Vannacci “imperatore” nel video con l’Ai, Salis: “Bisognerebbe avere il coraggio di dire che fa schifo”

21 Luglio 2026 - 19:05
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Vannacci “imperatore” nel video con l’Ai, Salis: “Bisognerebbe avere il coraggio di dire che fa schifo”
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Genova. “Non ho problemi a prendere le distanze da certi contenuti che siano emersi durante l’assemblea dei No Kings a palazzo Ducale, evento che comunque non ha avuto in alcun modo l’organizzazione del Comune di Genova, ma non ho visto nessuna presa di distanze dal centrodestra su un video circolato in queste ore in cui si inneggiava alla morte dei leader dell’opposizione al governo, anzi, l’unica presa di distanze è arrivata da Letizia Moratti che ha dichiarato che quel video è schifoso, ecco bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, sarebbe molto bello da parte vostra”.

Così la sindaca di Genova Silvia Salis, intervenendo in consiglio comunale su un documento che verteva sul tema dei 25 anni del G8 rispondendo ad alcune critiche della minoranza e riferendosi al video realizzato con l’intelligenza artificiale e postato dal leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. Nelle immagini si vede l’ex generale nei panni di un imperatore romano ordinare l’esecuzione degli avversari politici all’interno di un’arena: tra loro, anche la leader del Pd Elly Schlein e quello del M5s Giuseppe Conte.

Salis, parlando della sua decisione di intervenire personalmente ad alcuni degli appuntamenti per il venticinquennale del G8, ha spiegato, sempre in risposta al centrodestra: “Ieri sono stata in piazza Alimonda alla commemorazione di Carlo Giuliani, ma non certo per esaltare chi inneggia contro le forze di polizia. Tra l’altro io stessa faccio parte di una forza di polizia, perché sono un’agente di polizia penitenziaria (è nel corpo dai tempo dell’attività da atleta, ndr), per cui non solo non sono dalla parte di chi li attacca, ma credo fondamentale al loro ruolo di tutela”.

Questa sera Salis sarà alla fiaccolata per ricordare i fatti della scuola Diaz: “E questo non vuol dire non riuscire a prendere una presa di posizione a sostegno delle forze di polizia, vuol dire saper distinguere tra quella che è la gestione di un ordine pubblico corretta e la gestione di un ordine pubblico che porta a comprimere le manifestazioni e conduce verso scontri, a volte anche violentissimi come quelli che abbiamo visto”.

La discussione sul G8 2001 in sala rossa e la sua memoria era stata avviata con un “articolo 55”, un documento di richiesta di approfondimento, presentato dalla maggioranza. La sindaca ha concluso ricordando anche il ruolo di Genova in quegli anni: “Genova nel 2001 è stata scelta come città dove organizzare il G8, ci soffermiamo troppo poco sul ruolo internazionale che aveva la città in quel momento, centro del mondo della discussione politica, e credo che a quella dimensione di protagonismo politico bisognerebbe tornare, bisognerebbe tornare a essere all’altezza di poter rappresentare le istanze che coinvolgono il presente e il futuro di questa città, presente in un Paese e nel mondo, e non si può ridurre a un dibattito di slogan e continue opposizioni”.

Il documento era stato illustrato dal consigliere Pd Edoardo Marangoni, e chiedeva una riflessione condivisa sulle istanze di chi manifestava nel 2001 a Genova e su quanto accadde nelle strade, alla scuola Diaz, a Bolzaneto. “Vicende che hanno aperto una crisi profonda nel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzionali – ha aggiunto la capogruppo dem Martina Caputo – e credo che il nostro dovere sia ricucire una ferita che, come ci ha dimostrato la piazza di domenica scorsa, attraversa intere generazioni, credo che la strada giusta sia non dimenticare ma trasformare quella ferita in una responsabilità collettiva”.

Il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, ha commentato: “Tutti sogniamo un mondo migliore, quello che non possiamo accettare è l’inasprirsi dei toni, gli eccessi, la strumentalizzazione dei fatti, le narrazioni a senso unico, anche per attaccare le forze dell’ordine. Sabato scorso abbiamo assistito a scene indegne a palazzo Ducale e siamo in attesa di una netta presa di distanza da parte della pubblica amministrazione e anche questo articolo 55 non è scevro da contaminazioni ideologiche. Quello che dovremmo fare invece è lavorare a una memoria condivisa sui fatti del G8 2001 per trarne insegnamento per il futuro”.

Molto duro anche il commento di Francesco Maresca, gruppo Misto ed esponente di Futuro Nazionale. “Le manifestazioni del G8 furono sovversive nei confronti dello Stato, ci furono devastazioni e danni per miliardi, oggi bisogna aver la forza di dirlo. Ci sono state sentenze che parlano chiaro, ma il G8 non è una pagina da ricordare, ma da dimenticare”.

“Se si vuole arrivare a una memoria condivisa si deve partire dal presupposto che la verità deve essere messa in fila e non può essere univoca, in un confronto democratico deve essere legittimo manifestare le varie posizioni, nessuno vuole incrementare un clima d’odio ma a dire che siamo disponibili a un confronto purché si prendano le distanze da determinati atteggiamenti”, ha concludo la capogruppo di Noi Moderati Ilaria Cavo.

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