Ventiquatt’ore a Bangkok secondo la guida più celebre della Thailandia

21 Luglio 2026 - 06:05
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Ventiquatt’ore a Bangkok secondo la guida più celebre della Thailandia

Sappiamo tutti qual è la più famosa, autorevole e utilizzata al mondo, ma da molto prima della rossa e delle stelle francesi la proposta gastronomica thailandese è stata raccolta in una guida firmata Shell, la Shell Shuan Shim. Letteralmente «Shell invita ad assaggiare» è nata nel 1961, dall’idea di M.C. Bhisadej Rajani – all’epoca responsabile delle promozioni e della pubblicità di Shell Thailand Limited – di promuovere il gas da cucina Shell e dall’incontro con M.R. Thanadsri, aristocratico, giornalista, musicista e gastronomo, che riuscì a far diventare una semplice rubrica gastronomica un fenomeno culturale. La politica stabilita fin dall’inizio e rigorosamente mantenuta è quella di consigliare cibo delizioso e di alta qualità, senza particolare attenzione al prezzo.

Il logo della guida – apposto ben visibile vicino all’insegna di ogni locale presente – è una ciotola di porcellana verde e bianca: un modello di porcellana con un motivo a cavolo risalente al regno di re Rama V. Khun Chai. Un recipiente che simboleggia il cibo, una decorazione che rappresenta l’antichità e il valore: insieme, simboleggiano un’esperienza gastronomica raffinata e deliziosa.

Informazione di servizio per chi viaggia consultando la Guida Michelin: il simbolo Bib Gourmand valorizza gli indirizzi che offrono un’esperienza gastronomica di alta qualità, con un menu completo a un ottimo rapporto qualità-prezzo, la filosofia della Shell Shuan Shim si avvicina soprattutto a questa categoria, tanto che molti locali presentano il riconoscimento delle due guide. Si tratta di locali assolutamente informali, insegne per lo più storiche e specialità tramandate da generazioni, dove tutto ciò che conta è il gusto.

Ma se preferirete la Gialla Thailandese – che nessun thailandese pare abbia la necessità di consultare perché i locali presenti sono delle pietre miliari note ai più – disponibile sul sito ufficiale e praticamente impossibile da reperire cartacea (parola di chi l’ha cercata a lungo per le maggiori librerie di Bangkok), compirete un viaggio nella Thailandia quotidiana, quella che i residenti conoscono bene e che continua a riconoscere nella Shell Shuan Shim un simbolo di affidabilità gastronomica assoluto. Vi basterà seguire la ciotola oppure questa mini-guida di Bangkok dalla colazione alla cena, nei locai che Shell invita a provare. Non supererete i dieci euro di spesa per nessuno di questi pasti, ma saranno i meglio spesi del vostro viaggio.

Un consiglio pratico di viaggio: Bangkok è immensa ma è molto più semplice da girare di quanto sembri. Tra una tappa e l’altra sfruttate la MRT Blue Line, che collega comodamente Silom, la Old Town e Chinatown. Altrimenti affidatevi a Grab o Bolt, due delle app che dovete scaricare ancora prima di partire: i prezzi sono molto bassi, evitano contrattazioni e permettono di risparmiare tempo, così l’unica cosa di cui preoccuparsi sarà trovare spazio per la tappa successiva.

Foto di Maria Vittoria Caporale

La colazione per iniziare al meglio la giornata

Amabakery (อาม้าเบเกอรี่)
Se il buongiorno si vede dal mattino è il caso di correre a fare colazione da Amabakery a partire dalle 9:00 dove l’ultima generazione proprietaria tutta al femminile vi accoglierà al banco (non c’è possibilità di sedersi, il locale affaccia direttamente sulla strada) con sorrisoni e gentilezza, come è tipico del popolo thailandese.

La loro specialità sono i khanom pang sangkhaya (ขนมปังสังขยา), probabilmente i panini al latte più soffici che vi capiterà di mangiare in vita vostra: di chiara ispirazione occidentale, arrivati in Thailandia tra il diciannovesimo e ventesimo secolo con l’apertura delle prime panetterie gestite da comunità cinesi ed europee, sono molto consumati e popolari in città.

Non fatevi impressionare dal colore del ripieno: il verde acceso della crema (sangkhaya) – arrivata qui durante il regno di Ayutthaya grazie ai rapporti commerciali con il Portogallo – è naturale ed è quello delle foglie fresche di pandan, una pianta tropicale considerata la “vaniglia del Sud-Est asiatico” che si aggiunge a latte di cocco, tuorli d’uovo, zucchero e regala note vegetali, floreali e leggermente nocciolate, utilizzatissimo nei dolci thailandesi.

Qui li sfornano dal 1961, ogni giorno, dalle 9 al primo pomeriggio (chiude alle 15, mentre la domenica è il giorno di riposo). Scordatevi di poterne acquistare solo uno: vengono vendute in piccole box di plastica da cinque pezzi. Inizialmente vi suonerà come un’ingiustizia, poi non riuscirete a smettere di mangiarli. Se vi avanza un posticino andate per i muffin al cocco: da Amabakery è tutto ultra-soffice.

745 Si Lom Rd, Si Lom, Bang Rak, Bangkok 10500

Foto di Maria Vittoria Caporale
Foto di Maria Vittoria Caporale

A pranzo con i local

Khao kaeng Jek Pui
Khao kaeng indica il classico locale dove si sceglie il riso accompagnato da uno o più curry o piatti già pronti e qui si fa in un interno nascosto rispetto alle strade trafficate della zona. Veniteci per il curry – giallo, rosso o verde ad accompagnare carne di maiale, manzo o pollo – nonostante in menu, che conta circa dodici proposte in totale, ci siano anche piatti che non lo prevedono. Sarà una pausa pranzo informale insieme ai local che qui consumano un pasto veloce.

Il locale ha una sala interna dedicata interamente alla produzione e alla cucina, ma ogni spazio rimane aperto verso l’esterno dove c’è il banco del servizio, affollato di pentoloni stracolmi di ogni voce citata in menu. Alla base di ogni piatto c’è il riso bianco arricchito da una preparazione a base di carne o pesce (a cui aggiungere un uovo stufato in brodo alle cinque spezie e in salsa di soia è sempre una buona idea).

La fila scorre rapida e il consiglio è quello di leggere prima il menu (tradotto anche in inglese) e poi mettersi in fila per l’ordine e il pagamento. Armati del vostro piatto in alluminio e del vostro cucchiaio in plastica, basterà scegliere uno tra i numerosi sgabelli che affollano il cortile (non ci sono tavoli). Ricordate di riporre le stoviglie nell’apposta ciotola del lavaggio prima di andare.

25 Mangkon Rd, Pom Prap, Pom Prap Sattru Phai, Bangkok 10100

Foto di Maria Vittoria Caporale

La doppia merenda in Old Town
Perché scegliere quando si può fare la merenda ben due volte (a maggior ragione se bisogna camminare per soli due minuti)?

Nattaporn Ice Cream
Agli amanti dei gelati confezionati l’industria alimentare la Thailandia saprà dare soddisfazioni, ma per chi preferisce il gelato artigianale il consiglio è di venire qui, in Old Town, dove il tempo sembra essersi fermato al 1949, come suggerisce il locale e l’età della proprietaria. In questo angolo delizioso, colorato e nostalgico accomodatevi nei tavoli esterni per una pausa refrigerante.

Armatevi di Google traduttore: i gusti sono limitati, sono indicati solo in thailandese, e sono quelli che vi ricorderanno questo Paese da quando metterete piede sul volo di rientro: cocco, tè thailandese (thai tea) e mango. Ma non mancano il cioccolato, la fragola e richiami al Giappone con matcha, hōjicha (tè verde tostato giapponese) e genmaicha (tè verde con riso tostato).

94 Phraeng Phuthon Rd, San Chao Pho Sua, Phra Nakhon, Bangkok 10200, Thailandia

Foto di Maria Vittoria Caporale

K. Panich Sticky Rice
Se lo sticky rice è uno degli alimenti più antichi del Sud-Est del Paese – la varietà glutinosa che conferisce la consistenza appiccicosa è coltivata da migliaia di anni lungo il bacino del Mekong – il suo celebre incontro con il mango maturo e il latte di cocco è certamente più recente. È uno dei dessert asiatici più in trend del momento, per questo è assolutamente normale non vedere l’ora di provarlo.

Lo sticky rice a Bangkok è consigliabile venire a mangiarlo da K. Panich, dove viene servito dal 1932. Il packaging si presta perfettamente all’asporto o a essere consumato sui pochi sgabelli di fronte al punto vendita. È uno di quei luoghi celebri in cui – popolarità social a parte – vale ancora davvero la pena mettere piede. Preparatevi perché ripenserete a quel mango a lungo una volta tornati in Italia, dove sarà impossibile ritrovarne uno così.

431 433 Thanon Tanao, Khwaeng Sao Chingcha, Khet Phra Nakhon, Bangkok 10200

Foto di Maria Vittoria Caporale

I fishball noodles a Chinatown per cena

Lim Lao Ngow Fishball Noodle
Non può mancare un’esperienza in uno dei tipici chioschi dotati di ruote dove si prepara cibo letteralmente in mezzo alla strada, resa ancora più magica se a due passi dall’illuminatissima Yaowarat Road, il cuore di Chinatown, che la sera ha un fascino da non perdere.

Ci troviamo in un affollatissimo incrocio con una strada secondaria: affollatissimo perché qui si preparano degli ottimi fishball noodles senza sosta. Lim Lao Ngow è fregiato del simbolo Bib Gourmand e, ovviamente, della ciotola della Shell Shuam Shim.

La specialità è una, quindi non avrete particolari indecisioni consultando il menu: questi noodle sono uno dei piatti più rappresentativi della Bangkok di origine cinese, in particolare del quartiere di Yaowarat, eredità della comunità cinese Teochew che qui si stabilì nel diciannovesimo secolo.

Si tratta di un piatto che potete assaggiare o in brodo delicato o asciutto con salsa di soia, olio all’aglio, aceto e pepe, a base di noodles e polpette di pesce chiare e rotonde ottenute da un impasto di pesce bianco (tradizionalmente sgombro o barracuda) con amido fino a diventare una pasta elastica. È tutto preparato espresso, a partire dalla pasta fresca, dalla brigata che popola la struttura in tutti i suoi lati (in piedi, ovviamente).

Qui non ve lo aspettereste ma ci sono dei comodi tavolini e il servizio è tutto gestito dal proprietario.

299, 301 Song Sawat Rd, Samphanthawong, Bangkok 10100

Foto di Maria Vittoria Caporale

In una città dove le novità gastronomiche nascono ogni settimana, seguire la ciotola blu della Shell Shuan Shim significa affidarsi a una memoria collettiva lunga più di sessant’anni. E forse è proprio questo il modo migliore per conoscere Bangkok: lasciando che siano i suoi indirizzi storici a raccontarla.

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