Agente morto a Milano, il cordoglio di La Russa che ancora ieri denunciava: divise sotto attacco tra insulti e violenze (video)

«Ho appreso con sincero e profondo dolore della tragica morte di un agente della Polizia locale avvenuta nella notte a Milano durante un inseguimento. Purtroppo, ancora una volta gli uomini in divisa pagano a caro prezzo il proprio senso del dovere e l’impegno al servizio della collettività. Ai familiari e ai colleghi dell’agente Francesco Imprezzabile va il cordoglio mio personale e del Senato della Repubblica». Sono parole cariche di sincera commozione quelle con cui il presidente del Senato Ignazio La Russa ha voluto far giungere il cordoglio suo personale e dell’intera assemblea di Palazzo Madama alla famiglia e ai colleghi di Francesco Imprezzabile, l’agente della polizia locale morto mentre inseguiva in moto un suv pirata alle porte di Linate.
Agente morto a Milano: il cordoglio di La Russa
È un tributo di sangue pesante, l’ennesimo, quello che si consuma sulle strade delle nostre città e che si inserisce drammaticamente in una riflessione più ampia, sollevata dallo stesso La Russa soltanto poche ore prima della tragedia. Un filo conduttore amaro, che unisce il sacrificio silenzioso nel controllo quotidiano del territorio a un clima generale di tensione e vulnerabilità che circonda troppo spesso chi indossa una divisa.
Il dovere, la divisa, la minaccia criminale quotidiana: insulti, minacce, provocazioni
Non a caso, proprio poche ore prima della tragedia di Milano La Russa aveva tracciato in un post sui social, con tanto di video a testimonianza delle parole (che riportiamo di seguito), un perimetro d’allarme ben preciso attorno alle forze dell’ordine, minacciate non solo dai rischi operativi della strada, ma anche da una strisciante ostilità ideologica. «Le Forze dell’ordine operano in contesti molto difficili rispettando regole rigorose», ha dichiarato il numero uno di Palazzo Madama, evidenziando come nemmeno gravi provocazioni autorizzino l’uso della forza, ed esprimendo «sostegno e gratitudine alle ragazze e ai ragazzi in divisa per il servizio svolto quotidianamente a tutela della sicurezza e della legalità».
La sfida dell’ostilità ideologica
Così come, ancora nei mesi scorsi, anche a seguito del gravissimo episodio accaduto durante gli scontri di Torino a una manifestazione del poliziotto preso a colpi di martello, il presidente del Senato aveva rilevato come fosse in corso «una tensione che alcuni tentano di canalizzare nelle piazze creando disordini con l’intenzione di sovvertire le regole democratiche». «Un vero attacco allo Stato», aveva denunciato La Russa, richiamando l’attenzione sui disordini dei cortei e, in particolare, sulla brutale aggressione di Torino: un episodio che ha profondamente scosso la coscienza collettiva.
Agente morto a Milano, da La Russa il dolore e il richiamo a orgoglio e responsabilità
Di più. Perché il nucleo profondo del problema politico e sociale è emerso anche in una delle diverse analisi del numero uno di Palazzo Madama intestata nei mesi a una diffusa sensazione di fragilità istituzionale alimentata dai silenzi o, peggio ancora, dalle asserzioni troppo spesso arrivate dai banchi dell’opposizione e percepita dagli stessi operatori della sicurezza. Eppure, a fronte di ciò, proprio Francesco Imprezzabile ha dimostrato quanto considerasse il proprio lavoro «una vocazione».
Il suo sacrificio, avvenuto nell’adempimento di un dovere quotidiano e rischioso, ricorda al Paese che la sicurezza non è un concetto astratto, ma il risultato del coraggio di giovani donne e uomini disposti a tutto pur di far rispettare le regole della convivenza civile. Così, mentre Milano piange il suo agente e prosegue la caccia all’auto pirata, le parole di La Russa richiamano l’intera collettività a una responsabilità condivisa. Proteggere le nostre forze dell’ordine significa difendere la legalità e l’architettura democratica della nazione. Affinché la dedizione di servitori generosi come Francesco non rimanga un esempio isolato, ma un simbolo di cui andare sempre orgogliosi.
In basso il video dell’ultima vergogna inferta agli agenti postato sui suoi canali social dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
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