Un unico sciame di droni per ogni ambiente, il nuovo approccio cinese
Difendersi da un drone è abbastanza facile, ma da tanti insieme richiede un approccio molto diverso. Ormai, con gli FPV che sono diventati capaci di attaccare contemporaneamente da direzioni diverse, anche disturbare le comunicazioni radio non basta più, e abbiamo visto come alcuni utilizzino fibre ottiche oppure sistemi di navigazione autonomi. Se poi parliamo di uno sciame di droni, questo può rappresentare una modalità d'attacco incredibilmente potente, ma non diventa davvero efficace semplicemente aggiungendo altri velivoli.
Non è per nulla semplice fare in modo che decine o centinaia di macchine continuino a collaborare quando alcune vengono perse, le comunicazioni vengono disturbate e l'ambiente cambia rapidamente, ecco perché la ricerca militare cinese è particolarmente incentrata sul miglioramento di questo approccio.
Stando a quanto emerso di recente, l'obiettivo non è più soltanto coordinare molti droni identici, ma costruire una rete nella quale velivoli, mezzi terrestri e sistemi navali possano condividere informazioni e compiti. Per riuscire nell'intento, il China Electronics Technology Group Corporation, CETC, individua cinque capacità decisive: sopravvivenza della rete, comprensione dell'ambiente, pianificazione, esecuzione delle missioni e apprendimento autonomo.
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