AIFA semplifica le cure per la BPCO: il medico di famiglia al centro della presa in carico dei pazienti
Roma, 28 giugno 2026 – La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nuova Nota AIFA 99 rappresenta un passaggio rilevante per la gestione della broncopneumopatia cronica ostruttiva e per il ruolo della Medicina Generale. Con la determina n. 822/2026, AIFA ha aggiornato la Nota 99, recependo le raccomandazioni GOLD sulla terapia inalatoria di mantenimento della BPCO e superando l’obbligo della scheda di valutazione e prescrizione specialistica per le triplici associazioni inalatorie LAMA+LABA+ICS.
Per la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), la decisione va nella direzione auspicata da tempo: semplificare l’accesso alle terapie, valorizzare la competenza prescrittiva del medico di famiglia e rafforzare la presa in carico dei pazienti con BPCO, patologia cronica spesso sottodiagnosticata, ad alto impatto sulla qualità di vita e sul Servizio sanitario nazionale.
“La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nuova Nota 99 è una notizia importante per la Medicina Generale e per i pazienti con BPCO – sottolinea Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG – Prosegue con questo provvedimento il percorso virtuoso avviato da AIFA con la revisione delle Note. Il superamento del vincolo prescrittivo legato al piano terapeutico per la triplice terapia inalatoria non è solo una semplificazione amministrativa: è il riconoscimento di una responsabilità clinica che il Medico di Medicina Generale è chiamato a esercitare pienamente”.
L’importanza dell’integrazione tra MMG e specialista
La BPCO richiede una gestione continuativa, capace di integrare diagnosi, terapia, monitoraggio dei sintomi, prevenzione delle riacutizzazioni, aderenza terapeutica, corretta tecnica inalatoria e interventi sugli stili di vita. La nuova Nota 99 conferma la centralità della diagnosi mediante spirometria e richiama la necessità di considerare sintomi, frequenza delle riacutizzazioni, comorbidità e profilo del paziente nella scelta terapeutica.
“Si apre una stagione nuova nella quale il medico di famiglia può accompagnare la persona con BPCO lungo la storia naturale della malattia: intercettare precocemente i soggetti a rischio, confermare il sospetto diagnostico con la spirometria, impostare e monitorare la terapia, verificare aderenza e tecnica inalatoria, promuovere cessazione del fumo, vaccinazioni e attività fisica – prosegue Alessandro Rossi – Questo non riduce il ruolo dello specialista, ma lo colloca dentro un rapporto più maturo e paritario. Pneumologo e medico di famiglia restano partner indispensabili di una presa in carico integrata, soprattutto nei quadri complessi, nelle forme severe, nelle riacutizzazioni ricorrenti e quando siano necessari approfondimenti di secondo livello”.
La responsabilità della medicina generale
Per SIMG, l’aggiornamento della Nota 99 rappresenta quindi un’opportunità ma anche una responsabilità: rendere più strutturata la gestione della BPCO nelle cure primarie, favorire l’emersione del sommerso diagnostico e garantire trattamenti tempestivi e appropriati.
“È tempo di agire: portare la spirometria nelle cure primarie, cercare attivamente i pazienti non diagnosticati, trattare tempestivamente e provare, con continuità e competenza, a modificare la traiettoria della malattia” conclude Rossi.
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