Violante: “La sinistra si ponga seriamente il tema immigrazione”
Per inquadrare meglio il dibattito di queste ore, tra immigrazione e sicurezza, Luciano Violante fa una premessa: “Siamo ormai in un clima pre-elettorale. Prevalgono le emozioni e come sempre la prima vittima è la ragione”. Il caso di queste ore è quello di Ceuta, migliaia di migranti che arrivano in Spagna dal Marocco: il governo italiano sospende Schengen, rincorre Vannacci. Le opposizioni vanno all’attacco di Giorgia Meloni e della destra. “Quello che è successo a Ceuta ha ben poco a che vedere con l’immigrazione. E’ evidentemente un esodo organizzato allo scopo di fare pressione sul governo di Madrid, per via delle posizioni assunte da Sánchez su quella porzione di Sahara contesa tra Marocco e Algeria”, dice Violante – già presidente della Camera e magistrato – che ha attraversato tutte le stagioni della sinistra, dal Pci al Pd. “Su Schengen decideranno i governi. Resta comunque aperto il tema della gestione dei flussi migratori”. La destra, tra blocchi navali e frontiere chiuse, propone una ricetta radicale, strumentale ma riconoscibile. E l’opposizione? “Io credo che anche la sinistra deve porsi in maniera seria la questione, pensare a una strategia sull’immigrazione. Se domani dovessero davvero governare, che politiche metteranno in campo?”, si domanda Violante. Ed è un interrogativo non da poco. “L’immigrazione è un fenomeno complesso, che non può essere affrontato con atti immediati, frutto di sensibilità eccessive o reazioni emotive. In Europa abbiamo anche un grande problema demografico, mentre tante persone vorrebbero arrivare da noi. Il problema che il centrosinistra, e non solo, deve affrontare è come fare in modo che gli immigrati possano avere una formazione già nel loro paese d’origine e arrivare in Italia con determinate competenze”.
Nell’opposizione intanto convivono varie sensibilità e questo inevitabilmente rende più complicata la sintesi. “Da una parte ci sono sensibilità più vicine all’impostazione della Chiesa. Dall’altra posizioni più rigide. Ma in ogni caso non siamo in grado di sostenere un’accoglienza generalizzata. Illudere i migranti che possano essere tutti accolti qui in Italia è un grande errore, perché poi sappiamo come va a finire. Chi non entra nel mercato del lavoro, finisce nel giro della droga, della prostituzione e della delinquenza”. Creando problemi a livello di sicurezza, altro tema su cui il mondo progressista fatica a imporre la propria visione. “La sicurezza riguarda spesso i più deboli e dunque la sinistra dovrebbe occuparsene”. Non sempre però sembra farlo con efficacia. “La sicurezza in ogni caso non è un problema, ma una serie di problemi. Sul piano generale non credo ci sia alcuna emergenza nel paese. Semmai ci sono i singoli fatti, ma non parliamo di fenomeni sistemici”. Di recente c’è stato il caso degli scontri tra No Tav e polizia. “L’errore in quel caso è stato permettere ai manifestanti di accedere alle aree del cantiere. Andavano bloccati gli accessi, si sapeva che sarebbero arrivati”. Ma le politiche di sicurezza sono un’altra cosa: “Si tratta di pensare e attuare una serie di politiche che riguardano il controllo delle strade, l’educazione, il rapporto tra società e persone marginali. Occorre una visione d’insieme. Minacciare soltanto anni di galera è solo illusione repressiva”, dice Violante.
Sempre a proposito di centrosinistra e di sicurezza nelle ultime settimane avanza la figura dell’ex capo della polizia Franco Gabrielli. Che ne pensa? “Lo stimo. Tutti i professionisti possono dare una mano, ma non esiste il mago che risolve. Non basta una singola persona. Ci vogliono invece strategie e idee che i partiti al governo devono portare avanti. Anzi – conclude Violante – su un tema come la sicurezza sarebbe bene che maggioranza e opposizione trovassero qualche terreno di confronto”.
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