AbbVie come punto di riferimento nel trattamento delle malattie del sangue

Maggio 18, 2026 - 15:17
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AbbVie come punto di riferimento nel trattamento delle malattie del sangue

di Andrea Sermonti

L’avanzamento della ricerca scientifica, l’introduzione di terapie mirate e immunoterapie innovative e la crescente disponibilità di dati clinici hanno profondamente modificato negli ultimi anni il modo in cui le malattie del sangue vengono diagnosticate e trattate.

In questo contesto AbbVie lancia la sesta edizione di BeClose, appuntamento dedicato alla comunità ematologica che nasce con l’obiettivo di supportare questa evoluzione in ematologia, favorire il confronto tra specialisti e la condivisione delle conoscenze come leve fondamentali per migliorare la pratica clinica. Al centro di questa edizione un nuovo concept: ‘The Hemaverse’, una rappresentazione dell’ematologia contemporanea come ecosistema dinamico in cui esperienza clinica, dati ed evidenze scientifiche, strumenti digitali e modelli predittivi convergono per supportare decisioni terapeutiche sempre più personalizzate. L’evento ha visto riuniti per due giorni a Roma oltre 250 ematologi.

Nel campo delle leucemie, abbiamo assistito a un cambio di paradigma terapeutico. In particolare, nella leucemia linfatica cronica, la forma più diffusa nel mondo occidentale, si è superata la chemioterapia con l’evoluzione di trattamenti mirati spesso orali, che hanno ridefinito gli standard di cura. Più di recente abbiamo assistito all’affermazione della terapia a durata fissa come alternativa alla terapia continuativa. Oggi siamo in una fase in cui possiamo davvero parlare di medicina personalizzata nella leucemia linfatica cronica: la disponibilità di combinazioni efficaci sia in prima che in seconda linea ci consente di scegliere il trattamento più appropriato in base alle caratteristiche della malattia, alle comorbidità e agli obiettivi di vita del paziente.

Anche nel campo dei linfomi, negli ultimi anni, c’è stata una trasformazione dovuta alla disponibilità di nuove soluzioni che hanno cambiato radicalmente lo scenario.

Pierluigi Zinzani, direttore dell’Istituto di ematologia ‘Lorenzo e Ariosto Seragnoli’ dell’Università degli Studi di Bologna

“L’innovazione terapeutica non è un’opzione, ma una necessità – sostiene il professor Pierluigi Zinzani, direttore dell’Istituto di ematologia ‘Lorenzo e Ariosto Seragnoli’ dell’Università degli Studi di Bologna – Nei linfomi non-Hodgkin, una delle patologie ematologiche più diffuse nell’adulto accanto alle terapie CAR-T, l’introduzione degli anticorpi bispecifici segna una svolta, perché, grazie all’innovativo meccanismo d’azione di ponte tra le cellule T e le cellule tumorali, rappresentano un’opzione terapeutica efficace, con un buon profilo di sicurezza e prontamente disponibile. Epcoritamab è ad oggi l’unico anticorpo bispecifico sottocute che può essere utilizzato sia per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) e linfoma follicolare (FL) recidivati refrattari dopo almeno 2 linee di trattamento, e ha un panorama di sviluppo clinico in combinazione con immunomodulanti e immunoconiugati in linee precoci di trattamento, setting dove si sta puntando come sfide future di aumento dei tassi di cura. L’ematologia italiana a livello mondiale è sicuramente all’avanguardia allo stesso livello di quello che sono Francia e Germania”.

“AbbVie è da tempo un punto di riferimento per la cura dei tumori del sangue – commenta l’ingegner Fabrizio Greco, general manager di Abbvie Italia – Questo impegno nella strategia dell’azienda oggi si sviluppa in tre aree specifiche: immunologia, neuroscienze e oncologia. In particolare, nell’area onco-ematologica abbiamo una presenza molto forte con le terapie attuali ma già da tempo stiamo investendo molto in questo settore. Il focus della ricerca è ora nell’area del mieloma multiplo dove c’è un maggiore bisogno di cura e di nuove soluzioni per i pazienti. L’impegno dell’industria farmaceutica in generale, non soltanto quello della nostra azienda, è sicuramente quello di sviluppare soluzioni e innovazioni tecnologiche lì dove c’è più bisogno di salute.

Il progetto BeClose – The Hemaverse nasce per favorire il confronto e perché crediamo che la collaborazione e lo scambio di prospettive e di conoscenze siano fondamentali. Questo progetto è alla base di una moderna strategia dove la scienza sta diventando sempre più articolata e orientata nel trovare soluzioni, grazie alla tecnologia che con i dati dell’intelligenza artificiale amplia ulteriormente le possibilità di sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche”.

L’articolo AbbVie come punto di riferimento nel trattamento delle malattie del sangue è tratto da Forbes Italia.

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