Valditara difende gli studenti di Cesena: «“L’Italia agli italiani” è una frase condivisibile»

15 Luglio 2026 - 18:45
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Valditara difende gli studenti di Cesena: «“L’Italia agli italiani” è una frase condivisibile»

Valditara difende gli studenti di Cesena: «“L’Italia agli italiani” è una frase condivisibile»

«“L’Italia agli italiani” non è una frase censurabile, ma un’affermazione condivisibile perché comprende tutti i cittadini del nostro Paese». Giuseppe Valditara interviene con parole nette sul caso del Liceo Monti di Cesena, dove due studenti sono finiti al centro delle polemiche dopo aver esposto uno striscione con quella scritta.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito annuncia un’ispezione per accertare se il Consiglio di classe abbia valutato i ragazzi per una violazione disciplinare oppure per il contenuto politico del messaggio. Un principio, sottolinea, che chiamerebbe in causa la libertà di espressione garantita dallo Statuto degli studenti. Rispondendo al Question Time alla Camera, Valditara ha spiegato di aver disposto «una verifica ispettiva per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna» dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del liceo romagnolo.

«Voglio subito chiarire che l’affermazione “L’Italia agli italiani” non solo non ha nulla di censurabile ma è senz’altro condivisibile poiché ricomprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase, fra l’altro, più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono l’attuale Governo», ha dichiarato il ministro.

Valditara: «Verificare se è stato colpito un pensiero politico»

L’ispezione, ancora in corso, dovrà chiarire se l’elaborato assegnato ai due studenti sulle leggi razziali e sul saggio Gli africani siamo noi sia stato deciso esclusivamente in relazione alla violazione del regolamento scolastico oppure se sia stato influenzato dal contenuto dello striscione.

«L’accertamento è volto a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell’elaborato assegnato agli studenti», ha spiegato Valditara. Il ministro aggiunge che, qualora emergesse un collegamento tra il tema assegnato e lo slogan esposto, «sarebbe certamente un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti».

«Nessuno studente può essere sanzionato per le proprie idee»

Valditara richiama quindi la riforma del comportamento e lo Statuto delle studentesse e degli studenti, ribadendo un principio che considera non negoziabile. «I provvedimenti disciplinari devono avere una finalità educativa e tendere al rafforzamento del senso di responsabilità. In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui», afferma.

Il ministro ricorda inoltre che «lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico». Infine richiama la circolare ministeriale sul pluralismo delle idee e sul contrasto a ogni forma di indottrinamento: «La grande missione della scuola è educare a essere liberi, da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie».

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