Acampora e l’isola del tesoro: la blue economy vale 224,9 miliardi

09 Luglio 2026 - 09:42
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Acampora e l’isola del tesoro: la blue economy vale 224,9 miliardi

Mare da amare. Il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2026 presentato al Mimit dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare e Centro Studi Tagliacarne snocciola numeri da isola del tesoro: con 253.599 imprese e 1.133.949 di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro pari all’11,4% del PIL nazionale.

Blue Economy, un settore che continua a crescere

Acampora e l’isola del tesoro: la blue economy vale 224,9 miliardi

Rispetto all’ultima rilevazione effettuata, la Blue economy continua a crescere: per ogni euro speso nei settori legati alla filiera mare se ne attivano 1,8 nel resto dell’economia. Scendendo nello specifico, la resa è data da ittica cantieristica, servizi di alloggio e ristorazione, attività sportive e ricreative, industria delle estrazioni marine, movimentazione di merci e passeggeri via mare, ricerca, regolamentazione e tutela ambientale. All’evento di presentazione, aperto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è intervenuto il Presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora: “L’Economia del mare italiana continua a crescere, consegniamo al Paese il principale  strumento di conoscenza e analisi di uno dei settori più strategici per la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dell’Italia”.

Acampora (Assonautica): “L’economia del mare non è solo somma di filiere”

Acampora ha sottolineato l’importanza della Economia del Mare non solo come somma di filiere, sebbene i risultati siano lusinghieri. Per inseguire l’eccellenza, occorre un sistema economico integrato: “Abbiamo lavorato in questi anni per far capire che l’economia del mare non è semplicemente una sommatoria di filiere, bensì è un sistema economico integrato che dà valore e sviluppo alla nazione, produce posti di lavoro e voglia di impresa, soprattutto fra i giovani”. In questa ottica, meritano particolare attenzione zone storicamente depresse che possono trovare proprio nel mare la rotta giusta per ritornare prepotentemente a galla. Acampora conferma: “Le aziende del sud galoppano a velocità straordinaria”.

La spinta del Mimit, Urso: “Blue Economy non è più un settore di nicchia”

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Da non sottovalutare anche l’incidenza del Piano Mare. Progetto tanto voluto dal governo quanto apprezzato dallo stesso Acampora. La spinta del Mimit è sottolineata dal ministro Adolfo Urso: “I risultati di questo Rapporto confermano la competitività italiana. Il mare deve tornare al centro della nostra agenda perché in un contesto geopolitico in continua evoluzione l’Italia occupa una posizione importante, che può diventare presto strategica per il Mediterraneo e per l’Europa. Questo governo ha sempre ritenuto il mare una risorsa di sviluppo centrale per il sistema Paese ed è nostro obiettivo rafforzare la leadership economica in questo settore che da tempo non è più da considerare come una nicchia, perché si è trasformato in una leva industriale e occupazionale”.

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