Un decreto rinnovabili per risparmiare 11 miliardi di metri cubi di gas, pari all’intero import annuo dal Qatar: la ricetta di Ronchi

Dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz e i bombardamenti israeliani contro il giacimento offshore di South Pars, che hanno bloccato le nostre importazioni dal Qatar, la premier Giorgia Meloni per procurare all’Italia nuove consegne di gas ha organizzato una serie di viaggi all’estero, dall’Algeria all’Arabia saudita agli Emirati arabi uniti. Ma ci sarebbe un modo migliore per garantire al nostro paese l’energia fornita dall’import annuale di gas dal Qatar. Un modo, inutile dirlo, che riguarda le rinnovabili. E che però per essere concretizzato richiede un impegno particolare da parte dello stesso governo.
Alla questione ha dedicato un’analisi approfondita Edo Ronchi. Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in occasione della diciottesima assemblea annuale dell’organizzazione, ha spiegato che dimezzare nei prossimi 4 anni il consumo di gas, così da alleggerire le bollette per imprese e famiglie e ridurre la vulnerabilità energetica dell’Italia non è una missione impossibile: basterebbe raddoppiare la quota di rinnovabili installata ogni anno, passando da circa 7GW a 14GW (la sola Germania in un anno ha installato 23GW). Ma per farlo è necessario varo di un decreto che contenga misure urgenti per rendere più spedita la strada alle rinnovabili. «Per ridurre la vulnerabilità e l’esposizione ai rischi prodotti dalla dipendenza dai combustibili fossili - ha detto Edo Ronchi - la strada da seguire è chiara: occorre accelerare la transizione ecologica, non rallentarla e si deve fare non solo per ragioni ambientali e climatiche, ma economiche. Sulle rinnovabili in Italia siamo in ritardo. Molte le ragioni: timida volontà politica, una narrazione fuorviante, opposizioni dai territori, lungaggini burocratiche. Eppure, il raddoppio delle rinnovabili in 4 anni ci permetterebbe di risparmiare 11mld di m3 di gas, quanto quello che importiamo dal Qatar e abbassare le bollette».
Il decreto che permetterebbe un salto di qualità sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, ha spiegato Ronchi dovrebbe contenere in particolare sette misure. La prima riguarda la necessità di stilare un calendario prestabilito di aste per i prossimi 4 anni, mentre la seconda prevede un prestito agevolato per gli impianti sotto 1 MW per le famiglie a basso reddito. La terza misura che dovrebbe trovar spazio nel decreto riguarda il rafforzamento delle detrazioni fiscali (dall’attuale 50% al 65%) e un rafforzamento del Conto Termico per gli altri impianti. È necessario poi un intervento urgente di riordino della normativa di settore, per applicare correttamente e più efficacemente la direttiva RED III e vanno inoltre previste delle tariffe zonali più convenienti e incentivi alle regioni più impegnate nello sviluppo di nuovi impianti. Le ultime due misure proposte da Ronchi riguardano la verifica da parte di Terna delle capacità disponibili delle reti, delle connessioni e dei sistemi di accumulo e, infine, un consistente supporto allo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili e dei contratti a lungo termine tra produttori e acquirenti utilizzatori di rinnovabili.
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