Verso lo psicologo di base nel Lazio, la proposta con 13 mila firme in Consiglio regionale

07 Ottobre 2026 - 22:55
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Portare lo psicologo di cure primarie nei distretti sanitari del Lazio, rendendo l’assistenza psicologica di base un servizio pubblico accessibile a tutti. È quanto prevede la proposta di legge numero 250, di iniziativa popolare, approdata oggi all’esame del Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma. Il provvedimento arriva in Aula dopo una mobilitazione che ha raccolto oltre 13 mila firme di cittadine e cittadini del Lazio. Il testo, che punta a istituire un servizio regionale di assistenza psicologica primaria, è stato illustrato dalla consigliera del Partito democratico Sara Battisti, prima firmataria della proposta. “Questa è la legge di tutte le persone che hanno deciso di non restare a guardare”, ha detto la consigliera Battisti nel suo intervento. “Dietro ogni firma c’è una persona che si è fermata a un banchetto, che ha portato un modulo in ufficio, che lo ha fatto firmare ai colleghi, ai vicini di casa, ai compagni di classe. Oggi la loro voce entra in quest’Aula per dire una cosa semplice: partecipare non è inutile”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, Battisti ha ripercorso la genesi di una proposta nata da un percorso partecipato avviato nel 2019 e sostenuto dal Terzo settore, dalle forze sociali, dai sindacati e dalle associazioni giovanili. Un percorso, ha sottolineato Battisti, “che nasce dalla necessità di dare una risposta concreta a un disagio psicologico sempre più diffuso”. Secondo i dati richiamati in Aula, nel Lazio oltre 1,5 milioni di cittadini convivono con problematiche di salute mentale, mentre nel periodo post-pandemico si è registrato un incremento del 25 per cento dei casi di ansia e depressione, con un impatto particolarmente significativo su giovani, donne e fasce più vulnerabili della popolazione. La proposta punta quindi a costruire una rete pubblica e capillare di supporto psicologico di base, in grado di garantire un primo livello di assistenza e di ridurre le disuguaglianze legate alla possibilità di accedere alle cure. Tra i punti centrali del provvedimento c’è la presenza dello psicologo di cure primarie in ogni Asl e distretto sanitario, con un parametro di almeno un professionista ogni 15 mila abitanti. Il servizio dovrebbe inoltre essere integrato con la rete territoriale, attraverso la collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le Case della Comunità e i Centri di salute mentale. L’obiettivo è intercettare precocemente le situazioni di disagio e intervenire anche su fenomeni come bullismo, cyberbullismo e violenza domestica, evitando che condizioni psicologiche di lieve entità o transitorie arrivino a richiedere un accesso improprio ai pronto soccorso.

La proposta prevede inoltre l’istituzione del coordinatore psicologo di distretto e uno stanziamento regionale di 14 milioni di euro l’anno, a valere sulla Missione 13, dedicata alla tutela della salute. “Dobbiamo essere capaci di intercettare il disagio prima che diventi emergenza – ha sottolineato Battisti – e dobbiamo farlo costruendo una rete pubblica, capillare e facilmente accessibile, che non lasci indietro chi non ha le risorse economiche per rivolgersi al privato”. Nel corso del suo intervento, la consigliera ha insistito sulla necessità di considerare la salute mentale parte integrante del diritto alla salute e non un tema da affrontare soltanto nei casi più gravi. “La salute mentale non può essere affrontata soltanto quando la situazione è ormai esplosa – ha osservato –. Serve un sistema capace di ascoltare, prevenire e accompagnare le persone, soprattutto quelle più fragili”.

In chiusura, Battisti ha rivolto un appello a tutti i gruppi consiliari affinché il provvedimento venga affrontato senza steccati politici. “Mettiamoci la testa, ma mettiamoci anche un po’ di cuore nell’azione che portiamo avanti. Abbiamo il privilegio e la fortuna di poter legiferare e di cambiare in meglio la vita delle persone. La salute mentale – ha ribadito Battisti – non deve essere un lusso per pochi, né una colpa da nascondere, ma un diritto garantito dal servizio sanitario pubblico”. Il testo è stato depositato formalmente il 14 aprile 2025 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio il 13 maggio. Il primo luglio è partita la campagna di raccolta firme sul territorio regionale, mentre il 12 novembre le sottoscrizioni sono state consegnate alla Segreteria generale. Il 21 gennaio 2026 l’Ufficio di presidenza ha deliberato la convalida del procedimento. Al termine della relazione e contestualmente all’annuncio della distribuzione del subemendamento al testo, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma ha sospeso la seduta dell’Aula per convocare la conferenza dei capigruppo.

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