Alla ricerca dei canoni di bellezza della Grecia Antica nel film Odissea
Possono Circe, potente maga, Calipso, immortale ninfa, la Dea Atena, Elena di Troia, Penelope e la sua serva Melanto, trasformarsi in icone di bellezza contemporanee? Sì, è la risposta e lo hanno già fatto. Il film Odissea (The Odissey) di Christopher Nolan uscirà solo domani 16 luglio nelle sale ma le sue première, in giro per il mondo, hanno già dato un assaggio di cosa sarà la bellezza femminile. Il poema epico di Omero mette al centro protagoniste femminili formidabili e indimenticabili. Sia per la loro storia, il loro carattere e le loro imprese, sia per la loro estetica. Nel 2026, dopo l’uscita del film, si risentirà molto di questa influenza puramente classica. I canoni di bellezza dell’Antica Grecia stanno già influenzando le pettinature delle star coinvolte nella produzione. Da Charlize Theron a Anne Hathaway, da Zendaya a Lupita Nyong’o fino a Mia Goth.
Quali sono i canoni di bellezza dell’Antica Grecia che rivivono nel film Odissea?
La bellezza era un affare serio per i greci dell’Antica Grecia. Spogliata da ogni accezione superficiale, effimera e vanitosa, era espressione nobile della nobiltà dell’animo umano. Espressione del divino, si mostrava ordinata, simmetrica, rispettosa delle proporzioni, armoniosa. Insomma, in un aggettivo, classica. Un concetto ideale che era incarnato dalla dea della bellezza: Afrodite. Elena di Troia rappresentava invece la bellezza terrena.

Anne Hathaway interpreta Penelope nel film The Odissey – Foto IPA
Portava con sé significati più profondi. Per questo, forse, la bellezza classica ha pervaso e ancora continua a pervadere ogni campo del creato. Come un riferimento assoluto di perfezione a cui si tende, senza stancarsi mai. E la bellezza emerge in tutta la sua potenza nel film di Christopher Nolan, The Odissey, nei volti e nei capelli della protagoniste. Donne, regine, ninfe, maghe di grade spessore.
Come si portavano i capelli?
I capelli avevano grande importanza perché erano simbolo di status sociale. Le donne nobili e aristocratiche li portavano lunghi anche se spesso li acconciavano in morbidi chignon raccolti sulla testa. O in trecce che spesso avvolgevano la nuca, come corone. Romantiche e iconiche.

Foto Getty Images
La scriminatura centrale occupa uno spazio di grande rilievo, obbedendo a canoni estetici improntati sul valore indiscusso della simmetria. Spesso fasce o diademi, accessori per capelli, lacci, cerchi metallici facevano parte dell’acconciatura. Sia come elementi decorativi sia come fermagli che tengono in ordine le chiome, spesso folte e mosse e ricce, di natura mediterranea delle donne dell’Antica Grecia.

Zendaya con i capelli lunghissimi da dea e le trecce che avvolgono la testa – Foto Getty Images
Un velo leggero veniva usato per proteggere la testa e i capelli dal sole e dal caldo, come si vedrà fare a Zendaya (la dea Atena) nel film. Piccoli riccioli e boccoli venivano creati ad arte intorno alla testa per incorniciarla. Una moda ripresa poi anche dalle donne romane e dalle acconciature neoclassiche dell’800.
Chissà se i capelli del film Odissea aderiranno schiettamente ai modelli antichi. E faranno uso di nastri e passamanerie che le donne greche si avvolgevano intorno alla nuca e alla circonferenza cranica, poi ripreso ancora in epoca neoclassica per la creazione della pettinatura ampux. Alla greca.
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