AI nelle aziende italiane, il paradosso: tutti la vogliono ma pochi la usano davvero

26 Maggio 2026 - 11:29
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AI nelle aziende italiane, il paradosso: tutti la vogliono ma pochi la usano davvero

Nove aziende italiane su dieci si aspettano che l’AI acceleri la loro crescita nei prossimi 12 mesi, ma quasi sei su dieci la usano ancora in modo basilare, affidandosi soprattutto a chatbot pubblici o a soluzioni già pronte. Il report “Unlocking Italy’s AI Potential”, pubblicato da Amazon Web Services e commissionato a Strand Partners, fotografa un’adozione in aumento dell’AI, ma ancora frenata da competenze insufficienti, budget limitati e complessità normativa.

Circa il 40% delle imprese italiane usa strumenti di AI,
il 33% in più rispetto allo scorso anno. Tra le PMI, la quota è del 38%. I primi benefici sono già visibili: il 66% delle aziende intervistate segnala un aumento della produttività e il 72% dice di aver ridotto i tempi di innovazione negli ultimi due anni. Tra le startup, il dato sale all’88%.

USO ANCORA LIMITATO

La crescita dell’adozione non coincide però con un uso maturo della tecnologia. Il 24% delle aziende ha raggiunto un livello intermedio, integrando l’AI in diverse funzioni aziendali e ottenendo miglioramenti in termini di efficienza e innovazione. Solo il 13% è arrivato alla fase più avanzata, con sistemi AI evoluti, soluzioni personalizzate e utilizzo di AI autonoma o agentica. Il dato sale dall’11% dello scorso anno al 13%, ma resta lontano dalla media europea del 22%. La stessa difficoltà emerge anche sul fronte dei nuovi prodotti e servizi basati sull’AI: le aziende che li lanciano sono scese dal 40% del 2025 al 34% di quest’anno.

Il report segnala anche una pressione crescente sulle startup italiane. Pur essendo tra le realtà più avanti nell’uso di soluzioni AI di nuova generazione, molte incontrano difficoltà nel percorso di crescita. Il 34% valuta la possibilità di lasciare l’Europa per accelerare il proprio sviluppo. Le ragioni principali sono l’accesso a maggiori finanziamenti, indicato dal 52%, una migliore capacità di espansione internazionale, citata dal 48%, e un supporto più forte attraverso incubatori, acceleratori e partnership, segnalato dal 40%.

COMPETENZE E BUDGET

Tra gli ostacoli principali c’è la complessità normativa. Le aziende attive su più mercati devono confrontarsi con regolamenti e processi di conformità che incidono su tempi e costi. Il 34% della spesa tecnologica delle imprese italiane è destinato alla conformità normativa, contro il 30% dello scorso anno. A livello europeo, la quota arriva al 42%.

Il problema è che, dentro molte aziende, mancano ancora persone che sappiano usare davvero questi strumenti. Il 48% delle imprese italiane dice di non avere competenze sufficienti su AI e digitale, mentre il 43% ammette che la preparazione dei dipendenti, su questi temi, è ancora indietro. Solo il 18% ritiene di avere basi solide sull’intelligenza artificiale; il 52%, invece, sa di avere ancora parecchia strada da fare.

Anche i budget restano un limite.
Il 40% delle aziende italiane non ha fondi dedicati all’AI e questo rende più difficile superare la fase dei test o dei primi progetti. Il 26% indica proprio la mancanza di risorse economiche come un ostacolo, anche se l’86% prevede che nei prossimi anni l’intelligenza artificiale peserà sempre di più sulla spesa IT. Da qui il richiamo di AWS a investire con più continuità, soprattutto su formazione digitale e adozione dell’AI. In Italia, il gruppo conferma il programma “Amazon Future Engineer”, con l’obiettivo di formare 200.000 studenti italiani in ambito STEM entro il 2026.


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