Parco delle Mura, Panarello rinuncia all’ampliamento della fabbrica: esulta la Rete dei comitati

Genova. Dopo anni di battaglie che hanno visto fronteggiarsi soprattutto i comitati di ambientalisti e di quartiere, da una parte, e l’azienda Panarello e la ex amministrazione comunale di centrodestra, il gruppo dolciario ha deciso di rinunciare a portare a termine il piano di espansione avviato da tempo nella zona del Parco delle Mura, sul versante bisagnino del Righi.
“Una straordinaria vittoria per la tutela del territorio e della legalità è stata sancita dalla recente sentenza a favore dei ricorrenti, che decreta lo stop definitivo al progetto di ampliamento industriale nell’area dei Forti di Genova”, dicono dalla Rete Genovese dei comitati, che comprende anche il comitato del Parco dei Forti e delle Mura di Genova.
La battaglia legale era stata avviata nel 2021 da Elisabetta Curti ed Erasmo Migliaccio, proprietari confinanti con lo stabilimento di Panarello in via Carso, per contrastare la variante al Puc che avrebbe permesso di ampliare la fabbrica. E, come risulta dalla sentenza del Tar della Liguria che dopo cinque anni si è pronunciato sul ricorso, è stata l’azienda stessa a comunicare la rinuncia all’intervento il 19 novembre 2024 “in considerazione della non sostenibilità sul piano economico delle prescrizioni formulate”. In sostanza gli uffici della Regione Liguria avevano imposto a Panarello di rispettare la distanza di cinque metri dal confine, condizione che avrebbe portato a stravolgere l’intero progetto.
Il passo indietro di Panarello era stato scoperto dai ricorrenti grazie a un accesso agli atti, ma non era mai stato comunicato in attesa della sentenza. Ancora nel 2025 l’azienda dolciaria aveva presentato una nuova richiesta di ampliamento, ma siccome il Piano territoriale di coordinamento paesaggistico (nonostante il parere favorevole della giunta Toti nel 2023) non era stato modificato, il Comune l’aveva archiviata direttamente. Oggi il Tar Liguria dichiara il ricorso improcedibile per “sopravvenuta carenza di interesse“, senza entrare nel merito delle ragioni dei proponenti, e dichiara le spese compensate.
“La vicenda ha origine dalle contestate modifiche agli strumenti urbanistici approvate dalla giunta Bucci – ricordano dai comitati – mirate a trasformare una porzione della zona dei Forti da parco urbano ad area industriale, al fine di agevolare l’espansione della fabbrica. Nel 2021, per contrastare la cementificazione e difendere il polmone verde della città, i residenti si sono uniti nel Comitato del Parco dei Forti e delle Mura di Genova e hanno scelto la via del ricorso legale”.
“Il successo odierno è il risultato diretto degli ostacoli normativi e procedurali sollevati dal Comitato in questi anni di instancabile lavoro sul campo – continua la nota – la Rete Genovese, che ha sostenuto in modo compatto la mobilitazione fin dal primo giorno, esprime profonda soddisfazione per questo traguardo che preserva l’integrità del parco a beneficio di tutta la cittadinanza”.
“Se l’amministrazione Bucci, vista l’evidente impossibilità di ampliare il fabbricato nella zona del Parco, si fosse fatta parte attiva per favorire lo spostamento in un’area industriale logisticamente più idonea, come suggerito da più parti, non si sarebbero persi quasi sei anni con danni sia per gli abitanti della zona, che sono stati costretti a incorrere in spese legali per far valere i propri diritti, sia anche per la società Panarello che ha dovuto rinunciare a una prospettiva di crescita, che per tutta la cittadinanza, in quanto i costi amministrativi e legali per affrontare la questione sono soldi di tutti”, conclude la nota.
“La conclusione della vicenda Panarello conferma che le preoccupazioni espresse per anni dai residenti e da chi difende il Parco dei Forti e delle Mura erano fondate: l’ampliamento dello stabilimento di via Carso, con un aumento del 45% delle superfici in un’area verde di grande valore, non era compatibile con i vincoli del territorio. Le criticità emerse, anche rispetto ai confini e alle distanze previste dal PUC, hanno portato la società a rinunciare al progetto e il Comune ad archiviarlo. Il TAR ha quindi dichiarato improcedibili i ricorsi: l’intervento non si farà”, afferma il capogruppo regionale del M5S, e già consigliere del municipio Centro Est nella precedente amministrazione, Stefano Giordano.
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