AIRE e ANPR: perché gli italiani all'estero aspettano ancora anni per essere iscritti?
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Un sistema anagrafico nato nel 1988, una banca dati anagrafica unica operativa dal 2016 e una contraddizione che pesa sui diritti di milioni di cittadini residenti all’estero.
di Francesca Barbanti – Vicepresidente di Natitaliani
Il nodo: l’iscrizione all’AIRE resta in capo ai Comuni, mentre i Consolati potrebbero farlo in tempo reale.
L’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), l’anagrafe istituzionale dello Stato italiano all’estero, in tutto il mondo nasce formalmente il 27 ottobre 1988 con l’approvazione della Legge n. 470, ed è diventata pienamente operativa a partire dal 1990.
I cittadini italiani che si trasferiscono all’estero per vivere e lavorare; i cittadini italiani che nascono e vivono all’estero (compresi tutti i cittadini nati italiani e riconosciuti dai Consolati italiani all’estero) devono essere iscritti all’AIRE tramite una dichiarazione di residenza effettuata al Consolato italiano di riferimento rispetto alla loro residenza all’estero. Il Consolato elabora una scheda anagrafica Modello Cons01 con tutti i dati anagrafici (cognome, nome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, cittadinanza italiana).
Requisiti per la registrazione all’AIRE
I motivi ufficiali previsti per la registrazione all’AIRE sono:
- Espatrio e/o residenza all’estero: trasferimento della dimora abituale per un periodo superiore a 12 mesi consecutivi (da effettuare entro 90 giorni dall’arrivo).
- Nascita all’estero: per i figli di cittadini già iscritti all’AIRE.
- Acquisto della cittadinanza italiana tramite decreto ministeriale: per chi risiede già all’estero e ottiene la cittadinanza.
- Trasferimento da un’AIRE di un altro comune: cambio di residenza estera che comporta il passaggio di competenza tra un consolato e un altro o un diverso comune italiano di riferimento.
- Reiscrizione da irreperibilità: ripristino della posizione anagrafica per cittadini già cancellati ma residenti fuori dall’Italia.
- Variazioni: di indirizzo nella medesima sede consolare; della sede consolare; di stato civile (matrimonio, divorzio, decesso); cancellazione per irreperibilità accertata.
Il ruolo dei Comuni e la banca dati consolare
Il modello Cons01 viene inviato da parte del Consolato al Comune italiano di provenienza dell’italiano emigrato all’estero o a quello di iscrizione AIRE del genitore italiano del minore nato all’estero oppure al Comune italiano scelto per la nuova iscrizione del cittadino residente all’estero.
Da quando è stato istituito l’AIRE, si sono create una banca dati anagrafica consolare (utilizzata e condivisa solo dai Consolati e dal Ministero degli Esteri) e tante banche dati anagrafiche AIRE per ogni Comune italiano che ha i suoi iscritti all’AIRE. Ma di fatto, fino all’avvento di ANPR, esclusivamente i Comuni sono stati deputati a finalizzare l’effettiva iscrizione dei cittadini italiani all’AIRE.
Questo significa che solamente quando il Comune di destinazione lavora il modello Cons01, il cittadino è effettivamente iscritto all’AIRE e potrà esercitare il suo diritto di voto ricevendo il plico per votare o potendo firmare validamente per un’iniziativa referendaria; richiedere il rinnovo del passaporto al Consolato; negli ultimi tempi richiedere la CIE (carta di identità elettronica).
Fast It e ANPR: gli strumenti digitali
Tra la fine del 2018 e durante il 2019 è stato realizzato e reso operativo per tutte le sedi consolari il portale Fast It (Farnesina Servizi Telematici per Italiani all’Estero). La sua funzione è quella di permettere direttamente ai cittadini di richiedere l’iscrizione o il cambio di indirizzo all’AIRE, oltre a visualizzare la propria scheda anagrafica e richiedere il codice fiscale direttamente online, senza recarsi fisicamente in consolato.
L’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, che comprende l’AIRE) è stata istituita giuridicamente nel 2012 (con il decreto-legge n. 179/2012, convertito nella legge n. 221/2012), modificando il Codice dell’Amministrazione Digitale, ma ha visto la sua effettiva nascita operativa e l’avvio del subentro dei primi comuni nel 2016. Nel biennio 2021-2022 viene completata la migrazione della quasi totalità dei comuni italiani e vengono attivati i servizi online per il download gratuito dei certificati e la dichiarazione del cambio di residenza da effettuare in autonomia.
Funzioni principali per i cittadini
- Scaricare certificati online: ottenere gratuitamente o in bollo fino a 15 tipi di certificati anagrafici (es. residenza, stato di famiglia) per sé o per i familiari direttamente dal Portale ANPR con SPID o CIE.
- Autocertificazioni: creare e stampare autocertificazioni precompilate con i propri dati anagrafici.
- Cambio di residenza: richiedere online il cambio di residenza o di dimora da un comune all’altro.
- Verifica e rettifica dati: consultare i propri dati anagrafici e segnalare eventuali errori materiali per richiederne la correzione.
Funzioni per i Comuni e la Pubblica Amministrazione
- Banca dati unica: sostituisce le singole anagrafi comunali per evitare duplicazioni di informazioni e comunicazioni.
- Interoperabilità: consente alla Pubblica Amministrazione e ai gestori di pubblici servizi di accedere in tempo reale ai dati anagrafici certificati.
- Gestione integrata: aiuta i Comuni a svolgere servizi anagrafici, monitorare le attività ed elaborare statistiche demografiche.
La domanda che resta senza risposta
Poiché l’ANPR rende possibile ai singoli cittadini di operare direttamente per il cambio residenza; dato che anche le Pubbliche Amministrazioni hanno la possibilità di intervenire direttamente sulla piattaforma; dato che quasi tutte le sedi consolari hanno accesso oltre che su ANPR anche all’applicativo per il rilascio della CIE, e dato che infine, la dichiarazione AIRE altro non è che una dichiarazione anagrafica di residenza, ci chiediamo per quale motivo dall’istituzione di ANPR nessuno dei suoi ideatori istituzionali abbia accolto le voci provenienti da diversi operatori dei Servizi Demografici dei Comuni relativamente alla possibilità di semplificare l’iscrizione anagrafica degli italiani residenti all’estero, alleggerendo il lavoro dei Comuni e delegando direttamente ai Consolati l’iscrizione all’AIRE dei cittadini italiani residenti all’estero.
L’iscrizione anagrafica all’AIRE effettuata direttamente dai Consolati che ricevono le dichiarazioni anagrafiche renderebbe così effettivi i numeri delle iscrizioni e degli spostamenti dei cittadini italiani all’estero, dando la possibilità ai cittadini, che attendono da anni, di risultare iscritti; di esercitare i loro diritti e doveri e farebbe finalmente coincidere i dati in possesso dei Consolati e del Ministero degli Esteri con quelli del Ministero dell’Interno.
Iscrizione AIRE, il nodo dei carichi di lavoro e della semplificazione
Continuare a mantenere un sistema obsoleto, lento e irrealizzabile per i carichi di lavoro in capo ai Comuni (servizi demografici) sembra quasi una volontà politica di rendere la vita degli italiani all’estero difficile. Soprattutto quando si tratta di esercitare i loro diritti di cittadini. Quasi una scelta deliberata di non attuare le disposizioni di leggi che, in linea con la Costituzione europea, impongono di attuare la semplificazione e l’alleggerimento dell’azione amministrativa in tutti i campi.
Significa anche non utilizzare strumenti su cui sono stati investiti miliardi di euro (soldi dei contribuenti e fondi europei) nel modo più adeguato alla realizzazione dei principi sopra richiamati.
I cittadini devono essere informati su questa contraddizione presente non nei Comuni, ma nei Ministeri dell’Interno e degli Esteri.
Leggi anche: Cittadinanza italiana, svolta della Cassazione: cosa cambia dopo la sentenza delle Sezioni Unite
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