Aeroporto di Genova, la mossa dell’Autorità portuale: il nuovo presidente è Matteo Paroli

16 Giugno 2026 - 18:40
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Aeroporto di Genova, la mossa dell’Autorità portuale: il nuovo presidente è Matteo Paroli
matteo paroli

Genova. Colpo di scena per l’Aeroporto di Genova: dopo la mancata conferma di Enrico Musso, l’assemblea dei soci ha nominato presidente Matteo Paroli, che è anche presidente dell’attuale socio di maggioranza al 60%, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale.

La designazione è avvenuta all’unanimità, quindi col voto favorevole dell’altro socio al 40%, la Camera di Commercio di Genova.

Una scelta che sarebbe dettata dalla necessità di traghettare rapidamente la società di gestione verso la privatizzazione con un socio di mestiere, senza però escludere l’ingresso di Comune di Genova e Regione Liguria per garantire un saldo controllo pubblico.

Il nodo principale, su cui gli attuali azionisti non sono ancora concordi, sarebbe anzitutto la valutazione dell’aeroporto: secondo una perizia di PwC commissionata dall’authority si aggirerebbe sui 13-15 milioni di euro, mentre l’economista Alberto Quagli incaricato dalla Camera di commercio avrebbe stimato circa 20 milioni di euro.

L’altro aspetto da chiarire è la concessione: quella attuale è in scadenza nel 2029, ma allo studio c’era la possibilità di un rinnovo anticipato per accelerare l’entrata dei nuovi soci e garantire loro un piano di investimenti a lungo termine. A confermarlo era stato Pierluigi Di Palma, presidente di Enac, a margine di una conferenza stampa a febbraio. In quell’occasione era stato ribadito che la sinergia con le crociere sarebbe rimasta un fattore centrale nella strategia di sviluppo.

Nonostante i risultati positivi ottenuti negli ultimi anni, sia per traffici sia per bilanci, esce di scena il professore genovese di economia dei trasporti Enrico Musso. Una scelta accolta con polemiche da parte del centrosinistra, nonostante Musso si fosse sempre collocato nel campo politico opposto.

Polemiche che non si attenuano con la nomina di Paroli, anzi: “Si scrive l’ennesimo capitolo di una tragedia diventata ormai farsa – accusa il consigliere regionale Simone D’Angelo -. Prima si rimuovono le figure considerate troppo indipendenti, poi il presidente dell’Autorità di sistema portuale finisce per nominare se stesso alla guida dello scalo. D’altronde viene da chiedersi: chi meglio di Paroli avrebbe potuto garantire gli interessi politici di Rixi e Bucci nella delicata fase di privatizzazione e riassetto societario dell’aeroporto?“.

I dubbi del Pd non finiscono qui: “La vicenda pone anche seri interrogativi sul piano della compatibilità degli incarichi rispetto all’articolo 9 del D.Lgs. 39/2013 sulla quale servirà l’immediata verifica degli organi competenti, considerato che l’Autorità di Sistema Portuale esercita funzioni di controllo e indirizzo sulla società aeroportuale. È chiaro che l’auto-nomina di Paroli non è una scelta nell’interesse dell’aeroporto o della città, ma l’ennesima dimostrazione di una destra spregiudicata, che predica merito e competenza salvo poi ricercare fedeltà e obbedienza. Ma Genova merita istituzioni autonome e trasparenti, non questo sgangherato sistema in cui chi dovrebbe vigilare nell’interesse pubblico finisce per nominare se stesso, mettendo le istituzioni al servizio degli interessi politici di Rixi e Bucci”, conclude.

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