Visite fiscali e malattia: l'Inps spiega tutte le novità per il 2026
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Il 2026 porta con sé una lunga serie di aggiornamenti che riguardano i lavoratori assenti per malattia, le visite fiscali dell’INPS e gli importi economici riconosciuti in caso di temporanea incapacità lavorativa.
Le novità coinvolgono sia i dipendenti del settore privato e pubblico sia gli iscritti alla Gestione Separata, con chiarimenti che interessano indennità, fasce di reperibilità, ricoveri ospedalieri, maternità e congedi.
L’Istituto previdenziale ha infatti aggiornato i valori di riferimento per il nuovo anno, ridefinendo limiti reddituali, importi giornalieri e criteri di calcolo delle prestazioni economiche. Un quadro articolato che interessa milioni di lavoratori e che, soprattutto sul fronte delle visite fiscali, continua a generare dubbi e timori.
Come funziona l’indennità di malattia nel 2026
Per i lavoratori dipendenti, l’indennità economica di malattia continua a essere riconosciuta secondo percentuali diverse in base alla durata dell’assenza. In linea generale, dal quarto al ventesimo giorno viene corrisposto il 50% della retribuzione media giornaliera, mentre dal ventunesimo al centottantesimo giorno l’importo sale al 66,66%.
Esistono però alcune categorie per cui sono previste regole differenti. I dipendenti di pubblici esercizi e laboratori di pasticceria, ad esempio, mantengono il diritto a un trattamento più favorevole, con indennità pari all’80% per tutto il periodo di malattia.
Per disoccupati e lavoratori sospesi dal servizio, invece, la prestazione viene ridotta ai due terzi dell’importo ordinario. Differente anche il caso della degenza ospedaliera: chi viene ricoverato senza familiari a carico percepisce soltanto i due quinti dell’indennità durante il ricovero, fatta eccezione per il giorno delle dimissioni, pagato in misura piena.
Visite fiscali: restano le fasce orarie obbligatorie
Uno degli aspetti più delicati riguarda i controlli medici domiciliari. Anche nel 2026 il lavoratore in malattia dovrà rispettare precisi obblighi di reperibilità presso il domicilio comunicato all’INPS.
Le fasce orarie previste restano:
- dalle 10 alle 12
- dalle 17 alle 19
Gli obblighi valgono per tutti i giorni indicati nel certificato medico, compresi sabati, domeniche e festività.
Questo significa che chi è assente per malattia deve essere reperibile durante quelle finestre temporali, salvo motivazioni documentabili e giustificate. È proprio su questo punto che si concentrano molte delle contestazioni tra lavoratori, aziende e INPS.
Cosa succede se il lavoratore non è in casa
L’assenza alla visita fiscale può avere conseguenze molto pesanti sul piano economico. Le sanzioni previste dall’INPS diventano infatti progressive.
Alla prima assenza non giustificata il lavoratore rischia la perdita dell’indennità fino a un massimo di dieci giorni di calendario dall’inizio della malattia.
Se l’episodio si ripete una seconda volta, l’Istituto può ridurre del 50% l’indennità residua. Alla terza assenza ingiustificata, invece, scatta la perdita totale del trattamento economico dalla data della nuova contestazione.
Quando il medico fiscale non trova il lavoratore al domicilio indicato, lascia un invito per una successiva visita ambulatoriale. Anche la mancata presentazione a questo secondo controllo può aggravare la posizione del dipendente.
Cambio domicilio durante la malattia: cosa bisogna fare
Può accadere che durante la prognosi il lavoratore abbia necessità di spostarsi temporaneamente in un altro luogo. In questi casi è obbligatorio comunicare rapidamente il nuovo indirizzo di reperibilità.
La comunicazione deve essere effettuata:
- al datore di lavoro, secondo le modalità previste dal contratto;
- all’INPS tramite il servizio telematico dedicato alle visite mediche di controllo.
L’Istituto ha chiarito che il servizio online non sostituisce gli obblighi verso il datore di lavoro, ma si aggiunge a essi. Trascurare questa procedura può esporre il dipendente al rischio di sanzioni in caso di controllo.
Malattia all’estero: attenzione ai documenti
Particolarmente rigide le regole per chi si ammala fuori dall’Italia.
Se la malattia insorge in un Paese dell’Unione Europea, il lavoratore deve trasmettere il certificato medico all’INPS e all’azienda entro due giorni dal rilascio. In alternativa può rivolgersi alle autorità sanitarie locali competenti.
Più complessa la situazione nei Paesi extra UE senza convenzioni con l’Italia. In questi casi il certificato deve essere legalizzato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana presente sul territorio.
Per gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja del 1961, invece, è sufficiente l’Apostille, che rappresenta una forma semplificata di autenticazione del documento sanitario.
Nuovi importi INPS per il 2026
Con la circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026 sono stati aggiornati anche i valori economici utilizzati per il calcolo delle prestazioni previdenziali.
Tra gli importi più rilevanti figurano:
- 58,13 euro come minimale giornaliero per soci di cooperative, artigiani e commercianti;
- 51,70 euro per gli operai agricoli a tempo determinato;
- 65,19 euro come reddito convenzionale temporaneo per compartecipanti familiari e piccoli coloni.
Aggiornati anche i parametri relativi a maternità, paternità e congedi parentali, inclusi gli assegni comunali e statali.
L’assegno di maternità dei Comuni, ad esempio, nel 2026 arriva a 2.065,50 euro complessivi, mentre l’ISEE massimo richiesto per ottenerlo sale a 20.668,26 euro.
Gestione Separata: cambiano contributi e indennità
Le novità coinvolgono anche collaboratori, freelance e iscritti alla Gestione Separata INPS.
Per il 2026 il minimale di reddito è fissato a 18.808 euro, mentre il massimale raggiunge quota 122.295 euro.
Crescono anche le indennità riconosciute in caso di malattia o ricovero ospedaliero. Gli importi variano in base ai contributi versati nei dodici mesi precedenti.
Per la degenza ospedaliera si arriva fino a:
- 53,61 euro al giorno con contribuzione minima;
- 80,41 euro con contribuzione intermedia;
- 107,22 euro con contribuzione piena.
L’indennità di malattia ordinaria resta invece pari alla metà di quella prevista per il ricovero ospedaliero.
Congedi e assistenza ai familiari disabili: aumentano i tetti
Nel 2026 cresce anche il limite massimo riconosciuto per il congedo straordinario destinato all’assistenza di familiari con disabilità grave.
L’importo massimo annuo dell’indennità economica sale a 43.486 euro, mentre il tetto complessivo comprensivo di accredito figurativo raggiunge 57.836,96 euro.
Anche il valore massimo giornaliero aumenta, arrivando a 119,14 euro.
Un sistema sempre più complesso
Le nuove indicazioni diffuse dall’INPS confermano una tendenza ormai evidente: il sistema delle tutele per malattia, maternità e congedi sta diventando sempre più tecnico e frammentato.
Tra obblighi di reperibilità, aggiornamenti reddituali, controlli domiciliari e nuove soglie contributive, lavoratori e aziende sono chiamati a prestare maggiore attenzione alle procedure amministrative. Un errore formale o una comunicazione tardiva possono infatti tradursi in riduzioni economiche anche molto rilevanti.
La circolare dell’INPS 47 del 21-04-2026
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