Verso Nero Barocco, Luigia Sergio: “Val di Noto a livello vinicolo molto unito”
Il vino come espressione del territorio, ma anche come racconto della personalità di chi lo produce. È uno dei temi emersi nel percorso di avvicinamento a “Nero Barocco”, l’appuntamento dedicato alla valorizzazione delle cantine e delle produzioni vitivinicole del Val di Noto. Il ticket per l’ingresso è acquistabile su www.nerobarocco.it
A raccontare il significato della manifestazione è Luigia Sergio, di Cantine Barone Sergio, che sottolinea soprattutto il valore del confronto diretto con il pubblico.
“Queste sono opportunità di cui noi ringraziamo, perché ci permettono di avere un contatto diretto con il consumatore finale”, spiega Sergio. Un’occasione anche per presentare un territorio che, sul fronte vitivinicolo, mostra una forte capacità di fare rete.
“Ci dà l’opportunità di dimostrare un territorio, quello del Val di Noto, che a livello vinicolo è molto unito“, aggiunge. Un comparto composto da realtà di dimensioni diverse, ma accomunate dalla volontà di caratterizzare le proprie produzioni.
Ed è proprio la personalità del vino, secondo Sergio, uno degli aspetti più interessanti da cogliere durante manifestazioni come Nero Barocco. “La caratteristica principale che puoi individuare quando vieni a un evento di questa portata è il tipo di caratterizzazione di ogni cantina, cioè quando il produttore e il proprietario riescono a dare una personalità al proprio prodotto”.
Per Luigia Sergio il vino diventa così una vera forma di espressione. “Credo che il vino sia uno dei canali di espressione della persona maggiori: tramite il vino puoi riconoscere anche lo stesso produttore”. Un’identità che emerge quindi attraverso le scelte produttive e il modo in cui ogni cantina interpreta il proprio territorio.
L’intervista tocca anche un altro tema, quello della presenza femminile nel settore. E qui Luigia Sergio mette in evidenza un cambiamento generazionale che, nel Val di Noto, appare particolarmente significativo.
“La mia generazione e la conduzione delle cantine in Val di Noto è prettamente femminile”, racconta. Un dato che si accompagna, secondo la produttrice, a una forte collaborazione tra le diverse realtà del territorio. “Siamo molto unite, ma siamo molto uniti tutte le cantine, e stiamo facendo un gran lavoro”.
Sergio rivendica con ironia e determinazione il ruolo delle donne che oggi operano nel comparto vitivinicolo: “Molte delle mie colleghe hanno quattro palle, se posso dirlo, e stanno facendo un ottimo lavoro”.
Ma la riflessione finale va oltre il semplice dato numerico della presenza femminile. L’auspicio della produttrice è che, in futuro, non sia più necessario parlare di “quote rosa” nel mondo del vino.
“Spero che un giorno questa domanda non mi venga più posta”, conclude Luigia Sergio, “perché allora vorrà dire che abbiamo veramente superato il tema”.
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