A Varese si consolida il progetto NAI per studenti stranieri: festa al Teatro di Varese per il “Diploma Day”

Un modello di inclusione scolastica che da sedici anni accompagna bambini e ragazzi stranieri appena arrivati in Italia nel loro ingresso nelle scuole varesine. È il progetto NAI – Neo Arrivati in Italia, nato nel 2010 dalla coprogettazione tra il Comune di Varese e l’Ufficio scolastico territoriale, oggi diventato un punto di riferimento cittadino per l’accoglienza e l’integrazione linguistica e scolastica degli studenti stranieri.
Il progetto ha sede centrale alla scuola primaria Parini e si rivolge ai bambini e ai ragazzi che arrivano in Italia senza conoscere la lingua italiana. Un’offerta unica nel panorama italiano perché completa il percorso di accoglienza e integrazione degli studenti stranieri che arrivano in città con qualsiasi preparazione scolastica. Dopo l’iscrizione nelle scuole della città, gli studenti trascorrono un periodo al Centro NAI, dove seguono percorsi personalizzati di alfabetizzazione e accompagnamento all’inserimento scolastico.
Per la scuola primaria il servizio è seguito da educatrici del Comune di Varese, mentre per la secondaria di primo grado operano docenti dell’Ufficio scolastico territoriale. Negli anni il progetto si è ampliato con la nascita, nel 2022, del NAI Plus, dedicato agli studenti delle scuole superiori e ospitato all’ISIS Newton. In 16 anni circa 1000 bambini hanno frequentato le sue classi.
«Siamo molto orgogliosi di questo progetto – ha spiegato la dirigente del comprensivo Anna Frank Chiara Galazzetti – perché soggetti diversi, avendo un obiettivo comune, riescono a generare qualcosa di molto prezioso». Da quest’anno, inoltre, il progetto si è aperto anche alle mamme dei bambini accolti al centro, con corsi di italiano bisettimanali pensati per favorire l’integrazione nella vita quotidiana e nel rapporto con scuola, sanità e servizi.
Il NAI Plus contro la dispersione scolastica
Il NAI Plus è stato attivato nel 2022 grazie alla collaborazione tra ISIS Newton, Ufficio scolastico territoriale e la responsabile del Centro NAI Cinzia Milan. L’obiettivo era dare una risposta ai ragazzi tra i 14 e i 16 anni appena arrivati in Italia, spesso a rischio dispersione scolastica.
«Abbiamo individuato una criticità importante – ha spiegato il dirigente scolastico Daniele Marzagalli –: mancava una struttura adeguata per accompagnare questi ragazzi verso la scuola superiore». Oggi il centro accoglie circa cinquanta studenti ogni anno provenienti da numerosi Paesi del mondo, offrendo corsi intensivi di lingua italiana e un accompagnamento verso l’inserimento nelle scuole superiori della rete cittadina.
Il progetto coinvolge infatti diversi istituti di Varese: oltre al Newton partecipano l’Einaudi, il Daverio-Casula-Nervi, l’ITET Varese, il liceo Manzoni e altre scuole superiori della città.
Il modello educativo
Un metodo educativo basato sull’accoglienza, sull’esperienza diretta e sulla personalizzazione dei percorsi. A raccontarlo è Cinzia Milan, storica referente del Centro NAI, che da sedici anni accompagna bambini e ragazzi neoarrivati nel loro inserimento scolastico e sociale.
«Sono ragazzi che hanno bisogno di essere accolti, ascoltati e messi nelle condizioni di esprimersi – ha spiegato –. Quando arrivano spesso non riescono a comunicare i loro bisogni e il nostro compito è cogliere le loro potenzialità e costruire un percorso su misura».
Il lavoro educativo del Centro NAI si sviluppa attraverso attività laboratoriali e pratiche, pensate per valorizzare le diverse competenze e intelligenze dei ragazzi. «Tutto il percorso di apprendimento viene costruito attraverso esperienze concrete, dalla conoscenza del territorio alle attività creative – racconta Milan – perché ogni studente deve avere la possibilità di trovare il proprio modo di comunicare e sentirsi parte del gruppo».
Fondamentale anche il rapporto con le classi di inserimento e con gli insegnanti delle scuole cittadine. «Per i ragazzi della secondaria il percorso viene progettato fin da subito insieme ai docenti della classe – spiega –. I compagni li aspettano, gli insegnanti preparano attività condivise e tutto si basa su una forte corresponsabilità educativa».
“Un’eccellenza per il Comune di Varese”
A sottolineare il valore educativo e sociale del progetto è stata anche l’assessora ai Servizi educativi Rossella Di Maggio, che ha definito il Centro NAI «un’eccellenza per il nostro Comune».
«Il punto di forza di questo progetto – ha spiegato – è la collaborazione assoluta fra le educatrici messe a disposizione dal Comune e i cinque istituti comprensivi della città». A Varese gli studenti stranieri iscritti sono circa 1.100 su un totale di 4.500 alunni.
L’assessora ha evidenziato come il lavoro svolto dal Centro sia altamente personalizzato: «Ogni bambino ha una storia diversa, una lingua diversa, esperienze diverse. Le educatrici lavorano sugli aspetti quotidiani della vita, perché l’obiettivo è imparare la lingua per comunicare e costruire relazioni».
Un modello che ha attirato anche l’attenzione accademica: una studentessa dell’Università Bicocca ha recentemente dedicato al Centro NAI una tesi sull’insegnamento dell’italiano L2 ai bambini neoarrivati.
Il 12 maggio il “Diploma Day” al Teatro di Varese
Il momento simbolico dell’anno sarà il “Diploma Day”, in programma lunedì 12 maggio al Teatro di Varese in piazza Repubblica. Una grande festa che coinvolgerà circa 1.200 studenti, famiglie, insegnanti e istituzioni.
Durante la giornata verranno consegnati gli attestati agli studenti del progetto NAI e NAI Plus, in un evento che unirà musica, spettacolo e testimonianze, condotto dal giornalista Luca Broggini. Attesa anche la partecipazione di importanti autorità istituzionali, tra cui il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Lucia Lo Palo.
«Non è solo una celebrazione – ha spiegato Cinzia Milan, storica referente del Centro NAI – ma parte integrante del metodo educativo. I ragazzi vengono coinvolti in attività laboratoriali, musicali e performative che li aiutano a esprimersi e sentirsi parte della comunità».
Il direttore artistico dell’evento Andrea Pillon ha anticipato la presenza di orchestre scolastiche, cori e gruppi musicali delle scuole cittadine, insieme alla Gorilla Groove Band e alla cantante Francesca Falbo. «Sarà una grande festa collettiva – ha spiegato – pensata per far vivere ai ragazzi un’esperienza autentica di partecipazione e inclusione».
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