Una camicia (brutta) che sfida la sorveglianza AI: l'idea di Simon Weckert
Con una camicia così è dura non farsi notare. Vero se si parla di essere umani. Falso se invece si parla di AI. Perché in un mondo sempre più orwelliano, con telecamere ad ogni angolo di strada, vestirsi potrebbe divenire più che mai un atto politico. Abbiamo visto come stiano nascendo brand di moda, vedi Urban Privacy, che fanno del "digital camouflage" (ovvero la capacità di sfuggire grazie ai capi indossati all'identificazione delle AI) il centro della loro proposta.
E in questo solco si colloca anche la proposta dell'artista e designer tedesco Simon Weckert, che ha creato una camicia dall'apparenza un po' hawaiiana, con colori sgargianti e motivi un po' psichedelici che non confondono solo l'occhio umano, ma soprattutto quelllo delle intelligenza artificiali.
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