Umanesimo tecnologico, la sfida della Scuola Acutis

14 Settembre 2026 - 16:30
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Umanesimo tecnologico, la sfida della Scuola Acutis

A Quarto Oggiaro un anno fa è nata una scuola tecnica che ha scommesso sull’innovazione senza rinunciare alla centralità della persona. È l’Istituto tecnico paritario quadriennale Carlo Acutis, che dopo il primo anno di attività apre il secondo con 81 studenti, distribuiti in due prime e due seconde, e due indirizzi: informatica e grafica. Un risultato significativo per una realtà che fino a settembre 2025 non esisteva.

A promuoverla è la Fondazione Edutecne, nata nel febbraio 2024 e costituita da soggetti diversi: tre realtà scolastiche già esistenti – Fondazione Grossman, Cooperativa La Zolla e Fondazione Mandelli Rodari -, l’ente di formazione professionale Aslam e le aziende Beta 80 e MR Digital. «L’idea da cui nasce questa iniziativa – spiega il presidente della Fondazione Mario Salerno – è offrire un percorso di formazione tecnica eccellente e innovativo, con un accento specifico sulla formazione della persona e su quello che chiamiamo umanesimo tecnologico». In un mondo attraversato da cambiamenti sempre più rapidi, aggiunge, «la capacità della persona di avere un pensiero critico e una stabilità nelle relazioni, deve essere al centro anche della formazione tecnica».

Il percorso si inserisce nella riforma della filiera tecnologica voluta dal ministro dell’Istruzione Valditara, la cosiddetta «4+2», che collega quattro anni di istruzione tecnica ai due anni successivi di formazione terziaria negli ITS Academy. Al termine del quadriennio, gli studenti possono accedere all’università, entrare nel mondo del lavoro oppure proseguire con la specializzazione biennale. La filiera mette inoltre in relazione scuola, ITS e aziende, accompagnando i ragazzi in un percorso coerente di sei anni.

Partire dalla relazione

«I primi iscritti sono stati in qualche modo dei pionieri – racconta il preside Nicola Terenzi – perché hanno scelto una scuola che ancora non avevano potuto vedere. E devo dire che sono rimasti colpiti da un modo diverso di fare scuola, nel quale il punto di partenza è la relazione. Ci siamo occupati di modellare la struttura scolastica alle necessità degli studenti, lavorando sugli spazi, sui tempi e sulla didattica in maniera sinergica».

Gli studenti arrivano da diverse zone di Milano, anche grazie alla rete delle realtà fondatrici e delle famiglie. E la scelta del nome Carlo Acutis non è casuale. «Intestare una scuola a Carlo Acutis significa proporre agli studenti un punto di riferimento vicino a loro per età e per epoca – osserva Salerno -, ma soprattutto l’esempio di un ragazzo che utilizzava la sua passione e la sua mentalità per comunicare ciò che aveva a cuore».

L’istituto, però, è anche saldamente radicato nel quartiere e desidera costruire legami sempre più fecondi con le realtà del territorio. È già iniziato un rapporto con la parrocchia di Santa Lucia, attraverso l’utilizzo degli spazi sportivi dell’oratorio da parte della scuola, mentre l’Istituto vorrebbe mettere la propria competenza a disposizione di progetti della parrocchia, per esempio il centro di aiuto allo studio pomeridiano. Un progetto ancora tutto da costruire, precisa il preside, ma che nasce da un desiderio preciso della scuola: «Radicarsi nel territorio – conclude il preside Terenzi – significa esserci, non concepirsi da soli, ma arrivare insieme a tutti quei soggetti che hanno la nostra stessa responsabilità nell’ambito educativo e dell’istruzione».

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