Usa: l’inflazione rallenta al 3,5 per cento a giugno grazie al calo dei prezzi della benzina

14 Luglio 2026 - 19:30
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I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati del 3,5 per cento a giugno su base annua. Lo ha reso noto oggi, 14 luglio, il dipartimento del Lavoro. Il dato è inferiore al 4,2 per cento di maggio, mese in cui l’inflazione era stata sospinta dai rincari della benzina. Il dato di giugno è risultato anche più basso del 3,8 per cento atteso dagli analisti interpellati dal “Wall Street Journal”. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, iniziato quattro mesi e mezzo fa, ha rappresentato nell’ultimo periodo il principale fattore di rincaro dei costi attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia. A giugno la de-escalation ha contribuito a calmare i mercati petroliferi, ma questo mese il cessate il fuoco è saltato e sono ripresi i combattimenti, con il prezzo di riferimento del petrolio statunitense salito del 12 per cento a luglio fino a ieri, 13 luglio. Al netto dei prezzi di energia e alimentari, gli indicatori di inflazione di fondo restano elevati, segnale secondo gli economisti di pressioni inflazionistiche più profonde legate anche agli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e ai dazi voluti dal presidente Donald Trump.

Un numero crescente di dirigenti della Federal Reserve valuta ora la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse, dopo che i mercati avevano inizialmente scontato tagli nel corso dell’anno. Ieri, 13 luglio, il governatore della Fed, Christopher Waller, ha lasciato intendere che i dati sull’inflazione di questa settimana saranno decisivi per un eventuale rialzo dei tassi già nella riunione della banca centrale in programma entro la fine del mese. Prima della pubblicazione dei dati di oggi, i mercati dei future sui tassi di interesse assegnavano una probabilità di circa due su cinque a un rialzo a luglio. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha da parte sua sottolineato la necessità di contenere l’inflazione, senza tuttavia specificare come la banca centrale intenda affrontare la persistente crescita dei prezzi. La decisione della Fed dipenderà soprattutto dai dati sull’inflazione elaborati dal dipartimento del Commercio, ritenuti più rappresentativi dalla banca centrale, che a maggio si erano attestati al 4,1 per cento, ben al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento. L’edizione di giugno di questo indice sarà però pubblicata solo a fine mese, dopo la riunione della Fed.

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