Udienza Generale, Leone XIV: “Chiediamo allo Spirito di Dio di risvegliare le coscienze umane”

Maggio 20, 2026 - 11:59
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Nel corso dell’udienza generale, Papa Leone XIV ha accolto con gioia Aram I, Catholicos di Cilicia della Chiesa apostolica armena, sottolineando l’importanza del dialogo ecumenico e rilanciando un appello per la pace in Libano e in Medio Oriente. Nella catechesi dedicata alla Costituzione “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II, il Pontefice ha spiegato come la liturgia rappresenti il cuore del mistero della Chiesa, luogo in cui Cristo continua ad agire e a rinnovare la fede del popolo di Dio.

Le parole del Santo Padre

“Sono molto lieto di accogliere Aram I, Catholicos di Cilicia della Chiesa apostolica armena, insieme all’illustre delegazione che l’accompagna”. È il benvenuto del Papa al suo illustre ospite, che si è seduto accanto a lui nella postazione al centro al centro del sagrato, per seguire l’udienza. “E’ un’importante occasione per rafforzare i legami di unità che già esistono tra noi, mentre ci avviciniamo piena comunione alle nostre Chiese”, ha proseguito Leone XIV. Poi, in inglese, la citazione del Libano e del Medio Oriente, “ancora una volta tornati alla violenza e alla guerra”, “Preghiamo per la pace”, l’appello. Infine, l’apprezzamento per il contributo personale del Catholikos all’ecumenismo, in vista della “piena unità”.

La catechesi

Il Santo Padre poi, riprendendo il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentra la sua meditazione sul documento: “Costituzione Sacrosanctum Concilium”, parlando in particolare della liturgia nel mistero della Chiesa. “Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita”, dice subito il Pontefice in questo mercoledì. “Cristo stesso è il principio interiore del mistero della Chiesa, popolo santo di Dio, nato dal suo fianco trafitto sulla croce. Nella santa liturgia, con la potenza del suo Spirito, Egli continua ad agire. Santifica e associa la Chiesa, sua sposa, alla sua offerta al Padre. Esercita il suo sacerdozio assolutamente unico, Lui che è presente nella Parola proclamata, nei Sacramenti, nei ministri che celebrano, nella comunità radunata e, in sommo grado, nell’Eucaristia”, aggiunge il Papa nell’Udienza generale di oggi. “Nella santa liturgia, tale comunione si realizza «per mezzo dei riti e delle preghiere». La ritualità della Chiesa esprime la sua fede – secondo il celebre detto lex orandi, lex credendi –, e al tempo stesso plasma l’identità ecclesiale: la Parola proclamata, la celebrazione del Sacramento, i gesti, i silenzi, lo spazio, tutto questo rappresenta e dà forma al popolo convocato dal Padre, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito Santo. Ogni celebrazione diventa così una vera Epifania della Chiesa in preghiera, come ha ricordato san Giovanni Paolo II”, commenta il Pontefice.

La proclamazione della Parola

La liturgia – allo stesso tempo – “sostiene i fedeli immergendoli sempre e di nuovo nella Pasqua del Signore e, perciò, attraverso la proclamazione della Parola, la celebrazione dei sacramenti e la preghiera comune, essi sono ristorati, incoraggiati e rinnovati nel loro impegno di fede e nella loro missione. In altre parole, la partecipazione dei fedeli all’azione liturgica è al tempo stesso «interiore» ed esteriore”. “La liturgia celebrata si traduce in vita e domanda un’esistenza fedele, capace di rendere concreto ciò che è stato vissuto nella celebrazione: è in questo modo che la nostra vita diventa sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, realizzando il nostro culto spirituale”, aggiunge ancora il Papa durante la catechesi odierna.

Il ricordo

“Quarant’anni fa, san Giovanni Paolo II pubblicò l’enciclica Dominum et Vivificantem, nella quale ricordava che lo Spirito Santo è la Luce dei cuori e ci permette di chiamare per nome il bene e il male”. Lo ha ricordato il Papa, durante i saluti ai fedeli polacchi, al termine dell’udienza di oggi. “In attesa della Pentecoste, chiediamo allo Spirito di Dio di risvegliare le coscienze umane con i suoi doni, di distoglierle dall’ingiustizia, dalla violenza e dalla guerra e di rinnovare il volto della terra”, l’appello di Leone XIV.

Il saluto

“Voi avete una missione nobile: custodire l’anima dello sport”. È il saluto del Papa ai partecipanti alla manifestazione promossa dal Movimento dell’etica nello sport. “Ricordate che il vero traguardo non è la vittoria materiale, ma il rispetto dell’avversario, la lealtà del gioco e l’inclusione di tutti”, le parole rivolte ai giovani atleti, al termine dell’udienza di oggi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana.

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