Venezuela, allarme sciacalli dopo il terremoto. Si scava ancora per salvare la donna con i due figli
Terremoto in Venezuela, alcuni fiumi esondano e 100 famiglie lasciano le loro case
Si continua a scavare senza sosta a Macuto, nello Stato di La Guaira, dove i vigili del fuoco italiani hanno individuato una donna e due dei suoi tre figli all’interno di un edificio collassato per il sisma mentre cresce l’allarme sciacalli dopo le devastazioni. Da oltre otto ore (e quando in Venezuela è piena notte) i soccorritori, che stanno operando insieme con i team dell’Ecuador e dell’Olanda, stanno rimovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna che continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono. All’esterno sono presenti anche i familiari della donna, che è riuscita a mettere i moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato proprio a una sua cugina.
“Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo – spiega il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari -. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna”. Al momento, però, non si hanno informazioni sui due bambini che sarebbero presenti all’interno dell’edificio. Secondo quanto riferito dalla donna stessa nel messaggio WhatsApp i piccoli sarebbero con lei e in buone condizioni di salute.
Alcuni fiumi e torrenti sono esondati nello stato di Portoghese, a circa 500 chilometri a sud ovest di Caracas, a causa delle forti piogge delle ultime ore. Secondo la stampa locale al momento l’inondazione non ha provocato vittime, ma gravissimi danni alle vie di comunicazione soprattutto nel comune di Unda, dove oltre 100 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case sommerse dall’acqua. Questa emergenza si verifica a meno di due mesi da un’altra tempesta che ha causato un morto e danni nella stessa area.
La leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, ha detto che per lei “è giunto il momento” di tornare nel suo Paese dopo i terremoti di mercoledì scorso, e che quindi “molto presto” sarà al fianco del suo popolo. “È giunto il momento. E’ mio dovere stare accanto al mio popolo; abbiamo bisogno di stare insieme per abbracciarci, per piangere, per piangere insieme i nostri cari, ma anche per darci forza a vicenda in questo momento così difficile”, ha dichiarato la vincitrice del Premio Nobel per la Pace del 2025 dall’esilio, in un’intervista alla rete televisiva Fox.
María Corina Machado si trova in esilio da circa sei mesi, dopo essere fuggita dal Venezuela nel dicembre 2025 per andare a ritirare il premio Nobel. Il mese dopo, un raid delle forze armate americane catturò Nicolas Maduro e nei giorni successivi divenne presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ancora guida il Paese. Prima di lasciare il Venezuela, Machado visse per circa 16 mesi in totale clandestinità in seguito alle elezioni presidenziali del luglio 2024. Quindi è riuscita a espatriare clandestinamente via mare lo scorso dicembre per recarsi in Europa. Da allora, per motivi di sicurezza e per riprendersi da un infortunio alla schiena subito durante la fuga, ha continuato la sua battaglia per la democrazia venezuelana fuori dal suo Paese. Già nei giorni scorsi secondo quanto ha riferito Reuters, Machado aveva già contattato diversi funzionari dell’amministrazione statunitense, tra cui esponenti della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato e diversi membri del Congresso, chiedendo aiuto per facilitare il suo ritorno in Venezuela. Richieste che, sostiene ancora Reuters, citando un funzionario della Casa Bianca sarebbero state accolte con insoddisfazione da parte dell’amministrazione Trump.
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