La nave più bella del mondo è italiana, dicono gli americani
Nel 1962, più precisamente il 12 luglio, la portaerei americana USS Independence incrociò nel Mediterraneo la nave scuola Amerigo Vespucci. Da una parte c’era una portaerei della classe Forrestal, costruita per rappresentare la nuova potenza navale americana del dopoguerra. Dall’altra c’era un veliero italiano entrato in servizio nel 1931, con tre alberi, vele quadre e una forma che sembrava appartenere a un altro secolo. Secondo la ricostruzione ripresa dalla Marina Militare italiana e dalla Sesta Flotta statunitense, l’Independence chiese al Vespucci di identificarsi. La risposta fu: «Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana». La portaerei rispose con una frase destinata a rimanere nella storia, e che poi sarebbe diventata anche il modo più veloce per raccontare l’Amerigo Vespucci: «You are the most beautiful ship in the world».
La forza di quella frase non sta solo nel complimento: l’Independence era una macchina militare moderna, lunga più di trecento metri, pensata per portare aerei, uomini e tecnologia in mare aperto. Il Vespucci, invece, era già allora una nave fuori tempo, almeno all’apparenza. Era stato costruito nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, impostato nel 1930, varato nel 1931 e consegnato pochi mesi dopo alla Regia Marina. La sua linea bianca e nera richiama i vascelli ottocenteschi, con le due fasce chiare che ricordano i ponti di batteria delle navi armate a cannoni. Non è però una ricostruzione storica, né un pezzo da museo: è una nave militare in servizio con una funzione molto precisa.
Quella funzione è l’addestramento. A bordo del Vespucci gli allievi dell’Accademia Navale imparano ancora cose che su una nave moderna potrebbero sembrare marginali, ma che servono a capire il mare prima degli strumenti: le manovre, il vento, il sestante, la vita di bordo, la disciplina di un equipaggio. Il Vespucci è l’unità più anziana in servizio nella Marina Militare Italiana, e quest’ultima ricorda che, dalla sua entrata in servizio, ha svolto attività formativa quasi ogni anno, con alcune interruzioni dovute alla guerra o a lavori straordinari.
Sessant’anni dopo, il 1° settembre 2022, la scena fu ripresa quasi come una citazione. Nel basso Adriatico, mentre il Vespucci era in transito da Manfredonia a Taranto, incrociò la portaerei americana USS George H.W. Bush, della classe Nimitz. Il comandante della portaerei, David-Tavis Pollard, chiese via radio se quella fosse la nave scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare italiana. Dopo la risposta affermativa del comandante Massimiliano Siragusa, dagli americani arrivò una nuova versione della frase del 1962: «After 60 years you’re still the most beautiful ship in the world». La Sesta Flotta statunitense, insomma, volle ricostruire quell’incontro-simbolo avvenuto con la USS Independence.
Anche in quel caso, il punto non era soltanto la nostalgia. Una portaerei americana che saluta un veliero italiano dice qualcosa del modo in cui le marine usano le navi anche fuori dalla guerra: servono anche a rappresentare un Paese, confermare rapporti, rendere tangibile un’alleanza. Il Vespucci lo fa semplicemente con la sua presenza, la sua forma d’altri tempi, la sua lunga storia e l’emozione che suscita in ogni approdo che si trasforma in un evento pubblico. Per questo la nave è diventata anche uno strumento di diplomazia navale.
Oggi questa storia è tornata in Nord America con il “Tour Mondiale Vespucci – Campagna in Nord America 2026”, partito da Genova e inserito anche nelle celebrazioni per i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Il “Tour Mondiale Vespucci – Campagna in Nord America 2026” è un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare prodotta da Difesa Servizi S.p.A. Il progetto è sviluppato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero della Cultura, il Ministero del Turismo, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità. In questo senso il Vespucci continua a fare due lavori insieme: addestra gli allievi ufficiali e, quando entra in porto, diventa una forma di diplomazia italiana all’estero.
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