Italia e USA tentano il riavvicinamento a Villa Taverna per il 4 luglio
A Villa Taverna qualcuno è arrivato con l’ombrello, per via delle previsioni, ma la pioggia non è arrivata. Il ricevimento per il 4 luglio si è tenuto con due giorni d’anticipo, giovedì 2 luglio, nella residenza dell’ambasciatore statunitense a Roma, ai Parioli, dove gli Stati Uniti ospitano da decenni uno degli appuntamenti più attesi dalla diplomazia romana. Quest’anno non era una festa qualsiasi: si celebrano 250 anni dell’indipendenza americana, che gli Stati Uniti celebrano il 4 luglio 2026.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non c’era. In giornata aveva presieduto il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, poi era andata a Padova per intervenire al congresso nazionale della UIL. L’assenza però non ha lasciato scoperto il governo: a Villa Taverna c’erano i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario Alfredo Mantovano e molti ministri, tra cui Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Orazio Schillaci, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Lollobrigida. C’era anche Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, e il deputato del PD Christian Di Sanzo, eletto per la ripartizione Nord e Centro America.
Nelle settimane precedenti i rapporti tra Roma e Washington erano stati segnati da uno scontro molto esposto tra Donald Trump e Giorgia Meloni e Tajani, in quei giorni, aveva annullato una missione negli Stati Uniti. Per questo i discorsi dal palco sono serviti soprattutto a rimettere in ordine le parole. Tilman J. Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e a San Marino dal maggio 2025, ha detto che l’Italia resta «un partner e un’amica fidata» e che eventuali disaccordi tra leader non cambiano la collaborazione tra i due paesi. «Crediamo che il rapporto con gli Alleati, come l’Italia, rappresenti una delle pietre angolari della forza e della leadership americana. Questa sera celebriamo proprio questa straordinaria partnership. Per questo motivo solo particolarmente onorato di avere con noi tanti amici del Governo Italiano».
L’ambasciatore americano ha poi continuato: «Servire come Ambasciatore nel corso di questo primo anno è stato un privilegio straordinario. Ho potuto constatare personalmente le molteplici dimensioni di questa partnership: economica, militare, culturale e politica. I nostri due Paesi sono uniti anche da profondi legami familiari. Oltre 17 milioni di americani vantano origini italiane, me compreso, e questo rende il mio incarico di Ambasciatore in Italia ancora più significativo». L’ambasciatore ha poi annunciato che trascorrerà il 4 luglio «In Sicilia, da dove i miei bisnonni emigrarono negli Stati Uniti 130 anni fa», e che quei legami «restano forti ancora oggi: ogni anno, più di 45.000 studenti americani e otto milioni di visitatori provenienti dagli Stati Uniti arrivano in Italia».
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