Verifica dell'età: Corte Suprema non blocca la legge texana
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto le richieste di bloccare l’applicazione della legge texana che impone la verifica dell’età per il download delle app. A partire dallo scorso 4 giugno, gli utenti devono quindi dimostrare di avere l’età giusta, mentre per i minori di 18 anni è necessario chiedere il consenso dei genitori per effettuare acquisti.
Nessuna violazione del Primo Emendamento
La legge, nota come App Store Accountability Act, doveva entrare in vigore il 1 gennaio 2026. In seguito alla richiesta di ingiunzione preliminare della CCIA (Computer & Communication Industry Association), un giudice federale ha bloccato la sua applicazione. Il Procuratore generale del Texas ha presentato ricorso e il tribunale di appello ha sospeso l’ingiunzione il 4 giugno 2026. Apple ha quindi comunicato che rispetterà la legge.
La CCIA e una coalizione di studenti chiamata Students Engaged in Advancing Texas (SEAT) avevano chiesto di bloccare l’applicazione della legge, in attesa della sentenza di merito del tribunale inferiore, ma la Corte Suprema ha respinto entrambe le richieste. I giudici hanno stabilito che la legge non viola la libertà di espressione sancita dal Primo Emendamento della Costituzione.
La legge prevede la verifica dell’età a livello di app store. Gli utenti texani devono dimostrare di avere l’età giusta per scaricare le app (classificate dagli sviluppatori). Gli account dei minorenni devono essere collegati a quelli dei genitori, in quanto è necessario il loro consenso per download e acquisti in-app.
Secondo la CCIA, la legge è incostituzionale. Durante l’udienza prevista nel mese di agosto cercherà di ottenere il blocco permanente, in quanto gli utenti non devono caricare un documento di identità per leggere un quotidiano o accedere ad una libreria digitale.
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