aspetti più significativi emersi durante la visita riguarda il ruolo della cooperazione tra le diverse istituzioni coinvolte. Alla missione hanno preso parte rappresentanti del ministero dell’Occupazione e della Formazione professionale, del ministero dell’Economia e della pianificazione, dell’Agenzia nazionale per l’impiego e il lavoro autonomo (Aneti), dell’Agenzia per la promozione dell’industria e dell’innovazione (Apii), dell’Osservatorio nazionale dell’agricoltura (Onat), oltre agli uffici regionali dell’Ufficio dei tunisini all’estero (Ote) e ai servizi per l’impiego presenti nei governatorati interessati.

La presenza congiunta di questi attori ha permesso di fornire agli imprenditori consulenze personalizzate su questioni fiscali, sviluppo aziendale, accesso ai mercati e opportunità di crescita. Secondo l’Oim, questo modello di coordinamento rappresenta uno degli elementi chiave per consolidare un ecosistema favorevole agli investimenti della diaspora e per ridurre gli ostacoli burocratici che spesso limitano il potenziale delle iniziative imprenditoriali. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai progetti legati all’economia verde e alla sostenibilità ambientale. Diverse delle imprese sostenute operano infatti in settori che contribuiscono alla transizione ecologica, confermando la crescente sensibilità degli investitori della diaspora verso attività capaci di generare un impatto economico e sociale positivo nel lungo periodo.

Per la cooperazione italiana, il programma rappresenta un esempio concreto di come la migrazione possa essere trasformata in un fattore di sviluppo condiviso. Attraverso il sostegno dell’Aics e del Maeci, il progetto punta infatti a rafforzare i legami tra diaspora e territori d’origine, favorendo investimenti produttivi nelle regioni interne della Tunisia, tradizionalmente meno attrattive per i capitali privati ma strategiche per la riduzione delle disparità territoriali. La recente missione ha infine evidenziato il valore umano delle iniziative sostenute da Mobi-Tre. Le testimonianze degli imprenditori incontrati hanno mostrato come il ritorno di competenze, esperienze professionali e reti internazionali maturate all’estero possa contribuire non solo alla crescita delle imprese, ma anche alla creazione di nuove opportunità per le comunità locali. Un approccio che mira a trasformare la mobilità internazionale dei tunisini in una risorsa strutturale per lo sviluppo economico nazionale, rafforzando al tempo stesso il ruolo della diaspora come partner dello sviluppo del Paese.

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