Vent’anni senza Marcello Bignami, il ricordo: «Fu lui a immaginare la destra di governo quando sembrava impossibile»

09 Luglio 2026 - 22:37
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Vent’anni senza Marcello Bignami, il ricordo: «Fu lui a immaginare la destra di governo quando sembrava impossibile»

Vent’anni senza Marcello Bignami, il ricordo: «Fu lui a immaginare la destra di governo quando sembrava impossibile»

Sono passati 20 anni  dalla scomparsa di Marcello Bignami, papà del capogruppo alla Camera di FdI, Galeazzo. Fu un’icona della destra bolognese e non solo. Storico dirigente del Msi e poi di Alleanza Nazionale. Amicizia, politica, ricordi, insegnamenti perenni per la destra di governo che travalicano la sua generazione. Di tutto questo si è parlato nella sua Bologna al convegno: la Destra. Sempre. Evento per ricordare una storia che prosegue: dove c’è la Fiamma c’è la destra in un ideale passaggio generazionale. Di padre in figlio.

Bignami: “Mio padre Marcello, sempre un passo avanti”

“Perché Marcello Bignami ha vissuto sempre da uomo di Destra – ricorda il figlio Galeazzo introducendo il convegno dai sui canali social-  in ogni aspetto della sua vita. Pagando in prima persona per le sue convinzioni con l’odio dei compagni che provarono ad ucciderlo sparandogli 10 colpi di pistola di cui 5 lo colpirono. E poi organizzarono uno sciopero per impedire che in ospedale lo curassero. Fu incarcerato per le sue idee e dovette portare la nostra famiglia a Roma su ordine di Giorgio Almirante. Perché i compagni diedero fuoco a casa nostra. Perché uccidere un fascista non era reato. Anche oggi in molti lo urlano nelle piazze- scrive Galeazzo Bignami- . Nonostante tutto ciò e nonostante altri mille episodi che potrei citare, mio padre non fece mai un passo indietro, ma  sempre uno avanti”.

Il convegno promosso dalla Fondazione An a 20 anni dalla morte di Marcello Bignami

Per questo dal Msi aderì con convinzione e determinazione ad Alleanza Nazionale. Fu lui che quando gli raccontai titubante che a scuola me ne facevano di ogni colore perché ero “il figlio del fascista” mi rispose dicendo: “e tu rimani lì, a testa alta, perché se chini il capo una volta lo farai per sempre. Diventerai più forte”. Non gliene parlai più, quella risposta mi bastò per tutta la vita”. L’evento si è svolto in quel Palazzo D’Accursio dove Marcello Bignami fu consigliere comunale. Proprio “in quel Comune che pochi anni fa gli ha negato l’intitolazione di una strada perché per la sinistra era e rimane “un fascista”. Molti tra i presenti, dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, al presidente della Fondazione An, Giuseppe Valentino; dal  direttore editoriale del Secolo d’Italia, Italo Bocchino. al direttore scientifico della Fondazione An, Francesco Giubilei hanno ricordato episodi personali, insegnamenti. Tanti amici di differenti generazioni che attraversarono un percorso difficile, ma intenso: quando definirsi di Destra era non solo scomodo, ma pericoloso. “Perché se oggi molti possono definirsi di Destra è grazie a chi ha difeso quella Fiamma di speranza”, scrive ancora il figlio, Galeazzo.

La Russa: “Nella sua vita ha messo avanti a tutto i suoi ideali”

Grazie a personalità come quella di Marcello Bignami, ha sottolineato Giubilei, la storia della Fiamma continua a essere viva. Una Fiamma che ha portato la Destra al Governo dell’Italia. “Marcello non lo voglio ricordare come politico, ma come grande amico”, è l’incipit dell’intervento del presidente del Senato, La Russa. “Lo voglio ricordare come una persona di grande umanità e di grande cuore che in tutta la sua vita ha messo, accanto alla famiglia, prima di tutto i suoi ideali. “È per questo – ha aggiunto La Russa – che oggi lo ricordiamo tutti con grande amore e grande riconoscenza. Grazie Marcello”.

Bocchino: “Marcello Bignami pensò la destra di governo un decennio prima di Fiuggi”

Giuseppe Valentino, che ha condiviso con lui tanti momenti politici, si è chiesto  con un filo di rimpianto cosa avrebbe provato Marcello Bignami “adesso che il sogno si è realizzato, quali emozioni lo avrebbero preso ora che quel sogno – la destra di governo- che per noi era soltanto un’illusione si è realizzato”. Italo Bocchino ha ricordato il coraggio di Marcello, da lui conosciuto nell’85, all’età di 18 anni. “Ma il suo tratto distintivo era il garbo: il tratto della gentilezza, che non è una dote comune in politica. Ha lasciato un contributo enorme alla storia della destra. Un decennio prima di Fiuggi un gruppo di personalità di cui Marcello era leader  pensarono la destra di governo prima che fosse immaginabile la destra di governo”.  Un anticipatore.

Bernini: “Ha lasciato una grande parte di sé in Galeazzo: senso del dovere e dedizione alla politica”

Enzo Raisi ha ricordato gli insegnamenti di Marcello Bignami: “Mi ha insegnato prima di tutto a studiare. In secondo luogo il rispetto istituzionale. E soprattutto che siamo una famiglia, al di là delle singole posizione espresse durante l’azione politica”. E’ intervenuto poi il Sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, uno dei  “figli politici” di Marcello Bignami: “E’ stato un fratello, un maestro, uno che non declamava i valori, li praticava”. Molto apprezzato l’intervento della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Marcello Bignami non l’ho conosciuto personalmente, ma ne onoro la memoria. E credo che abbia lasciato una grande parte di sé in Galeazzo Bignami: sicuramente il senso del dovere, la capacità di essere presente al momento giusto, la grande dedizione alla politica e l’immensa passione per la sua città e per il suo Paese”.

Gasparri: “Lui e la sua famiglia un pezzo grande della storia d’Italia”

Maurizio Gasparri ha ricordato momenti di vita vissuta nell’intesa attività politica insieme a Marcello Bignami. “Avrebbe meritato di più – dice ricordandone la passione politica-. Ci ha lasciato nel 2006, ricorda commosso. La storia di una nazione – ha concluso- non è solo la storia dei grandi protagonisti, ma anche la storia di tante famiglie.  Quella di Marcello è un pezzo grande della storia d’Italia”. Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha ricordato “un amico di tante battaglie, un uomo coerente che ha testimoniato con la sua attività politica come, in una città difficile come Bologna, la bandiera della destra sia sempre stata tenuta alta”. A Palazzo D’Accursio è risuonata la voce di Giorgio Almirante. Galeazzo Bignami nel suo intervento conclusivo ha voluto che fosse proiettato viene proiettato un video con un collage di voci e immagini a rappresentare la storia della Destra, in Italia e a Bologna. “A Giorgio Almirante fu impedito di parlare in piazza Maggiore- ricorda -. E allora mi piaceva far sentire da dentro il Comune le sue parole”.

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