Una linea non basta già più: Scoiattolo spinge sull’innovazione e prepara il raddoppio

Maggio 05, 2026 - 15:50
0 0
Una linea non basta già più: Scoiattolo spinge sull’innovazione e prepara il raddoppio
generica

Un investimento da oltre 20 milioni di euro, una linea produttiva di nuova generazione già prossima alla saturazione e un piano di sviluppo che punta agli 80 milioni di fatturato nel 2026. Il Raviolificio Lo Scoiattolo di Lonate Ceppino apre una nuova fase della propria storia con l’inaugurazione del nuovo stabilimento, affiancato al sito storico attivo da oltre quarant’anni.

Un progetto industriale pensato non solo per aumentare la capacità produttiva, ma per ridisegnare l’organizzazione dell’azienda, integrando produzione, ricerca e logistica in un unico sistema avanzato.

«Questo stabilimento rappresenta per noi una svolta – spiega Massimiliano Di Caro, general manager – perché senza questo investimento saremmo rimasti fermi. La domanda, soprattutto dall’estero, è cresciuta molto e non avevamo più spazio per sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati».

Un plant per crescere: numeri e prospettive

Il nuovo edificio si estende su 10mila metri quadrati ed è stato progettato per essere scalabile: oggi ospita una linea ad alta automazione, ma potrà arrivare fino a quattro linee complessive. La prima è già operativa e raggiunge una capacità tra i 1.200 e i 1.400 chilogrammi all’ora, più del doppio rispetto alle linee precedenti. A regime, ogni linea potrà produrre fino a 6 milioni di chili all’anno, per un totale potenziale di 24 milioni di chili.

Un investimento che non si ferma qui: l’azienda ha già previsto ulteriori interventi tra i 10 e i 15 milioni di euro per le prossime linee. «Abbiamo pensato lo stabilimento per crescere nel tempo – sottolinea Lorenzo Ferrario, operations manager -. Oggi abbiamo una linea, ma tutta l’infrastruttura è già pronta per sviluppi futuri. Questo ci permette di essere veloci quando il mercato lo richiede».

E il mercato, oggi, corre veloce. Tanto che la prima linea è già pienamente utilizzata. «È una situazione particolare – aggiunge – perché non abbiamo ancora completato il progetto e già stiamo spingendo per la seconda linea. Questo dà la misura della domanda che stiamo ricevendo».

Tecnologia e qualità: “se non è perfetto, la linea si ferma”

Il nuovo impianto introduce un salto tecnologico significativo. Il processo produttivo è completamente monitorato e automatizzato, dal dosaggio delle materie prime fino alla pallettizzazione finale. Elemento centrale è il controllo qualità integrato: «Abbiamo una linea che produce solo se gli standard sono rispettati – spiega Ferrario -. Se qualcosa non è conforme, il sistema si ferma. È un approccio diverso: non correggere dopo, ma garantire qualità durante tutto il processo». Tra le innovazioni anche una camera bianca con microclima controllato e aria sterile in sovrapressione, che migliora la conservazione e la sicurezza del prodotto.

generica

Non solo produzione: logistica e flussi interni

Il nuovo stabilimento non riguarda solo le linee produttive. Una parte fondamentale del progetto è la logistica, già attiva dal 2025.

Il magazzino refrigerato dispone di oltre 600 posti pallet ed è gestito da un sistema WMS sviluppato su misura, che consente il controllo dei flussi in tempo reale. A questo si aggiunge l’integrazione di sistemi LGV (veicoli a guida laser) per la movimentazione automatizzata. Un sistema che riduce i tempi, migliora la tracciabilità e limita gli spostamenti su gomma.

Ricerca e sviluppo: il laboratorio che accelera l’innovazione

Accanto alla produzione, l’azienda ha investito in modo significativo sulla ricerca e sviluppo, con la creazione di un laboratorio dedicato dotato di linea pilota. «Prima le prove venivano fatte fermando le linee produttive – racconta Sofia Gallo, R&D manager -. Oggi possiamo lavorare in autonomia, testando impasti, ripieni e formati su scala ridotta».

Un passaggio strategico, perché consente di ridurre i tempi tra ideazione e industrializzazione. «Il nostro obiettivo non è solo creare prodotti buoni – aggiunge – ma renderli replicabili su larga scala. Se non sono industrializzabili, il lavoro non è completo».

Il laboratorio include anche cabine sensoriali per test comparativi, utilizzate per valutare i prodotti in modo oggettivo, anche rispetto alla concorrenza.

Una crescita trainata dall’estero

Il nuovo stabilimento nasce in risposta a una crescita costante, soprattutto sui mercati internazionali. Oggi l’azienda esporta in 40 Paesi e realizza il 70% del fatturato all’estero. «Gran parte del nostro lavoro è adattare i prodotti ai diversi mercati – spiega Matteo Di Caro, global commercial director -. Non si tratta solo di vendere, ma di comprendere culture diverse e sviluppare ricette su misura».

Una strategia che si affianca alla produzione per private label, che rappresenta circa il 70% del business, ma che si integra con lo sviluppo del marchio Scoiattolo.

Tradizione familiare, visione industriale

Nonostante la crescita e la dimensione industriale, l’azienda mantiene una forte identità familiare, giunta alla terza generazione. «Siamo cresciuti molto, ma restiamo un’azienda di famiglia – conclude Massimiliano Di Caro -. Questo significa attenzione, cura e responsabilità. Il nuovo stabilimento è uno strumento per il futuro, ma la nostra identità resta la stessa».

Una storia iniziata in un piccolo laboratorio e oggi proiettata su scala globale, con un obiettivo chiaro: continuare a crescere portando nel mondo la qualità della pasta fresca italiana.

L'articolo Varese, nonno e nipote insieme nel cinema: dal progetto “Tireminnanz” ai protagonisti di Varese sembra essere il primo su VareseNews.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User