A 107 anni si iscrive a Fratelli d’Italia: è la sua prima tessera. Erminia vorrebbe incontrare Giorgia e adorava Almirante

Lucidissima, chiacchierona e molto informata. Erminia all’alba dei 107 anni (è nata il 1 novembre 1919) ha deciso di iscriversi a Fratelli d’Italia. Ha presentato regolare richiesta di tesseramento, dovrebbero consegnarle la tessera a breve. È la prima volta che aderisce a un partito, lei che ha attraversato tutto il ‘900. Quando è nata era presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti, oggi è riuscita ad assistere al miracolo della prima donna premier. Erminia ha vissuto una monarchia e due Repubbliche, dieci papi e ben tre epidemie. Il 2 giugno 1946 ha votato per la Repubblica e da allora non ha mai smesso di esercitare il diritto di voto. “Mio padre era finanziere quindi non ha mai fatto tessere di partito e così mia madre si è adeguata. Eppure ha sempre mostrato interesse verso quell’indirizzo politico”, racconta il figlio Paolo Cucurachi (classe 1945) a Libero.
Erminia si iscrive a FdI a 107 anni, una forza della natura
Erminia, una forza della natura. A 99 anni ha superato un’operazione al femore; a 106 una seconda frattura non l’ha fermata nello spirito. Parla di tutto e non rinuncia a leggere ogni mattina il “suo” Messaggero veneto. “Lei ha un idolo, ovvero Almirante. Quando parlava in televisione si incollava davanti allo schermo ed era impossibile distoglierla. Ora segue con attenzione le orme della Meloni”, dice il figlio. Da un paio d’anni ha problemi d’udito. Ma è ancora decisamente presente, tanto che nella casa di riposo che la ospita ha chiesto di far installare un seggio per votare. E ogni volta, fino alle scorse elezioni, la commissione è dovuta intervenire per farla votare.
Ha per idolo Almirante e vorrebbe incontrare la premier Meloni
Erminia è originaria di Trasaghis in provincia di Udine. “Ha vissuto tra Trieste, Gorizia, Lecce e dopo la morte di mio padre nel 1988 è venuta a vivere con me in Toscana vicino a Pisa. È una grandissima chiacchierona, parla di tutto”. Del vituperato Ventennio ricorda che “non c’era delinquenza e che i giovani erano più dritti”. Chiama ancora Mussolini Sua Eccellenza, ma non gli perdona le cose non belle. Vittima come tutti i friulani delle violenze dei soldati titini. “Quando era fidanzata con mio padre nel 1944 volevano tagliarle i capelli, ma lei li ha fatti correre”, racconta Paolo che sottolinea il coraggio della mamma (“pensi che per il parto è andata da sola in pronto soccorso a Trieste prendendo il filobus”). Dopo aver chiesto la tessera di Fratelli d’Italia le piacerebbe incontrare la Meloni. “Certo non ci sente bene, magari ricevere una lettera”. E chissà che il sogno non si avveri. “Una volta a settimana la porto al ristorante e beve ancora. Provo ad allungarle il vino con l’acqua, ma lei non vuole”.
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