Un pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famiglia in Egitto


Dal 16 al 22 novembre 2026 – promosso dalla Classe di Studi Africani dell’Accademia Ambrosiana, insieme al Servizio pastorale turismo e pellegrinaggi della diocesi di Milano e in collaborazione con Duomo Viaggi – si terrà un pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famiglia in Egitto.
Un’esperienza di fede, condivisa con una delle comunità cristiane più antiche del mondo, presente, tra l’altro, anche nell’area milanese. Ne abbiamo parlato con don Massimo Pavanello, responsabile diocesano dei pellegrinaggi.
Da dove nasce l’idea di questo viaggio in Egitto?
Il vangelo parla espressamente della fuga di Maria, Giuseppe e Gesù da Betlemme fino in terra egiziana. Da quel racconto essenziale è nata una tradizione ricchissima, che oggi si può ripercorrere fisicamente attraverso uno degli itinerari religiosi più importanti del Medio Oriente. Il gruppo sarà accompagnato da mons. Francesco Braschi, dottore della Biblioteca Ambrosiana. Proprio questa istituzione ha firmato un protocollo di collaborazione con Tawadros II, papa della Chiesa ortodossa copta. L’obiettivo è duplice: promuovere il dialogo ecumenico tra le Chiese cristiane e far conoscere il patrimonio spirituale dell’Egitto cristiano, spesso poco noto ai pellegrini occidentali.

Ci racconta il Cammino della Sacra Famiglia?
È un percorso che il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano sta valorizzando da anni, tanto da candidarlo a patrimonio Unesco. Collega circa venticinque luoghi sacri, tra chiese copte, monasteri, villaggi storici e grotte che la tradizione indica come tappe del viaggio di Gesù, Maria e Giuseppe. Secondo il racconto della tradizione la Sacra Famiglia percorse oltre tremila chilometri, dal delta del Nilo fino all’Alto Egitto, restando nella terra delle piramidi per circa tre anni e mezzo.
Quali tappe toccheranno gli ambrosiani?
Bubasti, Mostorod, il Cairo copto e il Wadi El Natrun, cuore del monachesimo orientale fin dal quarto secolo. Non mancherà la chiesa di Abu Serga, costruita sopra la grotta che la tradizione indica come rifugio della Sacra Famiglia al Cairo. E poi la chiesa della Beata Vergine di Jabal al-Tayr, nell’Alto Egitto, uno dei santuari copti più importanti, oggi valorizzato da recenti interventi infrastrutturali.
Il tono del viaggio, però, sarà dato per lo più dagli incontri…
Sono previsti contatti ufficiali con i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti in Egitto, incluso lo stesso papa Tawadros II; e relazioni più famigliari, come quelle che si istaureranno soggiornando i pellegrini in strutture copte ortodosse e nelle case dei frati francescani.
È la prima volta che l’arcidiocesi propone un percorso simile?
Sì e no. Nel 2019 oltre 120 sacerdoti milanesi, guidati da mons. Mario Delpini, avevano già compiuto questo cammino. Fu programmato poi nel maggio scorso. Ma le note turbolenze nel Medio Oriente avevano fermato la partenza.L’esperienza intende dimostrare come il dialogo tra culture e religioni possa diventare uno strumento concreto di pace e di fraternità.
Papa Leone XIV, in una recente lettera a Tawadros II per la Giornata dell’Amicizia tra copti e cattolici, ha scritto proprio che per i cristiani l’amicizia non è un sentimento vago, ma il centro stesso della vita e della fede. Parole che illustrano bene lo spirito di questo pellegrinaggio.
Come ci si iscrive?
È necessario farlo entro il prossimo settembre, consultando contatti e programma sul sito di Duomo Viaggi.
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