Alla ricerca di una vita normale, sospesa tra le pieghe del tempo

06 Ottobre 2026 - 09:55
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Alla ricerca di una vita normale, sospesa tra le pieghe del tempo

Lunedì 26 dicembre e martedì 27 dicembre 2022

(Alba ha 21, 29 e 47 anni, Zach ne ha 22)

ZACH: Guardo Alba uscire dalla stanza con la mia giacca e ho l’impulso di seguirla e riprendermela. Lei non mi preoccupa, però i suoi amici non li conosco. La ragazza sul letto si lamenta nel sonno.

«Va tutto bene, non preoccuparti» dice l’altra Alba. Si alza e chiude la porta senza far rumore. Sono rimasto qui da solo con… con chi, esattamente? È Alba. Ma più grande, più scomposta: ha i capelli sciolti e arruffati, è senza trucco, avvolta in una coperta. A vederci dall’esterno sembrerebbe che ce la stiamo spassando molto più di quanto non stiamo facendo in realtà. Mi offre il thermos; io rifiuto.

«Siediti» mi dice, indicando il letto. Mi siedo accanto ai piedi della ragazza addormentata. Alba si sistema sulla sedia. Mi sento come se fossi a un colloquio di lavoro. «Come stai?» 

«Bene» rispondo. «Non potrei stare meglio. Lei chi è?» Indico la ragazza addormentata.

«La nostra amica Lucinda. Per me è come una sorella minore. Mia madre mi ucciderebbe se sapesse che Lucinda è coinvolta in questa situazione. Si trova qui per sbaglio.»

«Qual è il piano, allora? Domani mattina la svegliamo e la mettiamo per strada…?»

«No. Ci penseranno i Gomolinski a riportarla a casa sana e salva.»

«Ah. D’accordo.» La spiegazione non mi tranquillizza, ma pazienza. «In che anno sei, intendo, per te?»

«Nel mio presente?»

«Sì.»

«È il 13 luglio 2031. È bello trovarsi in inverno: faceva talmente caldo che mi si stava sciogliendo il cervello.»

Ci rifletto. «Perché sei qui?»

Lei scrolla le spalle. «Il viaggio nel tempo è un po’ come la memoria; a volte finisco in un tempo che per me significa qualcosa, come stasera. Ma sono in grado di ricordare qualcosa anche senza viaggiare. Nessuno sa ancora perché.»

«Quindi nel 2031 ci frequentiamo? Sei qui perché…?»

Alba sorride. «Questa è una serata importante. Mi sorprende non essere in agguato in tutta la casa.»

«Forse lo stai facendo?»

Lei ride. «Forse sì. Ci servirebbero più persone.»

«Per cosa…?»

Alba mi interrompe. «È meglio non sapere certe cose, Zach. Se ti raccontassi della tua vita prima che accada, ti sentiresti impotente, come se non potessi decidere più niente da solo.»

«Tu ti senti così?»

«Sì, sempre.»

«Quindi è come essere onnisciente?»

«No» risponde lei, «perché ci sono moltissime cose che non so. Non mi dico tutto, perché voglio sentirmi libera, o il più libera possibile, considerate le circostanze. Dovresti pensarci bene prima di raggiungermi. Che cosa desideri veramente?»

Non ho bisogno di pensarci; ho sempre saputo quali sono i miei tre desideri. «Vorrei una casa.»

Alba sorride. «“Nessun posto è bello come casa mia.”»

«Sì» dico. «Come lo sai?»

«Ce l’hai tatuato sull’avambraccio sinistro.»

Mi tiro su la manica e le mostro che non ci sono tatuaggi.

«Te lo farai fare» dice, confutando la mia confutazione. Mi prende la mano. Le sue dita sono calde; mi gira la mano con il palmo all’insù e mi sfiora il polso. «Qui. In corsivo, con inchiostro nero. Comunque. Vedi come diventa tutto complicato e confuso?»

«Già.»

Mi sta ancora tenendo la mano. È eccitante, e fatico a prestare attenzione alle sue parole. «Il punto è che stai cercando una via di fuga dalla tua infanzia; vuoi l’avventura, vuoi cambiare le cose; sei ottimista e pratico; continui a cercare di sistemare cose che sono troppo compromesse per poter essere riparate. Desideri uscire dal tuo Kansas in bianco e nero ed entrare nel regno di Oz in Technicolor.»

Rimango lì seduto a guardarla, in attesa del suo verdetto.

«E?»

«Devi scegliere.»

«Quando?»

«Adesso. Stasera.»

«Non sembra così difficile» dico. «O è come una di quelle fiabe cupe, dove i tre desideri finiscono per lasciare il povero sfigato in condizioni peggiori di quando ha iniziato?»

«Ti piacerà; hai letto tutti i libri giusti. Questo ti aiuterà quando le cose diventeranno strane.»

«Mi sembra di conoscerti da tutta la vita.»

«È una sorta di effetto residuo del fatto che ti conosco io; è irresistibile che uno sconosciuto ci conosca intimamente, non trovi?»

«Esatto» dico. Ci sorridiamo. Nei suoi occhi vedo anni di profondo affetto. Con quei capelli arruffati e la coperta addosso, sembra una dea, una fata madrina punk. Sembra la realizzazione di un desiderio. Forse tutte le scelte che ho già fatto mi hanno portato a questa notte in questa grande casa fredda in una città del Nord, lontano dalla mia famiglia e da chiunque possa impedirmi di cogliere questa opportunità.

© 2026 by Audrey Niffenegger
© 2026 Mondadori Libri

Il disordine del tempo, Cover

Tratto da “Il disordine del tempo”, di Audrey Niffenegger con traduzione di Katia Bagnoli, Mondadori, 2026, 24€, 648 pagine

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