Acque reflue all’Europarlamento, sull’Epr ha vinto (per ora) l’industria farmaceutica e cosmetica

19 Giugno 2026 - 16:33
0
Acque reflue all’Europarlamento, sull’Epr ha vinto (per ora) l’industria farmaceutica e cosmetica

Un voto del Parlamento europeo atteso e per molti mesi rinviato. Un braccio di ferro che dura dalle fasi iniziali di definizione della direttiva Acque reflue si è concluso ieri con l’approvazione di una risoluzione che di fatto “congela” una parte della Direttiva. 294 voti favorevoli, 254 contrari e 28 astensioni, Parlamento di Strasburgo spaccato. Un voto che ha messo assieme gruppi di destra e Partito popolare, mentre il Governo italiano è stato particolarmente attivo per arrivare al blocco.

Ma cosa è successo? Il Parlamento europeo ha approvato ieri una mozione di risoluzione sulla Direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane (Uwwtd) che chiede la sospensione immediata (stop the clock) del regime di Responsabilità estesa del produttore (Epr) e dell’obbligo di trattamento quaternario per la rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue urbane. La formula prevede la realizzazione entro il 2026 di una valutazione d’impatto indipendente col coinvolgimento del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). Evidentemente l’assessment report prodotto a suo tempo dal centro di ricerca istituzionale dell’Unione, il Jrc è stato considerato “di parte”.

La risoluzione approvata evidenziava la neccessità di approfondire gli effetti che l’attuale impianto della direttiva potrebbe avere sulla disponibilità, l’accessibilità economica e la continuità delle forniture di medicinali nell’Unione europea, prima della sua piena attuazione. In sostanza se l’industria farmaceutica avesse dovuto coprire i costi dei trattamenti quaternari (stimati da Jrc in 1,4-1,8 miliardi di euro annui a regime, quindi fra 20 anni) i costi dei medicinali (specie i generici) sarebbero aumentati tanto da mettere a rischio l’accesso da parte della popolazione. Una valutazione assurda. Primo perché la cifra indicata dal Jrc avrebbe inciso per lo zero virgola sui fatturati delle industrie. Secondo perché la misura serve a prevenire gli effetti sanitari dei microinquinanti nell’ambiente e non farlo farà aumentare le spese sanitarie. Terzo: i cosmetici che c’entrano con questo ragionamento?

Ma la decisione del Parlamento arriva dopo l’appello lanciato dal Consiglio Epsco (l’organismo europeo che si occupa di occupazione, politica sociale, salute e consumatori) nel quale 17 Stati membri avevano chiesto alla Commissione europea di acquisire nuove evidenze sull’impatto della direttiva in merito all’accesso e disponibilità dei medicinali prima di procedere alla sua attuazione. Un segnale politico chiaro che evidenzia la crescente preoccupazione delle autorità sanitarie europee per le possibili conseguenze del sistema Epr sulla continuità delle cure e sulla sicurezza delle forniture farmaceutiche.

Cosa succede adesso? In realtà l’approvazione della Risoluzione non modifica la Direttiva, il cui testo rimane quello attuale: gli Stati membri devono recepirla entro luglio del 2027 e il sistema Epr deve entrare in vigore a fine 2028. Ma il Parlamento ha chiesto alla Commissione una nuova valutazione d’impatto da fare entro la fine di quest’anno, quindi in sei mesi. Sulla base delle nuove risultanze si valuterà la conferma o la riscrittura della parte della Direttiva che introduce trattamenti quaternari ed Epr.

Ma il segnale è chiaro. La maggioranza “Giorgia” porta a casa un altro risultato di rallentamento o blocco delle politiche green europee, e le lobby industriali hanno fatto sentire tutto il loro peso. Incredibile che una sacrosanta misura di tutela della salute sia stata messa in crisi proprio dai ministeri della Sanità di molti Paesi, e che l’argomento usato per lo stop sia proprio la tutela della salute.

Tutte le associazioni dei gestori idrici e dei regolatori avevano sostenuto il mantenimento della Direttiva. Wareg, l’Associazione dei regolatori idrici europei, aveva fatto pervenire al Parlamento europeo una posizione comune di tutti i suoi membri – approvata nella Assemblea generale di Budapest del 17/18 giugno, assemblea che aveva proprio discusso un report sull’Epr nel settore idrico redatto dal Centro di ricerche italiano Ref. Eureau (la principale a dei gestori) ha emesso un comunicato di commento molto duro dopo il voto. La battaglia è persa, la guerra forse ancora no.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User