Un progetto per sostenere le giovani producer e le minoranze nell’industria musicale

La musica elettronica – un terreno fertile di sperimentazione e libertà creativa – resta ancora un campo in cui la parità di genere trova difficoltà a consolidarsi. Nasce da questa consapevolezza Ex Aequa – Empowering Equality in Electronic Music, il programma internazionale che promuove l’inclusione e l’uguaglianza nel mondo dei suoni digitali. Ex Aequa – Empowering Equality in Electronic Music non è solo un progetto artistico, ma un movimento culturale che sceglie l’uguaglianza come punto di partenza per una nuova stagione dell’elettronica europea, più libera, più collettiva, e più equa.
Dopo il successo del debutto nel 2025, Ex Aequa torna nel 2026 con una seconda edizione ampliata e ancora più ambiziosa: Italia, Francia e Germania uniranno le forze per offrire a nove giovani artiste under 35 un percorso di formazione, scambio e crescita professionale tra Roma, Lione e Berlino. «Non abbiamo l’aspirazione di essere un corso di formazione: siamo uno strumento che aiuta ad accelerare determinati processi nella carriera delle artiste», spiega Marika Lerario, referente del progetto.
La call, che si è chiusa il 5 maggio, si è rivolta a producer e DJ residenti nei tre Paesi coinvolti, con una produzione musicale già avviata e la volontà di consolidare la propria carriera artistica. Il programma – completamente gratuito – è sostenuto da un ampio network internazionale di istituzioni e partner: Institut français Italia/Ambasciata di Francia in Italia, Arty Farty, Spring Attitude Festival, Equaly e 90MIL a Berlino.
Dopo aver guidato undici artiste nella prima edizione, accogliendo figure come Nima, Futura Cimice e Kirara, Ex Aequa rilancia con un format trinazionale che farà tappa nei tre ecosistemi sonori di riferimento. Roma apre la serie: la prima sessione si terrà tra le sale di Palazzo Farnese e il Core Backstage Hub, con masterclass, incontri e momenti di mentoring dedicati alla produzione, alla comunicazione e allo sviluppo di carriera. La fase romana culminerà in uno showcase pubblico durante la Festa della Musica e in un radio show in collaborazione con Rough Radio.
L’autunno porterà le partecipanti a Lione – città simbolo della sperimentazione elettronica – e poi a Berlino, culla delle avanguardie club e laboratorio di innovazione sonora. «La scelta di Berlino non è stata casuale. Non è un’aggiunta geografica, ma strategica. È una scena più frenetica, con molti più spazi», dice Lerario. L’obiettivo è duplice: fornire competenze tecniche e creare reti reali di collaborazione europea, abbattendo le barriere geografiche e di genere. «Tutte le volte che siamo chiamate a comporre una line-up, i primi nomi che vengono in mente sono maschili. È un dato di fatto legato a come è organizzata l’industria, alle agenzie, alla rappresentanza. Non è una colpa individuale, ma un meccanismo che si ripete», aggiunge.
La nuova edizione conferma una line-up di mentor d’eccellenza. La guida principale sarà Rebeka Warrior, dj, produttrice e polistrumentista francese, mitica fondatrice di progetti come Sexy Sushi e del duo techno KOMPROMAT con Vitalic. Figura emblematica della scena indipendente, con la sua etichetta Warriorecords promuove da anni diversità e militanza culturale.
Al suo fianco ci sarà Whitemary, produttrice e docente di tecnologia musicale al Saint Louis College of Music di Roma, che porterà la sua ricerca ibrida tra jazz, synth e canzone d’autore. Dopo il successo di Radio Whitemary (42 Records, 2022) e del recente New Bianchini (2024), sarà mentor delle tappe di Roma e Lione.
La francese rRoxymore, residente a Berlino, nota per il suo approccio “organico” e politonale alla dance, condurrà parte delle sessioni di Lione, mentre Flore, pioniera della bass music e fondatrice dell’etichetta POLAAR, metterà la sua esperienza al servizio delle producer nello spazio iconico del club Le Sucre.
Sostenuto dal Fonds Haplotès e dalle borse di studio dell’Office franco-allemand pour la Jeunesse (OFAJ), Ex Aequa rappresenta più di un progetto musicale: è una piattaforma di empowerment culturale e sociale che sostiene chi trova ancora porte chiuse in un settore a lungo dominato da dinamiche escludenti. L’accento su donne, persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ e minoranze di genere non è un vincolo, ma un atto di riequilibrio necessario per restituire pluralità e autenticità al panorama sonoro europeo. «L’idea di favorire la comunità nasce da un dato di fatto che vediamo ogni volta: c’è uno scarto dentro l’industria, che parte già dall’educazione musicale, e che si riflette poi sui palchi», commenta Lerario.
Accanto ai promotori istituzionali, il progetto è sostenuto da realtà di riferimento della scena musicale contemporanea: Spring Attitude Festival, punto fermo della scena elettronica romana; Arty Farty, organizzazione lionesa che anima festival come Nuits Sonores e Intérieur Queer; 90MIL, hub berlinese multifunzionale nato dalla rigenerazione di un’ex area industriale, oggi luogo di convergenza tra suono, arti visive e comunità creative. La gratuità dell’evento è una scelta politica: «Quando si parla di accessibilità si pensa subito a quella fisica. Poi a quella sensoriale. Ma anche quella economica è centrale. La musica, all’inizio, non è remunerativa. Molte giovani producer investono senza avere ritorni. Offrire strumenti, spazi e palco senza costi significa rimuovere un ostacolo reale», commenta Lerario.
In parallelo, Equaly, la community italiana dedicata alla parità nel music business, contribuirà con la propria rete di professioniste e competenze per valorizzare l’incontro generazionale e transnazionale che è al cuore di Ex Aequa. «In Italia la scena elettronica ha un livello qualitativo alto, ma meno spazi e meno visibilità rispetto a Francia e Germania. La nostra scena subisce ancora il predominio di altri generi. Questo incide sulle opportunità per le producer».
Un percorso fatto di workshop, studio session, incontri pubblici e showcase, ma soprattutto di persone: artiste che imparano a conoscersi e a riconoscersi, immaginando insieme una scena dove talento e opportunità non abbiano genere. «Abbiamo capito quanto fosse importante garantire maggiore rappresentatività anche tra tutor e mentor, includendo persone con background differenti, comprese persone trans e non binarie. È un’esigenza emersa direttamente dalle partecipanti», chiude Lerario.
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