A Marcallo con Casone una mattinata per la prevenzione dal tumore al colon retto
Oggi la Sala Cattaneo del Comune di Marcallo con Casone ha ospitato una mattinata interamente dedicata alla salute e alla prevenzione. L’incontro, dal titolo emblematico “Parliamone prima”, ha acceso i riflettori su un tema di fondamentale importanza: la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al colon-retto. A fare gli onori di casa è stato il Sindaco Fausto Coatti, che ha accolto una platea attenta e partecipe.
L’evento è nato dalla sinergia virtuosa tra AICIT, Salute Donna/Uomo e la Fondazione dei 4 Ospedali, con la moderazione di Arabella Biscaro. Sul palco si sono alternati esperti del settore che, con un linguaggio chiaro e accessibile, hanno smontato falsi miti e tracciato le linee guida per una prevenzione efficace, sia primaria che secondaria.
Ad aprire la mattinata è stata la Dr.ssa Eleonora Irlandini, biologa nutrizionista del Centro Dr. Fabio Ferrario, che ha illustrato il ruolo cruciale dello stile di vita nella riduzione del rischio oncologico. Sono sufficienti 150 minuti alla settimana di attività a bassa intensità (in cui si riesce a conversare), oppure 75 minuti ad intensità più elevata.
È fondamentale inserire quotidianamente nel piatto cereali integrali, ortaggi, frutta e legumi. La fibra non solo favorisce il mantenimento del peso aumentando il senso di sazietà, ma svolge un’azione protettiva diretta a livello del colon. Cosa limitare: Sotto la lente d’ingrandimento è finito il junk food (cibo spazzatura e confezionato), ricco di grassi, sale e zuccheri che promuovono l’infiammazione corporea.
Le linee guida consigliano di non superare i 750 grammi di carne rossa a settimana (l’ideale è una volta); attenzione massima invece alle carni processate (salumi, insaccati, würstel), classificate come sicuramente cancerogene dall’IARC e da limitare il più possibile. La dottoressa ha infine smentito l’utilità di integratori miracolosi su internet: non ci sono evidenze scientifiche che riducano il rischio di tumore e possono anzi interferire con le terapie oncologiche.
Tuttavia, come è stato sottolineato durante il convegno, lo stile di vita da solo può non bastare ed è qui che interviene la prevenzione secondaria. Il Dr. Camillo Bertoglio, Direttore dell’Unità di Chirurgia degli Ospedali di Magenta e Abbiategrasso, ha introdotto l’importanza dello screening istituzionale. Aderire correttamente ai programmi regionali riduce del 20% la probabilità di sviluppare il tumore al colon-retto.
Il chirurgo ha sfatato il falso mito secondo cui “se non si hanno casi in famiglia, lo screening non serve”: la familiarità è un fattore di rischio aggiuntivo, ma il controllo è fondamentale per tutta la popolazione sana.
I dettagli pratici dello screening sono stati approfonditi dalla Dr.ssa Pinuccia Sarto, dirigente medico specializzata in gastroenterologia ed endoscopia digestiva. Lo screening è un programma gratuito dedicato a uomini e donne nella fascia d’età tra i 50 e i 74 anni. Il primo passo consiste nel test del sangue occulto nelle feci (emocult), un esame di laboratorio semplicissimo e non invasivo volto a individuare tracce ematiche non visibili a occhio nudo. In caso di positività il sistema di screening contatta direttamente il cittadino per fissare un colloquio e pianificare una colonscopia in tempi brevi, senza passare dalle lunghe liste d’attesa ordinarie.
Rispondendo a un dubbio della platea sulla possibilità di falsi positivi, la dottoressa ha chiarito che in caso di esito positivo si procede subito alla colonscopia. Questo perché alcuni polipi (lesioni precancerose) sanguinano in modo intermittente: ripetere l’emocult rischierebbe di dare un falso negativo, ritardando una diagnosi cruciale.
La preparazione: Rispetto ai 4 litri di beveraggio di trent’anni fa, oggi i preparati per la colonscopia sono ridotti a circa 1 o 2 litri. Una pulizia intestinale adeguata resta fondamentale per permettere allo specialista di scorgere anche le più piccole anomalie della mucosa. Familiarità ed esenzioni: Chi ha una familiarità importante (come emerso da una testimonianza in sala) deve attivarsi precocemente e ha diritto a eseguire la colonscopia con il codice di esenzione D04. Se l’esame risulta negativo, il controllo successivo si effettua dopo 5 anni, sempre in regime di esenzione.
In chiusura, gli esperti hanno lanciato un monito contro l’autodiagnosi digitale: consultare “Dottor Google”, ChatGPT o Gemini per interpretare un sintomo genera spesso due derive pericolose. Da un lato l’ansia ingiustificata davanti alla diagnosi peggiore, dall’altro una rassicurazione fittizia che spinge a sottovalutare i segnali del corpo e a evitare il controllo medico.
Ad arricchire l’incontro, la toccante e incisiva testimonianza diretta di Mauro e la partecipazione attiva di un pubblico attento e coinvolto, che ha stimolato il dibattito con domande e spunti di grande interesse.
La mattinata di Marcallo con Casone si è conclusa con un invito corale alla cittadinanza: rispondere positivamente alla lettera di invito della Regione, perché muoversi in anticipo è l’arma più potente che abbiamo per vincere il tumore al colon-retto.
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