Turla, le cyber-spie russe a caccia delle carte della diplomazia italiana


01 Luglio 2026 - 04:47
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Turla, le cyber-spie russe a caccia delle carte della diplomazia italiana


«La Russia ha tutto l’interesse a mantenere visibilità sul supporto straniero all’Ucraina durante il conflitto». Secondo Jordan Jones, principal analyst del Google Threat Intelligence Group, è questa una delle chiavi per leggere l’ultima attività attribuita a Turla, uno dei gruppi cyber russi più longevi e sofisticati, ritenuto diretta emanazione dell’agenzia di intelligence federale Fsb, emersa attraverso l’analisi di una nuova backdoor denominata Stockstay. Il report descrive una campagna di raccolta informazioni che si inserisce nel più ampio confronto informativo legato alla guerra in Ucraina. L’obiettivo, secondo gli analisti, non sembra essere il sabotaggio, ma l’acquisizione di informazioni strategiche su ambienti diplomatici e politici occidentali, con particolare attenzione a soggetti e organizzazioni che possono offrire visibilità sulle dinamiche internazionali.

Tra gli elementi più rilevanti per l’Italia c’è l’osservazione di contenuti esca collegati a un’elezione tenutasi all’interno del Circolo degli Esteri. Jones spiega a Strategikon/Linkiesta che il gruppo «non ha visibilità diretta sul bersaglio previsto o sull’esito dell’operazione», ma il tema scelto come esca suggerisce che la potenziale vittima avesse un interesse per il risultato di quell’appuntamento. Gli analisti, tuttavia, non ritengono che l’elezione in sé fosse il vero obiettivo dell’operazione. Il valore dell’episodio sta piuttosto nella capacità del contenuto utilizzato di attirare l’attenzione di persone coinvolte o interessate agli ambienti della politica estera. Nella stessa campagna, spiega Jones, sono stati rilevati anche sospetti attacchi contro piattaforme di formazione diplomatica, un ulteriore elemento che indica un interesse verso il mondo delle relazioni internazionali, sebbene non esclusivamente italiano.

La scoperta di Stockstay conferma una caratteristica storica del gruppo Turla: la ricerca di informazioni utili ai processi decisionali, più che la produzione di danni immediati. L’attività osservata si colloca quindi nella tradizione delle operazioni di intelligence digitale condotte da gruppi statali.

Ma perché l’Italia? Secondo Jones, le recenti attività di Turla mostrano un interesse maggiore verso regioni direttamente coinvolte in conflitti o nelle dinamiche legate alla guerra in Ucraina, ma il gruppo «ha mantenuto un interesse costante per le entità diplomatiche in tutta l’Europa occidentale e nella Nato». Il motivo è strategico: ottenere informazioni sulle posizioni degli alleati occidentali, sulle relazioni diplomatiche e sul livello di sostegno internazionale a Kyjiv. In questo quadro l’Italia rappresenta un Paese rilevante per il suo ruolo nella Nato, nell’Unione europea e nelle discussioni sulla sicurezza europea. Il gruppo invita però a non interpretare la campagna Stockstay come il segnale di un’improvvisa escalation contro obiettivi italiani. «Con il nostro attuale livello di visibilità, riteniamo che l’interesse russo verso gli obiettivi italiani sia rimasto pressoché stabile negli ultimi anni», spiega Jones, indicando come il fenomeno sia particolarmente evidente dall’inizio del conflitto russo-ucraino.

La vicenda Stockstay mostra quindi una dinamica ormai consolidata della competizione cyber contemporanea: gli obiettivi non sono necessariamente infrastrutture militari o sistemi critici, ma anche gli ecosistemi informativi che circondano la politica estera. Diplomatici, istituzioni, piattaforme di formazione e organizzazioni collegate alle relazioni internazionali diventano nodi attraverso cui raccogliere dati utili a comprendere intenzioni e decisioni degli avversari.

La campagna analizzata da Google racconta così un aspetto centrale dello spionaggio digitale moderno: la ricerca di accesso e informazioni prima ancora dell’eventuale utilizzo operativo di quelle conoscenze. In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dalla crescente competizione tra Russia e Occidente, la capacità di leggere in anticipo le mosse degli altri attori resta uno degli obiettivi principali delle operazioni cyber di intelligence.

 

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