“Una Quasi Notte d’Estate”, il concerto benefico apre gli appuntamenti in piazza San Matteo

Genova. Dopo l’anteprima della settimana scorsa, rappresentata dalla messa in scena itinerante de La regina disadorna, la 29ª edizione del Festival in una notte d’estate di Lunaria Teatro entra nel vivo nel vivo con gli spettacoli in piazza San Matteo a partire da martedì 7 luglio, serata in cui è in programma il concerto benefico Una Quasi Notte d’estate organizzato dallo spazio socio-culturale della Caritas Diocesana di Genova Quasi Casa con protagonista la Caretta Big Band, un gruppo nato per rompere le barriere stilistiche fra i generi, e altri ospiti ad alternarsi sul palco nel corso della serata: Mike FC, Aldo De Scalzi, Irene Buselli, Irene Manca, Stewie, Mare, Eames, Fijo, Spike, Hellsy, Tommy Scerd. L’apertura sarà invece affidata al cantante folk Simone Meneghelli, in arte Misentotale
Particolarmente significativa, giovedì 9 luglio, la messa in scena della Lunaria di Vincenzo Consolo, testo vincitore nel 1985 del Premio Pirandello e diventato un fondamento della letteratura italiana, a 40 anni dalla prima mondiale che segnò il debutto alla regia di Daniela Ardini e avrebbe poi dato il nome stesso alla compagnia da lei diretta: la prima messa in rappresentazione, con scene originali di Giorgio Panni, risale infatti al 1986 e avrebbe poi conosciuto molte altre versioni, in Italia e all’estero.
Nella Palermo del Settecento, il Viceré sogna la caduta della Luna e il suo scettro indica una misteriosa Contrada senza nome. Lì, poco dopo, la Luna si crepa e si sfalda. Il villano Mondo porta un frammento agli accademici di corte per trovare risposte. Dopo dispute e apparizioni fantastiche, nell’epilogo i villani seppelliscono i resti del satellite, che ricompare incompleto. Il Viceré giunge sul posto, incastra il pezzo mancante nel cielo e ribattezza il luogo “Lunaria”.
Ad interpretare tutti i personaggi di questa storia a più voci è Pietro Montandon, attore siciliano di grande esperienza e versatilità, che prende per mano il suo pubblico e lo guida con ironia, ma anche con mano ferma e mente fredda nei meandri non sempre facili dell’opera, facendolo assistere ad un gioco letterario, ma anche teatrale, che diverte con l’astrusità dei vari linguaggi, le situazioni paradossali e l’ironia dei personaggi, suscita emozioni con il linguaggio poetico del Viceré e la versificazione dei Villani e delle Villanelle, ultimi baluardi di un mondo dove rimane ancora la poesia.
Venerdì 10 luglio il debutto della danza con Orfeo ed Euridice coreografato da Alekseij Canepa, che reinterpreta il mito greco in una creazione contemporanea intensa in cui il corpo diventa memoria, desiderio e continua ricerca dell’altro. Formatosi in importanti realtà italiane come l’Arts Center of Contemporary Dance di Modena e premiato come Miglior talento dal maestro Mario Porcile, Canepa ha militato anche nell’Atzewi Dance Company per poi fondare nel 2015, a Genova, la Kseij Dance Company che tuttora dirige e con la quale presenta questo spettacolo al Festival, interpretato dai ballerini Francesco Gerbi, Arianna Carino, Elia Santonastaso, Aurora Dieci, Elisa Conte, David Manzoni e Martina Pozzo. Ha lavorato all’estero presso il Budapest Dance Theatre, partecipando anche a produzioni dell’Opera nazionale ungherese, Delattre Dance Company di Mainz e il Theater Ulm, ottenendo il premio come miglior coreografo all’International Dance Competition di Perm, in Russia.
La settimana in piazza San Matteo si concluderà sabato 11 luglio con la prima, prestigiosa ospitalità, la SantaRita & Jack Teatro diretta da Elena Arvigo, che è anche regista e interprete dello spettacolo proposto al Festival in una notte d’estate, Ismene. Con questo testo dedicato alla sorella di Antigone, forza silenziosa che tenta di rimettere ordine tra le macerie, Arvigo – attrice ed autrice nata a Genova ma la cui carriera si è poi articolata anche a livello internazionale, facendone una delle più intense interpreti della scena contemporanea e tra le esponenti più interessanti del teatro indipendente italiano – prosegue la Trilogia delle Stanze, un progetto dedicato alle figure femminili della Quarta dimensione di Ghiannis Ritsos – uno dei massimi poeti del ‘900, candidato per ben nove volte al Nobel e vincitore, nel 1977, del Premio Lenin per la Pace – trilogia aperta da Elena, la donna dietro al mito, e chiusa da Crisotemi, la figlia che rimane nella casa degli Atridi, sospesa tra obbedienza, desiderio e attesa. Tre stanze, tre femminilità, tre modalità di resistere alla violenza della storia.
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