Victoria’s Secret blinda il board: gli azionisti respingono l’attacco del miliardario Blundy

12 Giugno 2026 - 13:00
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Gli azionisti di Victoria’s Secret & Co. hanno confermato all’unanimità tutti e nove i membri del consiglio di amministrazione, respingendo la battaglia per le deleghe condotta da Brett Blundy, miliardario australiano e secondo maggiore azionista della società con una quota di circa il 13% detenuta attraverso la holding Bbrc International.

L’assemblea, tenutasi ieri – 11 giugno -, ha sancito una vittoria netta per il management: la presidente Donna James è stata rieletta con oltre l’83% dei voti favorevoli, percentuale che sale al 99% escludendo il pacchetto azionario di Bbrc. Il consigliere Mariam Naficy aveva nel frattempo scelto di non ricandidarsi.

La tensione tra Bbrc e Victoria’s Secret era già emersa pubblicamente nelle scorse settimane, quando Blundy aveva invitato gli azionisti a votare contro la riconferma di James, contestando la governance della società, la strategia di sviluppo e il ripetuto rifiuto del board di nominarla amministratore.

Victoria’s Secret ha respinto le accuse, sostenendo che l’esclusione di Blundy dal consiglio sia legata a potenziali rischi reputazionali derivanti da precedenti controversie legate ad alcune società a lui riconducibili. La società ha inoltre contestato il comportamento di un consulente vicino a Bbrc, accusato di aver raccolto informazioni commerciali riservate all’interno dei negozi del gruppo.

Per scoraggiare eventuali acquisizioni ostili, Victoria’s Secret aveva adottato una “poison pill”: il meccanismo prevede infatti che gli altri azionisti possano acquistare nuove azioni qualora un investitore superi la soglia del 15% del capitale, diluendo così la partecipazione del potenziale acquirente.

A rafforzare la posizione del board è arrivato anche il parere favorevole delle principali società di proxy advisory – Iss, Glass Lewis ed Egan-Jones – che, pur riconoscendo alcune criticità legate alla lunga permanenza di James e alle difficoltà seguite allo spin-off da L Brands nel 2021, hanno ritenuto insufficienti le argomentazioni di Blundy per giustificare un cambio di governance.

A pesare sull’esito del voto è stato anche il recente andamento del titolo: nell’ultimo mese le azioni Victoria’s Secret hanno guadagnato oltre il 50% a Wall Street, sostenute dal miglioramento delle performance operative e da una strategia di riposizionamento verso la fascia premium. Tra le iniziative più rilevanti, il ritorno in passerella del brand dopo sei anni di assenza, che ha impresso un’accelerazione decisa al titolo al Nyse.
Risultati oltre le attese

Sul fronte finanziario, la società ha recentemente pubblicato i risultati del primo trimestre 2026, superiori alle aspettative: il fatturato netto è cresciuto del 15,3% a 1,56 miliardi di dollari, rispetto a 1,35 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente. Sulla scia di questi dati, Victoria’s Secret ha alzato la guidance sul fatturato netto per l’intero esercizio a una forchetta compresa tra 7,03 e 7,13 miliardi di dollari.

“L’esito odierno è una dichiarazione decisiva di sostegno all’attuale leadership”, ha commentato la società dopo il voto, rivendicando i progressi conseguiti nell’ambito della strategia Path to Potential e la fiducia degli azionisti nella sua continuità.

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