A Pollenzo l’eredità di Carlo Petrini diventa un progetto di ricerca
Milano, 8 ott. (askanews) – L’eredità di Carlo Petrini entra nel campo della ricerca accademica. È da qui che è nato il progetto presentato a Pollenzo dal presidente e rettore dell’Università di scienze gastronomiche Nicola Perullo “La gastronomia come pensiero. L’eredità di Carlo Petrini”, un’opera editoriale che ricostruisce il percorso intellettuale e culturale del fondatore dell’Ateneo.
Il lavoro di ricerca nasce all’interno di una delle cinque nuove aree strategiche individuate da Unisg per il proprio sviluppo: il cibo come patrimonio culturale, memoria, tradizioni e savoir-faire. Un ambito che coincide con una delle matrici originarie dell’Università e che oggi viene rilanciato come vero e proprio campo di ricerca interdisciplinare.
Il volume ricostruisce quasi ottant’anni di storia personale e culturale, mettendo in relazione biografia, territorio, gastronomia, politica, biodiversità, trasformazioni sociali e nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche. La struttura segue dieci fasi della sua vicenda, dalle radici familiari e dal rapporto con il territorio fino agli ultimi anni, passando attraverso la nascita di Slow Food, le battaglie per la tutela delle tradizioni e della biodiversità, i grandi incontri internazionali e la fondazione di Pollenzo. Una narrazione cronologica che diventa anche una chiave di lettura dell’evoluzione del pensiero gastronomico contemporaneo.
In questa ricostruzione si integrano oltre 20 contributi inediti di personalità italiane e internazionali che hanno condiviso esperienze, idee e percorsi con Petrini. Le loro voci compongono un ritratto plurale, capace di restituire l’ampiezza di un’esperienza che ha attraversato gastronomia, cultura, ambiente, politica, educazione e riflessione sul futuro del pianeta.
Il volume sarà fuori commercio e collegato a una campagna di sostegno alla ricerca. L’iniziativa prevede infatti una campagna di donazione a favore dell’area di ricerca sul patrimonio culturale, destinata a sostenere ulteriori attività su memoria gastronomica, tradizioni, patrimoni immateriali, pratiche e saperi legati al cibo.
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