Acquisti sotto soglia nella PA: la Corte dei Conti chiarisce che le PAD certificate sono una legittima alternativa al MePA
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La recente deliberazione n. SCCLEG/7/2026 della Corte dei Conti fa chiarezza su un tema che genera ancora dubbi in molte Pubbliche Amministrazioni: le PAD certificate AgID possono sostituire il MePA per gli acquisti tra 5.000 euro e la soglia europea, senza che questo costituisca una violazione degli obblighi di legge. Ecco cosa devono sapere le Stazioni Appaltanti.
La norma che impone alle Pubbliche Amministrazioni di ricorrere al MePA per gli acquisti tra 5.000 euro e la soglia europea ha ormai vent’anni. L’art. 1, comma 450, della Legge 296/2006 è stato scritto quando il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione di Consip era l’unico strumento digitale disponibile per gli acquisti pubblici sotto soglia, e da allora non è mai stata formalmente abrogata.
Il risultato è che molte Stazioni Appaltanti, pur avendo adottato una PAD certificata AgID, continuavano a interrogarsi sulla sua equivalenza giuridica rispetto al MePA.
Con la deliberazione n. SCCLEG/7/2026 del 9 aprile 2026, la Sezione centrale del controllo di legittimità della Corte dei Conti risponde a questa domanda: le PAD certificate ai sensi dell’art. 25 del D.Lgs. 36/2023 sono uno strumento autonomo e pienamente sostitutivo del MePA per gli acquisti tra 5.000 euro e la soglia di rilevanza europea.
Acquisti sotto soglia e PAD certificate: il parere della Corte dei Conti
Il parere nasce da una richiesta di chiarimento dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che chiedeva se le PAD certificate potessero essere considerate equivalenti al MePA ai fini dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 1, comma 450, della Legge 296/2006.
La Corte dei Conti risponde in modo netto:
“La possibilità di provvedere agli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a cinquemila euro e al di sotto della soglia di rilievo eurounitario attraverso le piattaforme certificate, di cui all’articolo 25 del decreto legislativo n. 36 del 2023, in alternativa al MEPA, non contraddice, né contrasta con l’articolo 1, comma 450, della legge n. 296 del 2006, ma risponde alla sua stessa logica di fondo e si presenta conforme al fondamentale criterio di interpretazione oggettivo-sistematica della «intenzione del legislatore».”
Come sottolinea il Dott. Giovanni Salutari, esperto di e-Procurement e contratti pubblici e Consulente senior presso DigitalPA: “Si tratta di un parere atteso da tempo nel settore. La Corte dei Conti non si limita a risolvere un dubbio interpretativo, ma afferma con chiarezza che la digitalizzazione dei contratti pubblici è il principio guida con cui leggere l’intera disciplina degli acquisti sotto soglia. Le PAD certificate non sono un’alternativa secondaria al MePA: sono lo strumento che il legislatore del 2023 ha scelto come cardine del nuovo sistema di e-procurement pubblico. Le Stazioni Appaltanti che le utilizzano operano in piena conformità con l’ordinamento, e oggi con una certezza giuridica molto più solida.”
Un giudizio che trova conferma nelle stesse parole della Corte:
“La digitalizzazione dei contratti pubblici – e gli obiettivi di maggiore trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa in tale settore – rappresenta il filo che porta l’elettricità necessaria a illuminare il fondamento della disciplina.”
Quando il MePA non è l’unica strada: a quali Stazioni Appaltanti si applica il parere
Il perimetro di applicazione del parere è definito dal secondo periodo dell’art. 1, comma 450, della Legge 296/2006, che riguarda tutte le Amministrazioni Pubbliche diverse da quelle statali centrali e periferiche. Rientrano in questa categoria Comuni, Province, Regioni, Enti pubblici non economici di rilevanza nazionale e Autorità di Sistema Portuale.
Per questi Enti, una PAD certificata AgID assolve pienamente l’obbligo di approvvigionamento digitale per gli acquisti tra 5.000 euro e la soglia europea. Il ricorso al MePA rimane invece l’unica strada percorribile per le Amministrazioni statali centrali e periferiche, gli istituti scolastici, le istituzioni universitarie, gli enti previdenziali e le agenzie fiscali.
Vale la pena precisare che il parere si esprime esclusivamente sulla scelta dello strumento di negoziazione: gli obblighi di adesione alle convenzioni Consip o alle centrali di committenza regionali, dove applicabili, ai fini del contenimento della spesa restano del tutto invariati.
PAD certificate e MePA: dal parere MIT 2025 alla certezza giuridica della Corte dei Conti
Non è la prima volta che il tema viene affrontato in sede istituzionale. Con il parere n. 3218 del 30 gennaio 2025, il Supporto Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva già aperto la strada all’utilizzo delle PAD certificate in alternativa al MePA, subordinandolo alla conformità della piattaforma ai requisiti AgID. Un orientamento condivisibile, ma che non aveva del tutto fugato i dubbi sul piano della certezza giuridica.
La deliberazione della Corte dei Conti si colloca su un piano diverso. In quanto organo costituzionale di controllo, la Corte esercita una funzione consultiva, prevista dalla Legge n. 1 del 2026, che offre ai RUP un riferimento giuridico di maggiore peso istituzionale rispetto a un parere ministeriale. La differenza tuttavia non è soltanto di fonte: mentre il parere MIT lasciava intendere un’alternatività possibile, la Corte dei Conti la afferma come pienamente legittima e autonoma.
Il ragionamento seguito è quello dell’interpretazione evolutiva: una norma del 2006 non può essere letta come se il D.Lgs. 36/2023 non esistesse. L’ecosistema nazionale di e-procurement costruito dal nuovo Codice, con le PAD certificate AgID al centro, condivide la stessa logica di fondo della disposizione del 2006: garantire trasparenza, tracciabilità ed efficienza negli acquisti pubblici.
Acquisti Telematici: la suite certificata DigitalPA che semplifica l’e-Procurement pubblico
Acquisti Telematici è la suite software per la gestione a 360° dei contratti pubblici sviluppata da DigitalPA, certificata AgID e pienamente interoperabile con gli strumenti della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici di ANAC, dal Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico alle piattaforme per la pubblicità legale degli appalti.
I numeri parlano da soli: oltre 1.000 Stazioni Appaltanti, centinaia di migliaia di procedure gestite, più di 40 miliardi di euro di transato. A questi si aggiungono più di 50.000 ore di supporto nella gestione delle gare, oltre 650 bandi e allegati predisposti e verificati, e più di 5.000 servizi di supporto alle verifiche dei requisiti degli operatori economici ai sensi degli artt. 94-95 del Codice.
Le Amministrazioni che scelgono Acquisti Telematici trovano nella piattaforma non solo uno strumento conforme, ma un partner consolidato nella gestione quotidiana degli appalti pubblici.
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