Al Salone Estense di Varese gli studenti riflettono sul peso delle parole

Una mattinata dedicata al valore delle parole, alla loro capacità di creare incontro oppure divisione, coinvolgendo studenti, insegnanti, educatori e testimonianze dal territorio. Si è svolta al Salone Estense di Varese la conferenza “Parole in Movimento”, promossa dall’associazione “I Colori del Mondo” e coordinata dalla professoressa Lella Iannaccone.
L’iniziativa ha coinvolto diverse scuole superiori della città, con interventi, testimonianze e momenti artistici pensati per stimolare nei ragazzi una riflessione sul linguaggio e sulla responsabilità delle parole nella vita quotidiana.
«Questo lavoro parte mesi prima, direttamente nelle classi – ha spiegato la professoressa Iannaccone –. Ogni anno viene proposta una traccia e poi gli insegnanti sviluppano liberamente il percorso. I ragazzi hanno incontrato i missionari comboniani e l’associazione Libera, lavorando soprattutto sulle parole usate nel linguaggio quotidiano e anche in quello mafioso».

L’obiettivo, ha sottolineato la docente, è aiutare gli studenti a riconoscere il peso delle parole: «Ci sono parole che creano incontri, sogni e relazioni, e parole che invece distruggono e trasformano gli altri in avversari. Lo scopo è avere sempre più parole che ci fanno incontrare».
Nel corso della mattinata sono intervenuti, tra gli altri, Stefania Costanzo con una testimonianza personale legata alla resilienza e Filippo Maroni, educatore del progetto “Happiness”, che ha dialogato con gli studenti sul valore delle possibilità e delle relazioni. Ha parlato Maria Rosa Sabella che gestisce il centro il Viandante dove si rivolgono, nelle ore diurne, i senza dimora per trovare un po’ di conforto. Ha chiuso gli interventi il giornalista televisivo Francesco Pierantozzi che ha invitato i ragazzi a riflettere sul lavoro della comunicazione,
A chiudere l’evento è stata la performance degli studenti dell’ISIS Newton, che attraverso un balletto hanno simbolicamente distrutto le parole negative per sostituirle con parole positive.

La professoressa ha ricordato anche il lungo lavoro svolto negli anni sul fronte della sensibilizzazione al volontariato: «Oggi abbiamo meno adesioni rispetto al passato e non esiste più una rete strutturata come anni fa. Ma continuiamo con convinzione, perché questi ragazzi possono dare tantissimo se vengono stimolati nel modo giusto e hanno adulti di riferimento».
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