Vinted, dalla foto di un bikini a contenuti pornografici con un click: il problema degli annunci-esca
Alcuni annunci pubblicati su Vinted usano costumi, lingerie e abbigliamento come richiamo per spostare gli utenti su canali esterni.
Il caso riguarda profili che invitano a proseguire la conversazione su Telegram, WhatsApp oInstagram, dove vengono proposti contenuti per adulti a pagamento.
Vinted, annunci-esca per proporre contenuti erotici
Un costume da bagno a prezzo basso, una foto apparentemente normale, una descrizione che invita a scrivere in privato. Da qui parte il meccanismo raccontato da Dagospia, che riprende una notizia riporta da Fanpage. Alcuni annunci pubblicati su Vinted non servirebbero a vendere vestiti usati, ma a portare gli utenti verso profili esterni collegati a contenuti per adulti.
La dinamica segnalata è semplice. L’utente apre un annuncio di lingerie, costumi o abbigliamento sportivo. Nella descrizione trova un invito a contattare il venditore su Telegram, WhatsApp o Instagram. Una volta fuori da Vinted, la conversazione può spostarsi su abbonamenti, canali privati o contenuti pornografici a pagamento.
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Il problema non riguarda la vendita di un capo in sé. Riguarda l’uso di un marketplace generalista, frequentato anche da adolescenti, come porta d’ingresso verso servizi che dovrebbero restare separati da una piattaforma di compravendita dell’usato.
Vinted, il caso nato in Francia e il ruolo dell’Arcom
La vicenda non nasce in Italia. In Francia, secondo quanto riportato da Reuters e da Euronews, la responsabile per la tutela dell’infanzia Sarah El Haïry ha chiesto all’Arcom, l’autorità che regola comunicazione audiovisiva e digitale, di verificare le segnalazioni su profili Vinted usati per indirizzare anche utenti minorenni verso contenuti pornografici.
El Haïry ha parlato a France 3 di un rischio concreto per i più giovani, sostenendo che dove ci sono bambini e adolescenti possono comparire predatori. La sua iniziativa ha portato il caso dentro il dibattito europeo sulla responsabilità delle piattaforme digitali.
Vinted è una delle app più diffuse in Europa per comprare e vendere vestiti di seconda mano. Proprio la facilità d’uso ha reso la piattaforma familiare a milioni di utenti. La stessa caratteristica può però essere sfruttata da profili che pubblicano annunci apparentemente innocui per poi trasferire l’utente verso contenuti inappropriati per i minori.
La risposta di Vinted e il problema dei canali esterni
Vinted ha dichiarato di applicare una politica di tolleranza zero verso la promozione di contenuti per adulti e servizi sessuali. La piattaforma sostiene di usare strumenti automatici per individuare comportamenti sospetti e invita gli utenti a segnalare annunci o messaggi inappropriati.
La difficoltà riguarda i passaggi fuori app. Un annuncio può non contenere immagini esplicite, ma solo allusioni, emoji, richieste di contatto privato o riferimenti a profili esterni. Quando la trattativa lascia Vinted, il controllo della piattaforma diventa più fragile.
Per gli utenti il comportamento da adottare è diretto: non spostare la conversazione su canali esterni quando l’annuncio appare ambiguo, non aprire link sospetti, non condividere dati personali, segnalare il profilo e bloccare il contatto. Per i genitori, il caso mostra quanto sia necessario controllare anche app che non nascono come social o siti per adulti.
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