Algeria, Tebboune: “Economia più forte entro il 2027, auto nazionale nel 2028”
L’Algeria punta a consolidare entro il 2027 un’economia più diversificata, meno dipendente dagli idrocarburi e maggiormente orientata alla produzione nazionale. Lo ha dichiarato il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, intervenendo ieri ad Algeri all’incontro nazionale con gli operatori economici, organizzato dal Consiglio per il rinnovamento economico algerino (Crea). Il capo dello Stato ha illustrato i progressi compiuti negli ultimi anni e i principali obiettivi industriali e agricoli del governo, annunciando nuove misure per favorire gli investimenti e rafforzare la produzione locale. Secondo Tebboune, l’Algeria sta attraversando una trasformazione strutturale, passando da un’economia fortemente amministrata a un modello più aperto al mercato, pur mantenendo il ruolo sociale dello Stato. Il presidente ha sottolineato le differenze rispetto alla situazione precedente al 2019, quando il sistema produttivo nazionale era caratterizzato da una forte dipendenza dalle importazioni e da una limitata integrazione tra i diversi settori. Tebboune ha inoltre definito l’Algeria la terza economia africana, ribadendo l’intenzione di proseguire nel processo di diversificazione.
Tra i risultati rivendicati dal presidente figura la riduzione del valore delle importazioni, passate da circa 62 miliardi di dollari a una cifra compresa tra 40 e 42 miliardi, grazie anche al rafforzamento della produzione nazionale. Tebboune ha precisato che l’obiettivo delle autorità non è impedire l’ingresso di merci dall’estero, ma razionalizzare gli acquisti, privilegiando i beni effettivamente necessari all’economia. Sul fronte energetico, il capo dello Stato ha ricordato che l’Algeria ha già interrotto le importazioni di benzina e cherosene per l’aviazione e punta a eliminare anche quelle di gasolio con l’entrata in funzione della nuova raffineria di Hassi Messaoud, uno dei principali poli petroliferi del Paese.
La diversificazione interessa anche l’industria farmaceutica, che secondo i dati illustrati da Tebboune copre ormai l’84 per cento del fabbisogno nazionale di medicinali, compresi alcuni prodotti destinati ai pazienti diabetici e oncologici. Il contributo dell’industria al prodotto interno lordo è arrivato al 10 per cento, mentre quello dell’agricoltura si attesta al 15 per cento. Proprio nel settore agricolo, il governo punta a raggiungere l’autosufficienza nella produzione di cereali entro la fine del 2027, accompagnando questo obiettivo con investimenti nella produzione nazionale di oli alimentari e zucchero.
Particolare attenzione è stata dedicata all’industria automobilistica. Tebboune ha annunciato che, se i programmi di cooperazione con i partner italiani e tedeschi procederanno secondo i piani, l’Algeria potrebbe arrivare entro la fine del 2028 alla produzione di un’automobile con una quota crescente di componenti nazionali, compresi cambio e pneumatici. L’obiettivo è sviluppare una filiera industriale locale che vada oltre il semplice assemblaggio dei veicoli. Il settore ha già registrato investimenti significativi, tra cui lo stabilimento del gruppo Stellantis a Tafraoui, nella provincia di Orano, dove vengono prodotti veicoli a marchio Fiat.
Per quanto riguarda gli investimenti, il presidente ha indicato la presenza di circa 13 mila progetti considerati concreti, sottolineando i progressi compiuti dopo la revisione del quadro normativo. Tebboune ha inoltre annunciato che il nuovo sportello unico nazionale per gli investimenti diventerà operativo dal primo gennaio 2027, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e facilitare l’accesso degli operatori economici alle opportunità offerte dal mercato algerino. Il presidente ha quindi invitato le imprese a contribuire maggiormente all’aumento delle esportazioni non legate agli idrocarburi e a rafforzare la collaborazione con le istituzioni. Richiamando le recenti oscillazioni dei prezzi dei prodotti alimentari, in particolare di frutta e verdura, ha sollecitato l’accelerazione delle procedure per istituire un organismo incaricato di regolare l’approvvigionamento attraverso lo stoccaggio e l’acquisto delle eccedenze agricole.
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