Nuove procedure biometriche alle frontiere: rischio code

02 Luglio 2026 - 12:32
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lentepubblica.it

Il presidente dell’Anci Manfredi scrive a Tajani e Piantedosi: le nuove procedure biometriche allungano i tempi di controllo alle frontiere, con ricadute su trasporto pubblico, taxi e servizi comunali. Chiesta una gestione più flessibile per luglio e agosto 2026.


Interventi straordinari per far fronte alle criticità operative legate all’entrata in vigore del sistema europeo Entry/Exit System (EES). A chiederli a nome dell’Anci è il presidente di Anci Gaetano Manfredi in una missiva urgente al ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il nuovo sistema, operativo dal 10 aprile 2026 per i passeggeri provenienti da Paesi extra Schengen, prevede il rilevamento di dati biometrici ai valichi di frontiera. Una misura definita dall’associazione dei Comuni “un passo strategico per la sicurezza e la modernizzazione delle frontiere europee”, ma che nella pratica starebbe generando tempi di controllo più lunghi, con code che, nei periodi di maggiore afflusso, rischiano di allungarsi in modo significativo.

Il testo della lettera

Nella lettera Manfredi evidenzia come “i disagi si riverberano direttamente sui territori: dalla programmazione dei servizi comunali alla gestione del trasporto pubblico locale, fino ai servizi non di linea come taxi e NCC.” Secondo l’associazione, i gestori aeroportuali avrebbero già avviato interventi strutturali per adeguarsi al nuovo sistema, ma il potenziamento del personale di frontiera e le rigidità normative previste a livello europeo richiederebbero un supporto diretto da parte del governo nazionale.

Da qui la richiesta dell’Associazione : adottare misure transitorie e flessibili, almeno per i mesi di punta di luglio e agosto 2026, valutando modalità di controllo temporaneamente più snelle, in modo da garantire una stagione turistica fluida. Nella missiva si sottolinea come il turismo rappresenti “una risorsa fondamentale per l’economia dei Comuni” e come la richiesta nasca da uno “spirito di collaborazione istituzionale”, con l’obiettivo di tutelare le comunità locali, le economie comunali e l’immagine dell’Italia come Paese accogliente ed efficiente.

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