A Palazzo Tursi l’assemblea pubblica “La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella”

Genova. Si è conclusa a Palazzo Tursi, a Genova, l’assemblea pubblica “La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella”, promossa oggi pomeriggio da Nessuno tocchi Caino in collaborazione con il Movimento Italiano Diritti Detenuti, la Camera Penale Regionale Ligure “Ernesto Monteverde” e con il patrocinio del Comune di Genova e del Garante regionale ligure e comunale di Genova dei diritti delle persone private della libertà.
L’incontro ha concluso un ciclo di visite nelle carceri liguri di Genova Marassi, Genova Pontedecimo e Imperia, nel corso delle quali le delegazioni partecipanti – insieme agli organizzatori, a rappresentanti del Consiglio regionale della Liguria e del Consiglio comunale di Genova – hanno incontrato la comunità penitenziaria e verificato le condizioni di vita e di lavoro all’interno degli istituti.
L’assemblea, introdotta e moderata dalla Presidente della Camera Penale Regionale Ligure Fabiana Cilio e dal Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia, ha rappresentato un momento di confronto pubblico sulle condizioni del sistema penitenziario, sulla tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute e sul ruolo delle istituzioni, dell’avvocatura, della società civile e del mondo del volontariato nella costruzione di un nuovo orizzonte per gli istituti penitenziari.
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri: Rita Bernardini, Presidente di Nessuno tocchi Caino; Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e componente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura; Giulia Troncatti, Presidente del Movimento Italiano Diritti Detenuti; Brando Benifei, Eurodeputato PD; Alberto Pandolfo, Deputato PD; Doriano Saracino, Garante regionale ligure dei diritti delle persone private della libertà; Marco Cafiero, Garante comunale di Genova dei diritti delle persone private della libertà; Cristina Lodi, Assessora al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età e Disabilità del Comune di Genova; Marco Bosio, Presidente della Camera Penale Imperia-Sanremo “Roberto Moroni”; Simone D’Angelo, Consigliere regionale della Liguria; e Francesca Ghio, Consigliera comunale di Genova.
Sono intervenuti inoltre Domenico Chionetti, Presidente e portavoce della Comunità San Benedetto al Porto di Genova; Marco De Benedictis, avvocato e tesoriere della Camera Penale Regionale Ligure; Margherita Mereto, responsabile Sport e Politica Estera PD Liguria; Ruggero Navarra, avvocato penalista e membro del Direttivo della Camera Penale Regionale Ligure; Emanuele Olcese, avvocato e membro del Direttivo della Camera Penale Regionale Ligure; Stefano Petrella, membro del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino; Nicola Scodnik, avvocato e segretario della Camera Penale Regionale Ligure; e Serena Stagnaro, avvocata e membro del Direttivo della Camera Penale Regionale Ligure.
L’iniziativa si è svolta in un anno particolarmente simbolico, quello del decennale della scomparsa di Marco Pannella, avvenuta il 19 maggio 2016. “Il carcere secondo Pannella” è il luogo in cui vive e soffre la comunità penitenziaria dei detenuti e dei “detenenti”, come amava dire lui: una parte per il tutto della società, dalla quale Pannella ammoniva a non distrarsi mai, neppure per un attimo.
Dal confronto è emersa l’urgenza di riportare il carcere al centro dell’agenda pubblica e istituzionale, a partire dalle condizioni di sovraffollamento e dalla necessità di garantire dignità, salute, lavoro, relazioni affettive e percorsi reali di reinserimento sociale. Un impegno tanto più necessario oggi, con oltre 64.000 persone detenute in istituti che potrebbero accoglierne poco più di 46.000, in condizioni già giudicate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo incompatibili con la dignità umana.
L’assemblea di Palazzo Tursi ha così rinnovato l’impegno comune per una giustizia capace di guardare alla persona e ai principi della responsabilità e della speranza, raccogliendo l’eredità politica e civile di Marco Pannella e rilanciando la necessità di una riforma profonda del sistema penitenziario italiano.
“Nessuno tocchi Caino continua a seguire l’indicazione che Marco Pannella ha dato fino all’ultimo istante della sua vita: “mai distrarsi un attimo dal carcere!” Perché distrarsi dal carcere significa perdere di vista la giustizia e perdere di vista la giustizia significa mettere in pericolo mortale lo Stato di Diritto” hanno dichiarato Sergio D’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti. “Impegnati come siamo nell’opera laica di misericordia corporale del “Visitare i carcerati”, coltiviamo la visione non di un diritto penale migliore ma di qualche cosa di meglio del diritto penale, non di un carcere migliore ma di qualche cosa di meglio del carcere“.
“Questi tre giorni di visite negli istituti penitenziari liguri e il confronto di oggi confermano quanto sia necessario che la società civile incontri il mondo penitenziario e le persone che lo attraversano. Deve essere promossa una cultura dell’incontro che renda le carceri sempre più “pensabili” e pensabili come comunità viva e porosa alla società esterna, fatta di persone, relazioni, fragilità e possibilità di riscatto” – ha dichiarato Giulia Troncatti, Presidente del Movimento Italiano Diritti Detenuti – “Con il Movimento Italiano Diritti Detenuti vogliamo contribuire ad attivare un modo nuovo di avvicinare la società civile alla realtà penitenziaria, rendendo pensabile e visibile ciò che troppo spesso resta ignorato e aprendo percorsi concreti di formazione, lavoro e reinserimento. La dignità delle persone detenute e di chi opera negli istituti penitenziari riguarda il nucleo della vita democratica dell’intero Paese“.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)